venerdì 6 gennaio 2017

Natale

Il Natale ha perso il suo valore cristiano... Frase retorica... forse... ma è proprio così. Si chiama in tanti modi: festa dell'inverno, festa della famiglia... ma di fatto per alcuni è diventata la “festa del consumismo”.

Nei telegiornali commentano che dipende dal reddito... ma piccolo o grande che sia, il Natale inteso come scambi di doni, estrapolato dalla sua vera identità, non ha senso. Proprio non ha senso per chi non crede chiamare il giorno del 25 dicembre, Natale... inoltre con la “N” maiuscola. “Natale”, nel vocabolario italiano, è definito come giorno della nascita e la domanda scatta automatica: giorno di nascita di chi? Se non credi in nulla: “di chi?”. Se non credi in nulla, se è solo festa dell'inverno, perché scambiarsi i doni?

Il Natale è la solennità della nascita di Cristo ed è la Chiesa che ha deciso quel giorno. Sappiamo bene che Gesù non è nato il 25 dicembre, ma bisognava pur fissare una data. Costantino fece del cristianesimo la religione di stato per cui l'uomo nuovo doveva soppiantare quello vecchio e poiché il potere pagano contemporaneo di Costantino era quello dell'Impero Romano che festeggiava la festa della luce il 25 dicembre, fissare per quel giorno la solennità della Nascita di Cristo, sarebbe stato un segno importante. Per essere quindi coerenti al proprio ateismo e al non credere nella Chiesa, nessuno che si definisce tale, dovrebbe scambiarsi i doni.

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