lunedì 29 dicembre 2014

Il dramma della fede

Festa della Sacra Famiglia... Immaginiamo tutto amore, niente inciampi... tutto scontato insomma... I componenti della Sacra Famiglia sanno che Dio li protegge, perciò la loro fede è scontata. Già, partiamo sempre da questo presupposto. Come ci poniamo davanti a una storia di cui sappiamo già il finale, così quelle che ci presentano i Vangeli, sono scontate. Solo che se abbiamo un briciolo di desiderio di conoscere e capacità di metterci nei panni degli altri, comprendiamo subito che la situazione di Abramo non era affatto rosea, come d'altronde non lo era quella di Maria e Giuseppe. Abramo non sapeva che l'angelo di Dio avrebbe fermato la sua mano. Abramo ha dato tutto di sé: tutte le sue speranze, le sue attese, il suo futuro... si è fidato davanti alla contraddizione che Dio non ha cercato di nascondere ai suoi occhi: ti darò una discendenza numerosa, ma intanto ti chiedo il tuo unico figlio...
Vivere la fede non è affatto scontato e nemmeno facile. Maria accettò l'annuncio dell'Angelo, sapendo che in quella storia sarebbero ruotate tante persone a cui avrebbe dovuto dare una ragione del suo stato... Ad esempio Giuseppe. Maria sapeva bene che accettando avrebbe messo a repentaglio la sua vita. Gli Ebrei non scherzavano. Abbiamo visto nei Vangeli stessi come Gesù salvò l'adultera dalla lapidazione! Quello sarebbe spettato a Maria. Maria con il suo sì si sarebbe esposta a tutto questo. È evidente la contrapposizione del suo atteggiamento a quello di Eva. Eva, tentata dal serpente, accolse il dubbio sull'operato e sull'amore di Dio per scegliere la “vita, la conoscenza, l'onnipotenza”; Maria, invece, accettò con fede il messaggio dell'Angelo, sapendo che questo l'avrebbe potuta portare alla morte. “Sarà potente, chiamato Figlio dell'Altissimo!”. Allora ecco vibrante la domanda di Maria, carica di significati: “Ma com'è possibile. Non conosco uomo”.
Chi penserà a convincere Giuseppe... Mentre Eva ha paura di Dio e con Adamo si nasconde, Maria sicuramente racconta la cosa a Giuseppe, affidandosi a Dio completamente. I vangeli non raccontano di questo dialogo, però si può dedurre che Maria non riportò totalmente quello che le era accaduto, tanto che Giuseppe pensò di licenziarla in segreto... Era giusto, ma tale atteggiamento avrebbe esposto comunque Maria, come si può ben intuire, alla furia della folla. Fu in quel momento critico e drammatico della storia della Sacra Famiglia che intervenne nuovamente Dio a frenare la mano di Giuseppe. Il dramma del Natale non si ferma a questi eventi, che pure ci richiamano a numerosi atti di fede da parte dei componenti della Sacra Famiglia. Anche dopo la nascita straordinaria di Gesù, la tracotanza di Erode fa esplodere una terribile persecuzione rivolta a bambini innocenti (i santi Innocenti Martiri) con lo scopo di trovare il Re dei Giudei. La sete di potere di Erode è insaziabile e lo porta ad uccidere in modo malvagio e crudele. Non pensiamo infatti che l'uccisione dei bimbi fu indolore! Generò tanta sofferenza! Ma i piccoli erano i precursori di Gesù, i piccoli testimoni dell'uccisione del Salvatore...
È curioso, però, che ogni volta che Gesù si manifesta al mondo, ci siano dei martiri, testimoni disposti a dare il proprio sangue.
La magia del Natale non è fatta di strenne, dolciumi e fiocchi azzurri, è costruita nella fede e nell'amore di altri, di una famiglia che ha saputo vivere imitando la Trinità...
Sì, perché la vita della Sacra Famiglia rappresenta la vita Trinitaria. Dio non ha esitato a dare il suo unico Figlio per la salvezza dell'uomo, sapendo che lo Spirito Santo lo avrebbe risuscitato... Ma non aveva mani, per questo motivo ha scelto quelle di Maria e Giuseppe, per accudire il suo adorato Figlio. Maria e Giuseppe dovevano amare Gesù come Lui stesso, Dio lo amava, per poterlo donare al mondo. Per questo motivo, scelse Maria, perché era piena di Grazia. Dio le aveva donato tutto, e lei lo aveva accettato nella sua vita.
Allora questa meditazione vuole riportare i nostri cuori a delle riflessioni che hanno delle risonanze nella nostra vita concreta. C'è sempre un “comando ipotetico” da parte di Dio nella nostra vita, comando che ci chiede qualcosa di sacrificare qualcosa di molto caro per la nostra vita, come accadde ad Abramo e a Maria. Può capitare qualche volta che Dio fermi la nostra mano in tempo prima che la scure si abbatta sull'oggetto del nostro amore, che si accontenti del nostro atto di affidamento, ma può anche darsi che non fermi la nostra mano e che la scure si abbatta implacabile sull'oggetto del nostro amore. Riusciremo a mantenere la nostra fede intatta come fece Giobbe? Sì, perché Giobbe è il chiaro esempio di colui che lasciò agire Dio nella propria vita indisturbatamente, e tutto ciò che accadde non fu un chiaro volere di Dio, ma di satana. Dio permise a satana di agire nella vita di Giobbe, semplicemente perché da quel male sorse un bene ancor maggiore....

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