martedì 29 giugno 2010

I delitti

Alcuni delitti, mi fanno riflettere. Com'è possibile che un figlio o una figlia decida di uccidere la madre o il padre semplicemente perché non è riuscito a raggiungere la laurea? Oppure, come fa il padre o la madre ad uccidere il figlio o la figlia perché ha dei difetti fisici? È un comportamento inumano, inconcepibile! Eppure la cronaca è piena di queste notizie che fanno accapponare la pelle, che c'inducono a riflettere e nello stesso tempo ci gettano nel baratro dello scoraggiamento. Com'è possibile infatti, giungere fino a quei punti? Difficile stabilirlo: agiscono vari fattori in questa società così smarrita, senza più valori in cui credere fermamente. Il relativismo ha infatti preso piede e l'umanità gli ha ceduto il passo volentieri. Esso ha trovato un terreno fertile, nelle nostre menti sbalordite, desiderose di libertà e assetate di giustizia, ma di una giustizia indefinita, senza più punti fermi, in balia delle onde dell'opinione pubblica. Nel primo caso, e mi riferisco al fatto accaduto ad Imperia prototipo di tanti altri che forse sono ancora più eclatanti, può darsi che agisca la frustrazione causata dal fallimento. Il fallimento consuma il cuore nella delusione fino a diventare un incendio di proporzioni devastanti, fino a scoppiare come una bomba nei confronti di coloro di cui si desidera maggiormente la stima, la mamma o il padre. Incapacità forse di subire lo smacco di fronte ai genitori? Oppure di una società che ci vorrebbe completamente efficienti? Ciò che fa maggiormente riflettere è la freddezza con cui si compiono questi delitti. Si assoldano altre persone, perché il coraggio...o meglio, la vigliaccheria di sopprimere l'altro manca. Ma è sempre meglio sopprimere l'altro, piuttosto che umiliarsi, prendersi tutte le responsabilità dei propri fallimenti e quindi di una possibile sgridata da parte dei genitori. Più facile far sparire ciò che provoca dolore profondo e non affrontarlo con coraggio. Società smarrita e debole che non sa affrontare il sacrificio e il dolore e preferisce annientare il prossimo quando è d'inciampo. Incredibile! Sembra impossibile! Eppure vero. Sembra nato da una mente malata...ma...magari fosse così, sarebbe quasi più logico! Ma colui o colei, non c'è più differenza, che commette tali delitti, è mentalmente sano, affetto da una freddezza inumana, impastato del suo egoismo fino ad essere spinto a compiere delitti sacrileghi. Sì, un tempo Dio infatti, disse di onorare il padre e la madre, perché nella loro autorità vi era quella di Dio. Sono i comandamenti di Dio, ormai cestinati da tanti, perché troppo scomodi e passati di moda. Intanto lo scontento serpeggia e mi fa pensare che tutto questo sia opera di satana che immette nel cuore dell'uomo un germe d'odio così inumano che la sua opera diventa evidente. Secondo caso: la mamma o il padre uccidono il proprio figlio forse a causa di un difetto fisico. Orrore. Eppure vero. La società vorrebbe tutti produttivi, difficile che trovi posto una persona malata.
Penso quasi che in tutto questo ci sia l'opera del demonio che la Madonna, nelle ultime apparizioni di Medjugorie, ha annunciato: satana è sciolto e agisce indisturbato.
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