Domenica scorsa, 2 agosto, era dedicata al Perdono di Assisi: si poteva lucrare l'indulgenza plenaria applicabile ai vivi e ai defunti. Ma cosa vuol dire perdono? La lingua italiana è molto fine quanto complicata quando si tratta di grammatica e di uso dei termini. Mentre nelle altre lingue spesso un solo termine esprime tante cose, in italiano ci sono tante parole simili, ma con significato e sfumature leggermente diversi. Immaginate che un giorno decidiate di andare a confessarvi e nella formula finale il sacerdote dicesse: «Dio, Padre di misericordia, che ha riconciliato a sé il mondo nella morte e risurrezione del suo Figlio, e ha effuso lo Spirito Santo per la remissione dei peccati, ti conceda, mediante il ministero della Chiesa, il CONDONO(perdono) e la pace.E io ti assolvo dai tuoi peccati nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.>> 😬
Perché ho detto questo? Perché le parole hanno un significato efficace nella religione, nel rapporto con Dio. Gesù stesso disse infatti: il vostro parlare sia sì o no, il di più viene dal maligno.
Il sostantivo "perdono" ha una particolare etimologia: "donare" che vuol dire concedere, donare, preceduto dal prefisso "pre" che funge da rafforzativo. Il significato letterale della parola è quindi donare completamente. Capiamo bene perciò la differenza tra perdono e condono. Il condono ha il compito semplicemente di regolarizzare una situazione irregolare in modo formale. Vedete bene che cambia la situazione molto. Il perdono coinvolge tutta la persona nella sua affettività e punta a ricostruire una relazione o trovare pace personale. Se dopo aver concesso il nostro perdono a qualcuno che ci ha fatto del male, continuassimo a covare rancore e a vendicarci, capite bene che qualcosa non tornerebbe. Il perdono sarebbe totale, quando è possibile e non pericoloso, se dopo aver accolto nuovamente il fratello o sorella che ha sbagliato, puntiamo a ricostruire il rapporto, la relazione. Ci sono tanti casi e bisogna avere prudenza, purtroppo non tutti i rapporti possono tornare come prima, ma fondamentalmente dare il perdono a qualcuno significa questo, altrimenti non sarebbe un dono totale.
Dall'altra parte c'è la persona che riconosce di aver sbagliato e domanda il perdono. Senza questo non può esserci perdono. È la nostra condizione davanti a Dio: sbagliamo sempre, siamo sempre debitori davanti a Dio... e com'è bello sentire le parole del sacerdote che ci assolvono, ci sciolgono, ci rendono nuovamente liberi dai peccati! Come dovremmo essere felici! Tutto ciò che ci tiene bloccati è originato dal peccato che di per sé è una cosa brutta, bruttissima, ma a volte ci permette di vedere la nostra fragilità e di immergerci nella grandezza di Dio.

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