giovedì 13 aprile 2017

In nome della morte

Mai come in quest’epoca il dibattito sulla vita, è stato travisato o è andato incontro a delle contraddizioni enormi. 
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Da un lato una famiglia inglese si sta battendo per salvare la vita del loro figlioletto davanti ai medici e a un giudice, dall’altro in Italia c’è la fuga per cercare il suicidio assistito in Svizzera… delizia delle contraddizioni! 

Ovviamente il TG ha parlato solamente del suicidio assistito del secondo fuggiasco italiano. Uccidersi è diventato un diritto e molto probabilmente i media stanno premendo affinché lo Stato legalizzi anche in Italia tali pratiche. Che tristezza…
immagino la sofferenza della famiglia inglese che sta cercando di lottare per la vita del loro figlio. 
Ad ogni modo, nessuno pubblicizza il coraggio di molti che, invece di fuggire dall’Italia e dalla propria malattia, scelgono di vivere fino in fondo, che ogni giorno con tutto l’ardore dell’amore per la vita, con la fede e la speranza nel cuore, continuano il loro cammino inesorabile, abbracciando la sofferenza di ogni giorno, superando lo sconforto inevitabile e valorizzando ogni attimo della propria vita. Questi piccoli grandi eroi di ogni giorno che amano infinitamente la vita vengono dimenticati dai media… perché non abbracciano le idee moderne della fuga nel suicidio o eutanasia, aborto… eppure sono quegli alberi della foresta che crescono silenziosamente ed insieme formano una stupenda e rigogliosa foresta…
Terribile pubblicizzare la morte piuttosto che la vita.










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