domenica 2 marzo 2014

Chi è Dio?


Ci stiamo ormai avvicinando alla Quaresima, periodo forte in preparazione della grande festa della Pasqua di Resurrezione. Ma quale può essere il nostro impegno quaresimale? Convertirsi, pregare di più... sì, sono propositi buonissimi, ma penso sia opportuno cominciare a convertirsi nel vero senso, evitando di vagare senza meta ma avendo come obiettivo l'imitazione di Cristo. Nel linguaggio automobilistico “conversione” significa proprio cambiare senso.

Io penso che bisogna cominciare da una domanda fondamentale che forse ci sembra un po' superflua, ma che in effetti è fondamentale: “Chi è Dio?”

Non è una domanda scontata. Ogni cristiano dovrebbe soffermarsi su questo, perché chi è impegnato in una vita sacramentale, rischia l'abitudinarietà della preghiera, della liturgia, spogliando la vita di pietà dell'elemento fondamentale: deve partire dal cuore. Ciò non significa che faccio una buona azione solamente se mi sento. Assolutamente no. Se ricerchiamo nel vangelo, pure Gesù ribadisce spesso questo concetto: “Imparate da me che sono mite e umile di cuore”. È il cuore che va cambiato, non solo gli atteggiamenti esterni; bisogna assumere, cioè, i sentimenti di Cristo. Non scordiamoci che la bocca parla dalla pienezza del cuore, perciò è il cuore che va modellato. Ma... “chi è Dio?”

Dio è santo, amore e possiamo solamente conoscerlo attraverso la meditazione e la preghiera, ma sebbene noi “siamo capaci di Dio”, non riusciamo a vederlo chiaramente. Lo vediamo attraverso un velo. Se lo vedessimo davvero come Egli è, di certo non esiteremmo a credere in Lui e a non commettere più peccato.

Effettivamente Dio sembra inaccessibile. Lo ha reso accessibile Gesù con la sua mitezza e umiltà, fino a nascondersi in un frammento di pane. Ci ha insegnato chi è Dio, ma saremmo dei superbi se pretendessimo di conoscerlo senza la preghiera e la meditazione. E poi... Più ci avviciniamo a Dio e più ci accorgiamo di non conoscerlo e di dover fare ancora tanta strada...
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