mercoledì 12 giugno 2019

Persecuzioni

Risultati immagini per persecuzioniAltro post, altro avvenimento passato in fanteria....
Siamo in Cina dove impera ancora il partito comunista. In una città in cui lasciano libertà maggiore di culto, si è scatenata nuovamente la più violenta persecuzione contro i cristiani. Nonostante le persecuzioni, i cristiani in quella zona stanno aumentando sempre di più. Questo per il governo costituisce una minaccia, senza dubbio. Cosa fare per arginare questa terribile sciagura? Beh, prima di tutto visto che i cristiani crescono sempre di più bisogna sopprimere i segni cristiani. Ogni croce che sormonta le chiese (non cattoliche), devono essere rigorosamente abbattute. Semplice, no? Se si cancellano i simboli della fede i cristiani desisteranno dal credere a quel Dio invisibile, ma così potente che continua ad affascinare e fare seguaci soprattutto in mezzo alle persecuzioni. Benissimo, mano agli attrezzi e giù le croci delle varie chiese! Ma... ops, qualcosa non va secondo i piani, i cristiani non vogliono che abbattano la croce di una chiesa che viene presidiata giorno e notte dai fedeli. Bisogna puntualizzare che questa chiesa era stata registrata dallo Stato come chiesa evangelica, quindi non cattolica. Figurarsi se fosse stata cattolica! Sappiamo bene che in questi paesi, se proprio devono esistere dei cristiani, non devono essere cattolici. Il cattolicesimo mette al primo posto il Papa, il Pontefice e obbedisce alle sue direttive, per cui i cattolici risultano davvero molto ostici rispetto agli anglicani, evangelici, protestanti. Eppure tale azione da parte dello Stato dà fastidio anche a loro. Si sta toccando il cuore del cristianesimo. Non sono solamente simboli. Nel Crocifisso è racchiusa tutta la storia di salvezza dell'uomo, il Calvario e l'amore di un Dio che ha donato tutto se stesso per amore delle sue creature. Tutto il Vangelo, ogni parola del vangelo è racchiusa in quel simbolo. Non adoriamo di certo il Crocifisso in sé, ovviamente. Sarebbe stupido, oltre che darebbe adito ad infrangere il primo comandamento. Partiamo però dalla nostra esperienza umana. Quando teniamo a qualcosa, la custodiamo, cerchiamo di non sporcarla e di condividerla con i nostri amici o cari. Quando si è irriverenti verso il Crocifisso è perché lo vogliamo essere verso quello che rappresenta, non per il simbolo in sé.
Noi umani abbiamo bisogno di simboli. Se riflettiamo bene e non in modo superficiale, ci accorgeremo che la questione non si può assolutamente ridurre a una cosa semplice. Se riflettiamo ancor di più, ci accorgeremo senz'altro che noi siamo attorniati da simboli, che quando colpiamo uno di questi, desideriamo colpire l'ideologia che esso rappresenta e non il simbolo in sé.
Facciamo qualche esempio. Dapprima, quando il nazismo si affermò, l'antisemitismo era ancora in stato embrionale, ma scoppiò in tutta la sua potenza quando si compirono alcuni atti simbolici: bruciarono tutti i libri scritti da Ebrei. Inconcepibile! Eppure era l'espressione simbolica di un'idea che condusse al patibolo tantissime vite umane. Al contrario adesso, quando si vedono le svastiche disegnate sui muri, tendiamo (per fortuna) a coprirle con altri disegni, oppure, ancor meglio, a trasformarle in qualcosa di differente. In Germania esiste proprio un progetto che coinvolge i piccoli e che contempla appunto questo: trasformare ogni svastica che si trova disegnata in ogni quartiere in qualcosa di meraviglioso, di artistico e positivo. Se quel simbolo non volesse dire nulla, lo lasceremmo indisturbato sul muro, ma questo non è così. Ci dà fastidio perché dietro a quel simbolo, c'è un'ideologia forte che noi non condividiamo.
Distruggere o nascondere i Crocifissi è perciò un atto simbolico che il cristiano, se è vero, non può assolutamente accettare!
Nel caso della Cina il presidio dei Cristiani è terminato in uno scontro con la polizia: molti sono finiti in ospedale, massacrati... Ma il presidio continua. I Cristiani non sono disponibili ad accettare questo comportamento assurdo e, intervistati, sono pronti a diventare martiri. Un conto è se lo diciamo noi, un altro è se lo dice qualcuno che ha visto da sempre massacrare o sparire coloro che si dichiaravano cristiani o che semplicemente portavano dietro con loro la Sacra Bibbia.

domenica 9 giugno 2019

Controsensi...

Risultati immagini per embrioneSi guarda il TG ed ecco le manifestazioni pro aborto in Argentina... non ho potuto seguire a dire il vero, ma di tutto ciò mi ha colpito un'immagine pubblicata su internet, esattamente su Facebook. Era la fotografia di una donna vistosamente in stato interessante che teneva un cartello con su scritto: “Essere per l'aborto non significa che voglia abortire”... No, è vero, sicuramente e per fortuna, non significa che essere pro aborto, si voglia abortire... o almeno non in quel dato momento, sicuramente in certe occasioni quali le violenze sessuali oppure la presenza di una malattia grave del feto... non sempre, siamo per l'aborto solamente quando c'è uno stato di sofferenza da parte della madre, in difesa dei suoi diritti... appunto.. suoi diritti, non quello del bimbo in grembo che nemmeno lui ha chiesto di formarsi in seguito ad una violenza, oppure con una malattia. Ci sono però i casi in cui si concepisce nei rapporti occasionali... Si era pensato alla protezione, ma chissà perché qualcosa è andato storto... Ci sono i “momenti sbagliati” in cui si è concepito all'interno del matrimonio, ma in un momento sbagliato, quando la donna sta ascendendo al potere della sua carriera, oppure semplicemente non si sente pronta... o ha voglia solamente di divertirsi ancora prima di legarsi. Vi chiederete: “Ma questa è per l'aborto, o no?!”.
Non voglio lasciare adito a qualsivoglia tipo di dubbio: sono contro l'aborto, ciò che ho scritto era ironico, per tracciare più o meno, a grandi linee, le motivazioni per cui una donna o una coppia decida di abortire. Volevo far notare come si vada da motivazioni serissime, quali una violenza, una malattia che potrebbe pregiudicare la possibilità di vivere normalmente di un bambino, a motivi più futili, quali il desiderio di fare carriera, il desiderio di libertà. Sono motivazioni molto differenti tra loro e di gravità evidentemente diversa, questo salta immediatamente all'occhio, e che in effetti, il grado di responsabilità dell'atto varia.
L'aborto è un omicidio, in modo particolare quello ormai liberalizzato negli Stati Uniti, quando ormai il feto non è più feto, ma un bambino completamente formato. Le modalità con cui avviene questo è terribile. Praticamente fanno un buco nel cranio del bambino e aspirano il cervello. Io ho letto che si fa così... ma scherziamo?! Questo è far valere i diritti delle donne? Ma come non potete capire che si tratta di un omicidio? Mi controbatterete che siete per l'aborto entro il terzo mese. Ah allora cambia tutto! Non vedi il cervello, le manine, le gambine, i piedini, per cui puoi fare incetta di ciò che non vedi! Sì, adesso capisco l'umanità! Occhio non vede, cuore non duole! Ma no... non è proprio così. Abbiamo un concetto proprio sbagliato di democraticità e libertà. Anzi, possiamo affermare che abbiamo fatto coincidere la democraticità con “il poter fare di tutto di più, permettere tutto...”. Questa non è democrazia, anzi, rasenta quasi la dittatura del liberismo, dell'io esasperato, dei miei diritti, senza doveri verso gli altri.
La scienza afferma proprio il contrario: fin da quando il bambino è stato concepito, possiede nei cromosomi tutte le informazioni necessarie per creare un uomo/donna. L'uomo e la donna non sono ancora formati, però se qualche agente esterno agisce sull'embrione, la formazione subisce una deviazione dalla normalità e qualcosa non funzionerà.
Un altra tesi affermata dalla scienza è che nell'utero della mamma sopravvivono alcune cellule del figlio che ha portato nel grembo: sarà madre per tutta la vita e non basterà un aborto a cancellare questa cosa.
Una persona che non può parlare ha dei diritti quanto quelli che possono farlo! È un controsenso!

mercoledì 5 giugno 2019

Decido di morire...



Oggi mi è capitato per caso di leggere una notizia su internet che ha suscitato reazioni differenti. Una ragazza in Olanda ha deciso di porre fine alla sua esistenza in seguito ad una fortissima depressione dovuta ad una violenza sessuale subita da bambina.
Lì per lì sembrerebbe un suicidio, ma non è stato così: lei si è avvalsa del diritto di praticare l'eutanasia, in quanto dichiarata come caso pressoché senza possibilità di miglioramento e l'Olanda glielo ha concesso.
Risultati immagini per silenzio della morteNon ho letto molti commenti, ma tra quelli che mi sono saltati all'occhio, ce n'è stato uno scritto da un'italiana che vive in Olanda: “Qui non teniamo in vita i vegetali”.
Non si trattava di una persona che viveva come un vegetale, ma di una ragazza che, purtroppo, non riusciva più a vivere la sua condizione di forte depressione. A volte tali condizioni sono peggiori rispetto a quella di chi deve sopportare una malattia incurabile, sebbene anche quest'ultima coinvolga tutte gli aspetti della vita. In fondo i Romani avevano intuito molto bene: “Mens sana in corpore sano”. È davvero così! Taluni, però, sono riusciti a vivere la loro condizione di malati, sebbene esclusi dagli altri, vittime di pregiudizi, limitati nelle scelte, in modo straordinario e hanno deciso che il buon Dio aveva permesso quella grandissima croce per poter godere della Sua presenza in modo eccezionale e che Egli chiedeva loro di mettere a disposizione la sofferenza per la riparazione dei peccati dell'umanità. A questo si sono cimentate tante persone delle età più disparate... abbiamo visto dei bimbi diventare degli eroi, delle mamme che hanno preferito dare la vita ai propri bimbi piuttosto che salvare la propria, persone che hanno vissuto fino in fondo le persecuzioni obbedendo alla Chiesa, nonostante questa le trattasse duramente...
Ce ne sono tante per fortuna, tante davvero... e risplendono come astri del cielo. A me questi sembrano tutti dottori della Chiesa, ma in fondo la Chiesa, quando li ha canonizzati, ha dovuto privilegiare l'aspetto più proprio di quella persona. Sì, per me sono tutti dottori della Chiesa, perché ci insegnano a vivere coraggiosamente le sofferenze della vita.
Non voglio assolutamente criticare la ragazza che ha scelto l'eutanasia piuttosto che vivere e affrontare un dolore così grande. La fede è una grazia e quindi, in quanto tale, gratuita. Non so quanti di voi ha letto “Storia di un'anima”, la biografia di santa Teresina di Lisieux. Ella è morta giovanissima, a 24 anni, di tisi. Oltre a raccontare il suo grande amore verso il buon Dio, durante la descrizione del suo buio interiore, accenna al suo desiderio di suicidio o meglio, al desiderio di finire le sue sofferenze prendendo i farmaci abbandonati sul suo comodino. Questo episodio la dice lunga, su come in realtà nessuno nasce eroe, ma il desiderio di amare fino alla fine, di immolarsi per il bene dei peccatori, il desiderio di fare la volontà di Dio fino in fondo è una grandissima grazia concessa da Dio, ma anche una conquista dell'anima che si unisce al suo Redentore. Santa Teresina viveva con gioia la sua condizione di malata, sebbene soffrisse tantissimo. Dio non l'ha abbandonata e le ha dato la forza di affrontare il tutto...
Ritornando alla faccenda della ragazza, è chiaro che siamo davanti ad un caso completamente differente e nessuno di noi si deve permettere di giudicare la sua scelta in quanto non può davvero capirla fino in fondo... Non voglio assolutamente giudicarla, ma parlare del suo caso. Siamo di fronte ad un abuso terribile, una violenza sessuale subita da piccola che le ha provocato una fortissima depressione. Noi donne sappiamo bene che cosa si possa provare quando qualcuno usa il nostro corpo, sebbene tante di noi non abbiano subito violenza. Lo possiamo immaginare. Figurarsi quando questo avviene da bambine. È una ferita difficile da curare, se mai si rimarginerà...
Il fatto è che questa fortissima depressione non doveva esistere, perché NESSUNO, dico NESSUNO, doveva abusare di quel piccolo corpo! Stiamo parlando di uno stupro avvenuto su una bambina, ma non dovrebbe MAI accadere nemmeno ad una donna adulta! Scherziamo? Ma quando mai si deve ledere la libertà di qualcuno per ottenere ciò che l'altra persona ci nega? Lei non ha colpa della sua malattia. È nata dalla violenza, da un errore / orrore fatto da qualcun altro. Chi ha abusato di lei, ha sicuramente tantissime colpe, praticamente oserei dire tutte. Forse a sua volta lo stupratore ha avuto il suo aguzzino... non lo sappiamo perché nell'articolo si parla solo del caso della decisione della ragazza. Per tale motivo dobbiamo fissarci bene a mente che qualsiasi nostro comportamento ha una ripercussione sugli altri. Abbiamo una grande responsabilità nella nostra vita. Siamo custodi dei nostri fratelli, come Caino lo fu di Abele... Ma noi non DOBBIAMO arrivare al punto di rovinare la vita agli altri, tradendoli e uccidendoli come fece Caino. Il buon Dio non fece del male a Caino, ma con tale racconto, ci invita ad essere custodi dei nostri fratelli. Lo stupro è stato usato anche come arma durante le guerre... è una cosa inconcepibile che non ha nessuna giustificazione e non se ne devono trovare... Già, perché qualcuno dice che l'uomo è cacciatore e se una è una prostituta o si veste in modo provocatorio, è... praticamente quasi scusato. MA SCHERZIAMO? Non può essere così! Non deve essere così! Dicendo questo stiamo dando il consenso a un fatto contro la legge e l'essere umano... considerando che fra un po' questo non esiste nemmeno fra le bestie... Scusando l'uomo si afferma che la sua intelligenza è davvero a livello infimo e possiede davvero solamente un neurone, come dicono scherzando sui social. La ragazza viveva dei suoi sensi di colpa, non riusciva a vivere la sua condizione... Ma lei non aveva alcuna colpa. Ha avuto la grande sfortuna di non avere accanto persone che l'abbiano accompagnata lungo il suo difficilissimo cammino di ripresa, di riconciliazione con il suo passato. L'Olanda non è uno stato che ha manifestato il suo grande progresso, dovrebbe dire il suo “mea culpa” perché non ha saputo trasmettere a una sua figlia la voglia di lottare e di vivere, nonostante tutti i problemi.
Vedete, approvare per legge eutanasia, aborto... etc... è rendere legale e quindi possibile a tutti perdere la gioia di vivere. La gioia di vivere non è una conquista che richiede tanto tempo e si impara passando anche attraverso la disperazione, la sperimentazione della crudeltà umana. A 17 anni questa ragazza non aveva ancora trovato la persona che l'accompagnasse in questa incredibile avventura e, poiché tutto è lecito nel suo paese, ha deciso di porre fine alla sua vita, suicidarsi, in poche parole. Non aveva la forza di farlo con le sue mani (questo la dice lunga), ma ha permesso che lo facessero dei medici.... e qui lascio a voi le considerazioni...



martedì 19 febbraio 2019

Come bambini

La vita è difficile, è in salita... a volte ci imprigiona, a volte inaspettatamente ci libera.... non lo possiamo negare e nemmeno nasconderci dietro posizioni fataliste come : "questa è la volontà di Dio e facendo questa si è sempre felici". Non è assolutamente  così... o meglio, questa posizione va chiarita, altrimenti arriveremmo a negare la stessa natura umana di Gesù... e anche la nostra. In questo modo faremmo due autogol: Dio ci ha donato l'intelligenza e una personalità unica e irripetibile. Dobbiamo compiere questa salita con Gesù,  avere la consapevolezza che Lui ci aiuterà sempre in questo cammino e poi... essere come bambini: fidarsi di Lui. I bambini a volte fanno i capricci, sono piccoli e non sempre capiscono cosa gli adulti chiedono loro, ma poi amano i loro genitori, capiscono che hanno più esperienza e, brontolando obbediscono. Cosa vuol dire ritornare bambini? Vuol dire avere la consapevolezza di dover imparare sempre, in ogni istante della vita, ma anche aver pieni gli occhi di stupore per le piccole cose, come un tramonto, un colore acceso... a cui forse l'adulto non fa più caso.... Vuol dire essere recettivi di fronte alle sorprese della vita e giungere a vedere il positivo in ogni cosa....

venerdì 8 febbraio 2019

I social

I social... chi non possiede un account su Facebook o su Twitter? Ormai tutti. Di per sé sono una cosa buona, si condividono idee, si trovano informazioni ... etc... però bisogna accostarsi ad essi in modo critico, essere capaci di valutare se ciò che è scritto è vero e poi filtrarlo con il buon senso... 
Tante volte questo non avviene: si assiste a discussioni violente, ci sono persone che non accettano pensieri diversi, account monotematici, persone che si nascondono dietro nomi di fantasia e vomitano palesemente il loro risentimento, infelicità o le loro posizioni estremiste. Alcune persone criticano,  prendono posizione, ma di fatto sono rintanate in casa o dietro uno schermo e non lavorano, non si danno da fare per rendere il mondo migliore...
In effetti esistono tanti Napan (non ricordo esattamente il nome del personaggio fittizio creato da Crozza) che digitano parecchio, ma non tentano di mettersi nei panni degli altri, creano idoli e si scatenano nei loro commenti aspri...



mercoledì 6 febbraio 2019

La vita

Il tempo scandisce le nostre esistenze, con un leggero ticchettio di orologio, con le emozioni che fan palpitare il cuore, con i passi del nostro cammino, con il semplice respiro che abbassa e solleva il nostro petto...
Scandisce le nostre esistenze anche con un modo più spettacolare, con il sole che nasce colorando, tingendo in modo sempre nuovo la volta celeste. Ci sono tante cose che scandiscono la  nostra vita come ad esempio la quotidianità, con tutto il suo carico di noia, di gioia e dolori, di fatica e desiderio di fuggire,  di coraggio e decisione nel combattimento. La vita va vissuta fino in fondo, sempre, perché è un dono straordinario... è come l'acqua gorgogliante di un torrente che passa veloce e non torna più indietro...
Certamente che la vita è tiranna come il tempo con risvolti che a noi paiono drammatici... ma è fatta così...
Pensate a una tela in cui si gettano i più svariati colori, schizzandoli, mescendoli... lì per lì sembra un disastro, ma poi, se la guardate bene, diventa un capolavoro, un tripudio di colori che insieme, sia quelli tristi che allegri, formano un' armonia spettacolare! Vi accorgete che se aveste cercato di riprodurre la Gioconda, non sarebbe uscito così bello! Autore.... apparentemente il caso. 
I colori scuri sono i momenti bui in cui altre persone non ci hanno compreso,  che hanno sbagliato la nostra stanchezza del corpo con pigrizia o mancanza di generosità,  non  capendo un bel niente di noi...
Oppure sono i momenti in cui siamo stati travolti dal dubbio, dal "non senso" della nostra esistenza... questi momenti appartengono a tutti perché la vita non è un gioco, è una salita verso la vetta di un monte, pericolosa, durante la quale c'è sempre il rischio di precipitare...
Ci sono anche i colori piu sgargianti, più belli che, di fatto, rendono più affascinanti quelli più tristi... e sono proprio quelli che spiccano, che s'impongono su quelli più tristi....
Vale la pena di rischiare e salire la vetta, rischiando grosso... altrimenti saremo costretti a camminare in una brulla pianura,  nella monotonia di un paesaggio che non varia, dove siamo intenti solamente a curare noi stessi senza rischiare... ma anche senza godere dei panorami mozzafiato della salita di un monte....

sabato 25 agosto 2018

La vignetta che fa male

La  vignetta...  quella  vignetta  che  fa  del  male,  fa  del  male  ad  un  cuore  già  spezzato, perché  l'ironia  deve  avere  certi  limiti:  il  limite  del  rispetto  davanti  alla  morte  e tragedia  di  una  città  che  cerca  e  ha  già  ricominciato  a  rialzarsi.  Forse  avrete  già compreso  che  mi  sto  riferendo  alla  vignetta  composta  dal  famoso  giornalino  satirico “Charlie  Hebdo”  riguardo  ai  fatti  di  Genova.  In  essa  campeggiavano  due  scritte  che volevano  essere  da  rimprovero  all'incuria  delle  costruzioni  italiane  e  alla  politica presa  dal  Governo  nei  confronti  dei  migranti:  “costruito  dagli  italiani...  pulito  dai migranti”. Lo  avevo  commentato  amaramente  anche  quando  fecero  quella  vignetta  satirica  due anni  fa  esatti  sul  terremoto  di  Amatrice,  lo  rimarco  anche  oggi  riguardo  al  crollo  del Ponte  Morandi,  il  nostro  ponte  di  Brookline.  Fa  male  perché  la  satira  deve  avere rispetto.  Ricordo  che  qualcuno  mi  ha  raccontato  che  nel  dopoguerra,  non  si  potevano prendere  in  giro  i  politici  in  quanto  essi  rappresentavano  un  “potere,  un'autorità”  che si  doveva  rispettare.  Purtroppo  la  maleducazione,  l'interesse,  l'egoismo  sono  entrati prepotentemente  nella  politica  gettando  discredito  e  così  perdendo  credibilità  agli occhi  della  gente.  Non  esiste  più  un  gruppo  politico  che  effettivamente  rappresenti  in toto  il  pensiero  cristiano.  Ognuno  esagera  in  un  punto  o  nell'altro,  senza  trovare  un equilibrio  salutare,  quello  che  intendeva  la  politica  un  servizio  per  i  cittadini.  Sono discorsi  molto  importanti  nei  quali  non  mi  voglio  addentrare,  perché  di  politica  non me  ne  intendo.  Semplicemente  volevo  toccare  il  discorso  della  vignetta  satirica. Ovviamente  credo  che  essa  non  rappresenti  il  pensiero  di  tutti  i  francesi,  se pensassimo  questo  sbaglieremmo  e  rischieremmo  di  fare  di  tutta  l'erba  un  fascio. L'altra  volta,  riguardo  alla  vignetta  su  Amatrice,  avevo  sottolineato  come  tutti,  al momento  dell'attentato,  si  erano  sentiti  in  dovere  di  affermare  con  orgoglio:  “Je  suis Charlie”...  Io  non  conoscevo  il  giornale  satirico  francese,  ma  siccome  anche  a Genova  nella  piazza  principale,  piazza  De  Ferrari,  campeggiava  la  scritta  orgogliosa “Je  suis  Charlie”,mi  sono  domandata  chi  fosse.  Un  attentato,  come  avevo  affermato, non  è  mai  da  giustificare,  tuttavia,  il  signor  Charlie  era  andato  pesante  in  fatto  di religioni,  non  solamente  con  quella  musulmana,  anche  con  quella  cattolica.  Ripeto, niente  giustifica  atti  terroristici,  ma  come  persona  credente  anch'io  mi  sono  sentita molto  offesa  dalle  vignette:  non  prendevano  in  giro  i  cattolici,  ma  la  Madonna  stessa e  Dio  nella  Trinità.  Non  mi  sono  sentita  di  dire  “Je  suis  Charlie”  perché  non  lo  ero affatto...  Adesso,  tante  persone  comuni,  ferite  dalle  vignette  disegnate  per  i  tragici fatti  di  Amatrice  e  Genova,  non  si  sentono  più  Charlie...  Ma  cosa  pensavano?  Che non avendo  rispetto  per  Dio avessero  rispetto invece  per  i  morti  italiani  e  per  le  nostre tragedie????

venerdì 24 agosto 2018

18 agosto, lutto nazionale

Risultati immagini per lutto nazionale genova14 agosto  2018...  A Genova è allerta arancione: quando mi sveglio, dalle persiane filtra solamente un tenue raggio di luce. La stanza rimane scura. Di fatto il cielo è plumbeo, coperto di nuvole cariche di pioggia. Ad un tratto il cielo riversa il suo contenuto sulla terra, fulmini, lampi, tuoni. Non si vede più da un palmo dal naso, mentre la corrente salta ad ogni istante sotto i colpi dei fulmini che non danno tregua. Scrutando quel diluvio mi ritornano alla mente i drammatici momenti degli ultimi alluvioni. In quei giorni pioveva così, insistentemente. Guardo preoccupata quel diluvio.  Succede invece l' inaspettabile: mentre il cielo sfoga la sua rabbia, apprendo la notizia del crollo del ponte Morandi. Associo subito quella notizia al diluvio, ma in realtà il diluvio non c'entra. È vero che qualcuno ha testimoniato di aver visto un fulmine colpire il ponte, ma il crollo è dovuto ad un cedimento strutturale. È subito tragedia. Il crollo separa immediatamente la città in due, mentre le mani dei soccorsi cercano altre mani da afferrare: quelle di coloro che sono rimasti sotto le macerie. Qualcuno ha raccontato che, subito, sono andati con le mani a scavare , ad avvertire chi di dovere del crollo del ponte e dell'immensa sciagura che si stava consumando a Genova per l'ennesima volta. Proprio di fronte a quell'abisso che si è aperto sopra il torrente Polcevera, c'è il Santuario della Madonna della Guardia. È impressionante.  La tragedia è devastante e sicuramente ai parenti delle vittime non consolerà il fatto che se il ponte fosse crollato sulle case sottostanti, la tragedia sarebbe stata ancora più immane. Non ci sono parole. Il web si riempie di immagini di solidarietà, di momenti di pianto e di gioia, di generosità da parte dei soccorritori. 

martedì 14 agosto 2018

Crolla il Ponte Morandi


Genova è la mia città, in lei si sono formate le mie ossa, il mio corpo, i miei pensieri... l'amo, profondamente, l'ho sempre difesa a spada tratta... è la mia città...
Per lei ho sentito una nostalgia struggente, ho sognato i suoi colori, il mormorio del suo mare....perché fin dalla mia nascita mi han cullato le sue onde, accarezzato i raggi del sole e il suo vento. Nel mare ho riflesso i miei sogni... tante goccioline formano il mare, tanti sogni formano le aspirazioni.
L'ho vista straziata dalla furia delle acque, coperta di fango, colpita al cuore nel suo porto, arsa dagli incendi...
Risultati immagini per crollo ponte morandiÈ la mia città... è la mia Genova di cui mi sento parte integrante, per cui voglio lavorare per crescere e educare i suoi figli...
Il silenzio abissale del cuore è ancor più profondo del volo che hanno fatto quelle macchine dal ponte e le lacrime sono ancor di più di tutta l'acqua che può contenere il torrente Polcevera.... e... non ci sono parole per descrivere il dolore perché anch'esse precipitano in quella voragine che ha ingoiato quelle vite..
Tanti volti sono passati davanti ai miei occhi, tante persone.. poteva accadere a tutti... e in qualsiasi posto... le medesime lacrime le ho sparse per chi aveva perso la vita nel terremoto... semplicemente perché sono morti altri nostri fratelli e ci sentiamo parte integrante di un territorio, fratelli e sorelle che si possono abbracciare dinanzi al dolore...
Accogli, Signore, queste anime e conforta chi è rimasto

venerdì 10 agosto 2018

La vita eterna

Risultati immagini per vita eternaParlare di questo argomento è sempre molto delicato. Ci si addentra in misteri più grandi di noi e per spiegare un mistero più grande di noi e non alla portata della nostra mente, dovremmo usare parole e concetti che non sono nostri. Siccome parliamo d'infinito, dobbiamo usare le medesime parole della fonte dell'infinito: quelle di Dio. Non potremo parlare con le parole di Dio senza essere amati da Lui. Una persona che desidera far conoscere il suo amore, comunica se stesso.  Attraverso il Vangelo, Egli ha svelato il suo Cuore colmo di amore infinito. L'argomento di questo post vuole essere la vita eterna. Vari episodi mi hanno indotto a riflettere su tale argomento. Qual è il più grande mistero della vita dell'uomo? La sofferenza... la morte...? Molto probabilmente l'uno ingloba l'altro. Pochi giorni fa in un film che trattava di medicina, vi era il caso di un ragazzo sportivo, amante della vita. A tutta prima pareva che lo sport fosse tutta la sua vita, ma poi una sofferenza improvvisa, svelò il cuore di quel ragazzo. Dai raggi inaspettatamente uscì che il ragazzo aveva una forma inoperabile di tumore situato nel tronco encefalico. A tutta prima i medici reputarono inaccettabile per il ragazzo la possibilità di uscire dall'operazione menomato e quindi incapace di praticare nuovamente sport. Il ragazzo, invece, era fornito di una tempra da vero sportivo, da combattente. Fu così che a un medico si accese una lampadina: perché non proporre al ragazzo l'operazione rischiosa e vedere cosa avrebbe scelto?
Ebbene, il ragazzo che dapprima aveva accettato coraggiosamente l'infausta previsione di una morte certa, accetta serenamente e con ancora più coraggio la proposta di una intervento rischioso da cui senz'altro sarebbe uscito menomato.... Il fatto è che la sofferenza e la morte vanno a braccetto. Non si arriva ad accettare la morte con coraggio, se non si accetta la sofferenza fisica e morale  che la vita ci offre passo dopo passo. La vita, per quanto crudele ci possa sembrare , è la nostra educatrice, la nostra maestra, la nostra palestra, la nostra opportunità di abbracciare la gioia eterna o … di rifiutarla. Inesorabilmente ogni cammino porta a varcare questa porta strettissima, nessuno di noi è escluso. Durante tale percorso si incontrano varie possibilità di crescita che non sono delle cose a caso, gettate lì in un magazzino perché vecchie e inutilizzabili, ma sono necessarie per il nostro cammino, talvolta servono proprio per ricondurci al fine ultimo della vita: l'amore e l'abbraccio di Dio.
Accettare questi eventi non è semplice per nessuno. Vengono ormai rigettate le figure dei santi che immediatamente accettano la volontà di Dio. Ancora si sentono persone che come delle prodigiose femme fatale affermano “sia fatta la volontà di Dio”... su gli altri, ma loro di fatto mancano delle più semplici regole dell'educazione... altro che porgere l'altra guancia e accettare il rifiuto! Il fatto è che i santi sono persone che hanno conquistato la loro vetta piangendo, talvolta ribellandosi... e così vediamo un Padre Pio che piange di fronte alla morte della mamma (e chi più di lui ha avuto contatti con l'Autore della vita?), una santa Teresina che piange di fronte ad un vassoio rotto....una Chiara Badano che dopo aver sentito dai medici la sua sentenza di morte (tumore), si chiude nella sua camera e non vuole vedere nessuno lasciandosi andare ad un pianto disperato e forse a una richiesta disperata di riavere la sua salute....Sono questi atti che rendono meravigliosi i santi. Gesù era profondamente umano, piangeva per la morte del suo amico più caro, si commuoveva di fronte alla folla senza mangiare e ai malati che gli portavano affinché fossero guariti.  Taluni si scordano che l'attributo più grande di Dio non è la forza, ma sono l'infinita tenerezza e il suo grande amore. Da questo possiamo dedurre che la sofferenza tocca la nostra vita, anche in modo piuttosto forte, ma non dobbiamo farci travolgere da essa. In ogni istante della vita dobbiamo ricordarci che potrebbe essere l'ultimo, questo non per darci alla pazza gioia, ma alla vera gioia, assaporando ogni istante come se fosse l'unico della vita, insomma un carpe diem inteso bene. La pazza gioia è un'altra cosa: sono cose effimere che ledono alla salute della nostra anima, la svuotano del suo senso profondo e del motivo per cui è stata creata: dare gloria a Dio... Per pazza gioia intendo fare viaggi astrusi, bere come spugne, mandare a quel paese tutto e tutti... questo svilirebbe la nostra esistenza.  Cogli l'attimo, sì, ma quello vero....Rischia per il vero bene tuo e degli altri, perché nella vita bisogna sempre osare, al massimo, per non avere rimpianti. E poi la morte che cos'è? Se noi ci abituiamo e ci esercitiamo ad amare Dio, non sarà altro che il compimento di quell'abbraccio, di ciò che abbiamo anelato per tutta la vita...
Considerandola così, la vita non è davvero un gioco, per niente, e la morte diventa un passaggio, molto stretto, ma che ci porta all'abbraccio di Dio e non... accontentiamoci di dire che le persone care vivono nei nostri ricordi! È molto di più: vivono pienamente in Dio! Non sono solamente un ricordo!