lunedì 14 settembre 2026

Festa dell'Esaltazione della Santa Croce

Detta così, sembra che celebriamo la festa della potenza salvifica della Croce in cui è morto Gesù per la nostra salvezza, ma poi, leggendo una riflessione di un prete, mi sono accorta che c'è un altro aspetto: esaltare la Croce proprio come sofferenza, come strumento di morte. Noi cristiani ci siamo abituati a considerare la Croce come strumento salvifico, ma,  in effetti, le sofferenze sono contro la natura umana, vorremmo che sparissero, che non ci fossero più... e non solamente le nostre...
Eppure il Signore ci esorta a guardare le nostre croci, le croci di chi ci passa accanto e a volte ci vuole coraggio, tanto coraggio. Quando vediamo la sofferenza dilaniare qualcuno,  siamo disarmati, vorremmo eliminare quella sofferenza, farla sparire. Sentiamo un dolore profondo, un'incapacità incredibile, una piccolezza insignificante davanti a questo mistero che, talvolta, scompare nel silenzio più profondo. È quando ci si sporcano le mani per aiutare gli altri che si percepiscono le vibrazioni della sofferenza, che sperimentiamo la nostra impotenza. Invece di scomparire davanti a quel dolore che ci pare assolutamente assurdo, invece di farci travolgere da quel senso di impossibilità, abbiamo il coraggio di cercare con il nostro sguardo la Croce, la Croce di Cristo e fissiamola,  perché solamente in Lei vi è la salvezza!

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