domenica 14 giugno 2026

Il dolore

“Non dobbiamo spiritualizzare il dolore, riconducendolo superficialmente alla “volontà di Dio” o a qualche suo misterioso progetto, perché questo rischia di minimizzare quella sofferenza, di metterla a tacere, di ferire le persone. Dio non vuole la sofferenza…”
Sono le parole di Papa Leone nei riguardi del dolore umano e il proprio atteggiamento nei confronti di esso.
Ha ripreso una mia riflessione fatta tanti anni fa in cui dicevo che, spesso, davanti a una persona che ci confida il suo dolore, rispondiamo di offrirlo, che fa parte di un misterioso disegno di Dio. Non si deve fare! Anche se la persona è religiosa, legata profondamente a Dio, nel momento della sofferenza, non ha bisogno di queste risposte che, tra l'altro, conosce già. Con queste risposte si cancella in un solo istante tutta l'empatia che bisognerebbe avere nei confronti dei fratelli che soffrono. Probabilmente non ce ne accorgiamo, ma cancelliamo la nostra capacità di chinarci davanti al dolore altrui, sminuendolo e rendendo di fatto palese l'incapacità di rispondere ai grandi interrogativi della vita. Rimane una formula fredda, impersonale che imbarazza l'anima che la pronuncia...
C'è un altro aspetto che rivela una grande immaturità affettiva: qualcuno non riesce a sopportare il dolore altrui perché evidenzia la propria fragilità, perché in un istante comprende che lui, se fosse chiamato a vivere quel dolore, non riuscirebbe senza cadere in depressione. Allora sparisce, preferisce non confrontarsi per non sentirsi umiliato e vedere le proprie fragilità che non accetta...
Questo atteggiamento non è cristiano! Maria rimase accanto a Gesù per tutto il percorso che lo ha portato a morire sulla Croce! 

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