sabato 6 febbraio 2021

Il vero cristianesimo

 Che periodo strano! Non è strano solamente per il fatto della pandemia, ma per tutto ciò che ne è conseguito. Sono momenti estremamente difficili in cui anche il concetto di cristianesimo è stravolto. Quante polemiche riguardo a come si riceve l'Eucaristia! Quanta poca verità si ha nel cuore e desiderio di cercarla!

É chiaro ed è giusto dare a Dio tutto l'onore che si deve, inginocchiarsi davanti a Lui nelle specie dell'Eucaristia, ma questo è un periodo straordinario e, come tale, esige delle misure straordinarie. La Chiesa propone di ricevere l'Eucaristia in mano... non è la prima volta! Durante altre epidemie si sono adottate queste misure, non è davvero la prima volta! È vero che, ricevendo il Corpo del Signore, dobbiamo avere fede, ma la Chiesa ha bisogno di salvaguardare la vita dei fedeli e dei suoi Ministri. Ricordiamo che Gesù si è incarnato, ha preso un corpo che possiede dei limiti... "Non hai chiesto sacrifici e offerta, un corpo mi hai dato... e allora ho detto, ecco io vengo".

La misura adottata è temporanea. Mi viene da chiedermi... Ma coloro che fanno tanta polemica, hanno poi la fede dentro il cuore? L'obbedienza vale più di tutti i sacrifici: se c'è qualche sbaglio, la responsabilità è di chi è a capo della Chiesa. Nostra responsabilità è invece quella di obbedire.

Dimentichiamo troppo spesso che Dio non è rigido, ma è amore e l'amore è anche apertura. Chi parla di ricevere l'Eucaristia in bocca, poi non sa davvero che cos'è il perdono, rimane senza amici veri e non virtuali, non sa che cos'è l'amore... 

Alcuni hanno idea che, per rimanere puri, non bisogna frequentare persone di diverso pensiero. Mi dispiace dirlo, ma i Farisei facevano proprio così. Se leggiamo il Vangelo e, soprattutto lo meditiamo e lo facciamo nostro, notiamo che Gesù non ha paura di contaminarsi: perdona e alza da terra l' adultera, pranza con chi è ladro (i pubblicani), parla con gli stranieri all'epoca considerati empi e non appartenenti al popolo di elezione. Sarà difficile praticare il Vangelo, perché spesso ci chiede un'inversione di rotta. È difficile per tutti, ma non impossibile per chi ha fede. Dio donerà lo Spirito Santo a chi crede: "Nulla è impossibile a Dio!". Questa è la vera fede e nasce dall'amore, dalla carità vera. 

Dobbiamo avere coraggio di fare luce dentro di noi, di fare verità. Se noi non pratichiamo la carità, non abbiamo lo Spirito di Dio. Se noi chiudiamo le porte del nostro cuore, se buttiamo fuori dalla nostra vita le persone che pensiamo ci abbiano fatto del male, non sappiamo cosa sia il perdono...

Strane davvero quelle persone che ricevono l'Eucaristia in bocca e in ginocchio, che dicono di perdonare, ma di fatto bloccano le persone, non le vogliono più sentire e non hanno nemmeno la forza di nominarle... Strane davvero! Il fatto è che sono convinte di saper perdonare, di saper amare... 

Se aprissero il loro cuore agli altri, a costo di  esporsi alle sofferenze... se invece di azzuffarsi ore ed ore su twitter o facebook, stessero di più davanti a Dio con il cuore in ginocchio anziché le ginocchia, conoscerebbero davvero la grandezza di Dio! Pregare e ricevere Gesù nel proprio cuore, significa soprattutto avere il suo pensiero ed imitarlo nelle azioni.

mercoledì 20 gennaio 2021

Natale 2020... un Natale un po' speciale..


 Anche quest'anno è arrivato Natale, in modo diverso dagli altri anni, purtuttavia non meno autentico. Il Natale 2020 è severo, ci vuole riportare alle origini. Tante sedie delle nostre case sono libere, non a causa delle restrizioni, ma perché purtroppo quella persona non c'è più. Ed è davvero un Natale diverso per chi quest'anno ha dovuto salutare qualche caro, senza poterlo nemmeno comporre nella bara, per chi ha visto il lungo triste corteo di bare con i corpi che sarebbero stati cremati lontano dalla propria città e regione. Nessuno di noi può dimenticare questa tragedia che come una scure si è abbattuta su di noi generando paura, talvolta terrore... 

Il 2020 ci ha cambiato in modo definitivo, ci ha riportato a riflettere sulla veridicità del fatto che tutti siamo interconnessi e che ogni nostro atteggiamento può avere una conseguenza terribile sugli altri... Ci ha riportato a capire che ognuno di noi deve avere cura dell'altro anche a costo di sacrifici enormi. Non siamo mai stati  combattuti in questo modo da una contraddizione così strana e sconcertante che ci chiede la lontananza anziché la vicinanza per dimostrare il nostro affetto...

Eppure, nonostante questo, è un Natale vero. Se ci riflettiamo è la tradizione che ha trasformato il Natale in festa della famiglia, in un momento in cui ci si ritrova tutti insieme nella convivialità... ed è una cosa bella e giusta, ma il senso vero del Natale, ci riporta alla stalla dove Gesù è nato, alla sua solitudine, al suo disagio. Dobbiamo ricordare che Egli è Dio e che viveva nel seno del Padre, quindi nella comunione piena con Lui, nella felicità intramontabile. Gesù, infinita carità, ha detto il suo sì e si è separato dal Padre lasciando quella felicità immensa per abbracciare una vita fatta di restrizioni dovute all'assunzione di un corpo umano con tutto ciò che ne consegue e che noi conosciamo bene. Essendo Dio Forte, Gesù ha avuto una croce pesantissima da portare. Ha sperimentato il tradimento, l'ignominia, la solitudine, l'abbandono, la sofferenza fisica, per noi, per redimerci dal peccato e il Natale era pensato in previsione della morte e risurrezione di Cristo. 

Quella del 2020, ripeto, è stata una lezione durissima per noi che sembra voler ribadire: "Tornate all'essenziale!"... Tradotto in parole povere: tornate a Me, a Dio... che sta al di sopra dei nostri affetti, di tutti gli affetti. I nostri affetti più grandi esistono perché li ha chiamati alla vita Dio stesso. 

Non è stato bello e non è bello ancora vedere la lunga processione di bare ed è concesso chiedersi il perché ed inquietarsi, rimanere sbigottiti davanti a tale sofferenza e bufera e soprattutto è giusto desiderare e pregare che tutto finisca presto... ma questa immane sciagura ha fatto emergere la durezza di alcuni cuori che hanno preferito nascondere sotto la sabbia e minimizzare ciò che è accaduto, negando parzialmente o totalmente l'esistenza del Coronavirus. Per dissipare i dubbi della sua esistenza, basterebbe, in realtà, avere un contatto umano vero con le persone vicine e lontane, sentire i loro racconti e le loro esperienze e non gettarsi e nascondersi nei social dove sempre più spesso il vero incontro si spegne, si mira a far branco e a far morire la vera capacità di dialogo fra di noi e... lasciatemelo dire... a bloccare coloro che non la pensano come noi, perché la diversità genera una crisi dentro di noi che ci mette in discussione. Tante volte è meglio bloccare per avere l'illusione di essere nel giusto.

mercoledì 21 ottobre 2020

Bisogna che io diminuisca...

 Non riusciamo mai a convincerci di questo: per arrivare al tripudio di colori, profumi e sapori della primavera, dobbiamo passare attraverso il freddo dell'inverno. Solamente in questo modo ci sarà la rinascita... e il freddo dell'inverno passa attraverso vari disagi, per noi molto spesso inaspettati e non desiderati, eppure necessari. A volte si desidera apparire, essere  lodati o accettati. D'altro canto è normale e anche giusto desiderare essere accettati, ma qualche volta bisogna spogliarsi anche di questo desiderio o bisogno. Come l'albero abbandona le foglie durante l'inverno per custodire la vita, così anche noi dobbiamo abbandonare questi orpelli per cercare ciò che nella vita vale veramente. Bisogna seccare, permettere agli altri di apparire, farsi da parte, accettare di vivere nell'ombra sebbene il nostro spirito e la nostra mente scalpitino... perché dal nostro orgoglio calpestato nasceranno dei fiori profumati dei quali gli altri si beeranno. Già, perché tutto questo deve accadere per il bene degli altri... Lasciamo quindi spazio agli altri, accettando il nascondimento e l'incomprensione, perché di certo raccoglieremo la nostra ricompensa..

Guardiamo al tempo difficile che tutti stiamo vivendo, un periodo da cui dovremmo cogliere insegnamenti, nonostante la paura ci possa travolgere. A volte mi viene da ripetere: "Non abbiamo imparato nulla, siamo punto e a capo". Non so se in effetti siamo usciti migliori dalla prima ondata della pandemia, negare la sua esistenza e il pericolo che può essere per tutti noi è infantile. Nelle nostre mani, nella prevenzione, è la nostra salute, ma anche quella degli altri...

Mi ricorda tanto la storia di Caino e Abele. Caino uccide Abele per gelosia. Dio sa bene che Caino ha ucciso Abele, eppur fa un gesto sorprendente che vuole farci comprendere come tutti siamo responsabili gli uni degli altri: chiede a Caino dov'è suo fratello Abele... Egli risponde che non è certo il custode del fratello. Tutti dobbiamo custodire il prossimo, tutti siamo responsabili...




giovedì 13 agosto 2020

Il deserto

 Agli inizi il rapporto con Dio coinvolge i sentimenti. Sembra di vivere la primavera del cuore,  come se la vita esplodesse dopo un lungo e rigido inverno. I fiori cominciano a crescere e a sbocciare e la loro dolce fragranza si espande attorno donandoci serenità e pace del cuore. Questa è la gioia della Sposa del Cantico dei Cantici che ama con tutta se stessa il suo Sposo, contraccambiata in modo passionale.

Con l'avvento delle difficoltà, i primi freddi rallentano i sentimenti e attorno a noi potrebbe crearsi il deserto. La sete potrebbe tormentare le nostre viscere.... Non sentiamo e non vediamo più l'amato del nostro cuore. Allora, come la sposa del Cantico usciamo quando ancora tutto è avvolto dal buio, affrontando la  paura, la vergogna e il pericolo. Dio è il nostro bene più grande, tutto potrebbe essere avvolto dal buio, senza la sua presenza... potremo essere preda facili delle tentazioni che, lì per lì placano la nostra sete, ma poi ci lasciano nell'aridità più completa.

In questi momenti, quando le cose non vanno bene, quando non sentiamo più nulla, entra in gioco la volontà, il desiderio di arrivare all'unica Fonte, quella che disseta in eterno... perché chi bevrà di quest'acqua non avrà più sete. Quando si rimane fedeli nonostante le fitte tenebre, agisce la volontà ed è vero amore: i sentimenti sono caduchi, è la volontà che alimenta l'amore e che non permette che l'abitudine soffochi il nostro cuore...

È nel deserto, in questa solitudine in cui tutto sembra tacere, che Dio parla all'anima in cerca di lui....

domenica 2 agosto 2020

Oltre quella porta...

Questa vita terrena è proprio un soffio, eppure tanta gente non ci riflette abbastanza. 
Alcuni avvenimenti mi hanno riportato alla mente un libro che avevo letto tanto tempo fa, "Ciao Don!", che racconta la storia vera di un ragazzo morto a 19 anni appena compiuti, a causa di un melanoma... proprio come suo padre. 
Egli cercava di dare un senso a quegli ultimi giorni, di capire ciò che gli stava succedendo, dove sarebbe andato oltre la vita e si voleva preparare davvero bene. Fu attorniato da persone meravigliose, a partire da sua mamma, che gli indicarono il cammino da percorrere. Era un'anima straordinaria, aveva già metà del suo cuore in cielo. La mamma ebbe un ruolo ponderante, la sua eroica serenità e fortezza assomigliavano a quelle della Madonna che offriva suo Figlio al Padre. Superato lo smarrimento, il dolore che comunque le lacerò il cuore, la mamma lo condusse al cielo, lo esortò a gustare già su questa terra le bellezze del paradiso. Importante fu il sostegno del suo caro Don che lo preparò con dedizione e affetto a quel grande passo... Lui stesso sentì il cuore schiantarsi.
Mi appassionò molto la lettura di questo libro e la vita di questo giovane eroe. Ci sono ancora tanti giovani eroi che hanno conseguito con coraggio questa meta fondamentale, oltre a Mario Filippo Bagliani.
Una notte sognai la sua anima. Mi ritrovai davanti ad una porta pesante e appena appoggiai la mano si aprì. Non potei andare oltre la soglia, ma un'anima vestita di bianco mi venne incontro dicendo che glielo avevano concesso. Spesso quando si parla di anime che si rivelano ai vivi si parla di "concessione" di un "concedere" da parte di Dio. Espressi il desiderio di andare con lui, di andare oltre, ma lui mi disse che non era ancora la mia ora. Dopo questo avemmo un dialogo personale che non riporto.
Oltre quella porta vi era il paradiso. Io non potevo ancora vederlo, ma sapevo che c'era il paradiso...
Questo dovrebbe aiutarci nel cammino terreno, a dare priorità alle cose che contano. So che anche questa è una grazia del Signore, tutto è dono, ma vorrei che tanti arrivassero al punto da riflettere sul vero senso della vita, di questo soffio di vita che NON  ci appartiene. Possiamo fare mille progetti, scalare mille montagne, ma ciò che conta è quanto abbiamo amato in questo mondo per ritrovarlo nell'altro, quello vero, quello eterno...

domenica 26 luglio 2020

Le persone possono cambiare...

Anche in questo post mi ispiro ad un episodio della serie del dott. House.
In questa puntata una sua paziente aveva cambiato totalmente vita: da musicista pop, drogata di eroina, era diventata un'ebrea chassidica, quindi di quelle osservanti. 
Il cambiamento è possibile, tutti cambiamo: non possiamo rimanere statici. Metamorfosi così drastiche sono ottenibili quando nella propria vita avviene un incontro tangibile con Dio. Esistono anche coloro che hanno incontrato realmente Dio, un po' come il giovane ricco del Vangelo, ma non si sono sentiti di lasciare la propria vita di sempre intuendo che seguire Gesù era una scelta esigente e radicale. Ci sono però persone che davanti all'incontro straordinario con Dio hanno cambiato radicalmente vita, hanno compreso che Lui solo è l'unico Bene Vero su cui si basa l'intera esistenza.
Tutto è in divenire. Basti pensare al nostro mondo. Tutto è regolato da leggi di cui ne vediamo solo l'effetto, in modo particolare dal Chronos, cioè dal tempo. Tutto si trasforma, nulla si distrugge, affermava Lavoisier. Ciò vale anche per il nostro spirito: nel cammino si può andare avanti o tornare indietro... ma fermi, non si starà mai.
Il cambiamento della vita è possibile e assolutamente reale. Piano piano, andando avanti nel nostro cammino, discerniamo ciò che va bene ed è giusto per noi, ciò che è essenziale per la nostra vita e che ci regala l'eternità. Più si sfiora l'eternità nella vita, più è tangibile la prospettiva di una scelta di far entrare nella nostra esistenza valori che non hanno un inizio e una fine. Tali valori molto spesso sono intangibili e per questo motivo soggetti a dubbi e scetticismo, ma non per questo meno reali o meno importanti. Prendiamo ad esempio l'amore. Nessuno vede l'amore, è astratto... eppure è una cosa essenziale per la vita dell'uomo, quanto il cibo e l'aria. 
Anna Freud osservò come i bimbi che ricevevano amore tramite il contatto fisico crescessero molto di più rispetto a quelli che, pur essendo nutriti, ricevevano poche coccole. Questo è reale, verissimo ed è confermato anche nel regno animale, non solo nell'uomo! Le persone, quindi, possono cambiare... speriamo sempre in meglio.

giovedì 25 giugno 2020

Il linguaggio corporeo

A volte i doni del Signore hanno un prezzo da pagare. Come doni sono gratuiti, è chiaro che non li abbiamo meritati, ma spesso portano con sé come conseguenza una certa sofferenza. Dio ci dà sicuramente la grazia di sopportarla, ma bisogna essere dei buoni amministratori e saperla gestire in modo che sia a servizio degli altri. 
Padre Pio, ad esempio, aveva il dono di saper leggere nei cuori. Egli lo amministrò ammirevolmente e lo mise a servizio degli altri... Ma riflettiamo su alcuni doni più piccoli, che molti di noi possono avere... Prendiamo ad esempio l'intuizione e l'empatia.
Queste due qualità vanno a braccetto, fanno parte dell'intelligenza emotiva. Chi le possiede sa bene che non è così semplice gestirle: dietro ad esse si può nascondere la sofferenza e bisogna essere forti e saperla gestire.
Facciamo un esempio che tocca anche i bimbi e i giovani, oltre che gli adulti.
La persona intuitiva è attenta ad ogni dettaglio, ogni parola, spesso possiede una buona memoria. Su questo la donna ha una marcia in più, l'intuizione fa parte della sua natura. Passiamo all'esempio concreto, un esempio che calza a pennello con il periodo d'emergenza sanitaria, ma che si può trasporre nella realtà di tutti i giorni. 
Durante l'emergenza sono andate molto le video chiamate e le video conferenze. Mettiamo che durante una di queste, dopo aver parlato notiamo una reazione sospetta, uno scatto di riso da presa in giro, ucciso sul nascere per il semplice fatto dell'osservanza dell'etichetta. Di fatto la video chiamata/ conferenza continua normalmente, ma sai bene che c'è stata una presa in giro.
È un esempio banale, molto probabilmente anche chi non possiede l'intuizione se ne sarebbe accorto. Quel piccolo movimento di labbra è un chiaro messaggio, in questo caso soffocato per convenienza. A volte purtroppo può capitare anche con i parenti. La conseguenza è che si ci deve mordere la lingua: ti sei accorto di tutto, ma per non scendere al loro livello, non rispondi, fai finta di nulla, passando per scemo o scema. Scegli di passare per scemo/scema per non fare polemiche, su questo ci vuole tanta diplomazia, perché la natura umana ti suggerisce di mandarli a quel paese, di sbattergli in faccia la loro stupidità.
Questo esempio si può applicare anche alla realtà no – covid, cioè quando gli incontri avvengono di persona. In questo caso è ancor più facile intuire i pensieri delle persone. Come ben sappiamo, la maggior parte della comunicazione fra le persone avviene in modo non verbale. Mentre le parole possono mentire, distorcere la realtà, il nostro corpo non riesce.
Che brutta cosa quando si criticano le persone, quando si prendono in giro! È grassa, è magra, non sa parlare, è brutta... Questi commenti fanno emergere la meschinità e superficialità delle persone!... talvolta anche la cattiveria.
Fra i nostri giovani purtroppo si possono instaurare queste relazioni sbagliate, in cui l'ironia non c'entra nulla, relazioni che portano anche al bullismo.

sabato 20 giugno 2020

I fratelli mafiosi in corsia con dottor House

Chi non conosce lo "scorbutico", l'intuitivo dottor House? Qualche sera fa, in un episodio, dottor House era alle prese con due fratelli mafiosi, prepotenti, autoritari. Uno di loro aveva avuto dei sintomi terrificanti che sembravano il preludio di una morte imminente. Il team di House non riusciva a capire quale fosse la malattia che generava tutte quelle sofferenze, ma, come sempre avviene in questa serie, House arriva alla soluzione che salverà il paziente.
La soluzione nasconde il grande segreto del malato: la sua omosessualità. Per i mafiosi questo non era ammissibile e il fratello del malato non lo accetta proprio. Dopo molti stratagemmi e intuizioni, House riesce a tirare fuori il meglio dal fratello del malato. Il malato infatti sarebbe potuto entrare in un programma di protezione in seguito alla sua testimonianza contro la mafia, che lo avrebbe portato fuori dalla sua città, lontano dal fratello (non voleva allontanarsi da lui), ma che gli avrebbe permesso di vivere lo stile di vita che avrebbe desiderato.
Non voglio entrare nel merito di questa decisione, ma riflettere sugli atteggiamenti del fratello del malato. Dapprima non accettava l'omosessualità del fratello e la non accettazione lo aveva portato a schiaffeggiare il medico che gli aveva dato questa notizia. Sapeva molto bene che la mafia non avrebbe tollerato quella diversità e in fondo temeva per il fratello. Piano piano ha fatto emergere l'affetto sincero che aveva per il fratello accettando il suo allontanamento definitivo e la possibilità di vivere la vita che aveva sempre sognato.
A prescindere dal contesto e dai soggetti, come il film "47 metri" di cui ho parlato nel post precedente, l'amore vero lascia le persone libere, non soggioga nessuno, anche se questa libertà porterà lontano fisicamente la persona che si ama. I due film, "47 metri" e l'episodio di dottor House, trattavano rispettivamente  di due sorelle e di due fratelli, aventi un legame di sangue, ma sappiamo bene che spesso si creano con altre persone legami più stretti di quelli di sangue e quindi le riflessioni scaturite valgono per tutte le relazioni amicali. 

giovedì 18 giugno 2020

47 metri

"47 metri " è un film thriller che non tratta di omicidi e di cattiverie umane, ma racconta la vicenda di due sorelle completamente diverse fra loro come carattere che si trovano ad affrontare una situazione drammatica. 
Durante un'immersione nelle acque del Messico, qualcosa non va: la gabbia di sicurezza che avrebbe dovuto proteggerle dagli squali, precipita fino a 47 metri, diventa una trappola. Le ragazze sono immerse in acque infestate dagli squali e hanno una limitata riserva di ossigeno.
La cosa su cui vorrei riflettere è il contesto in cui si svolge questa drammatica vicenda. Il film lascia davvero lo spettatore costantemente con il fiato sospeso perché le probabilità di salvezza per le ragazze sono esigue.
La sorella maggiore, Lisa, è un carattere tranquillo, ama l'ordinarietà della vita e disdegna ogni rischio che la getta nella paura.
Kate, la sorella minore, al contrario, fa scelte fuori dall'ordinario, rischiose, è generosa e supera la paura.
Nel film la descrizione è veloce e avviene attraverso alcune scene che portano subito alla situazione dell'immersione.
Fanno vedere Kate che trascina la sorella in mille divertimenti dopo aver saputo che era stata lasciata dal suo ragazzo perché la trovava noiosa. In una discoteca incontrano due ragazzi del posto che propongono loro un'immersione per vedere gli squali.
Kate accetta con entusiasmo e supera la sua paura, mentre Lisa entra quasi nel panico. Alla fine Lisa accetta ed entra in acqua nella gabbia. Il cavo di sostegno della gabbia si spezza proprio nel momento in cui la stanno tirando su e la gabbia precipita nel fondo del mare. La gamba di Lisa rimane incastrata sotto la gabbia, mentre Kate, in riserva d'aria,  esce da essa per recuperare le bombole d'ossigeno gettate dai ragazzi. Al ritorno sarà attaccata da uno squalo e scompare. Nel tempo in cui le due ragazze si ritrovano intrappolate nell'attesa di una decisione risolutiva, si scambiano dei pensieri che delineano la vera natura del loro rapporto. Lisa dice a Kate che il ragazzo con cui aveva una relazione era l'unica cosa giusta, in più, rispetto a lei. Kate rimane interdetta da questa frase e risponde che fra loro non c'era mai stata competizione. La risposta di Lisa è disarmante: "Forse in te non c'è competizione!". 
Vorrei riflettere proprio su questo brevissimo dialogo svoltosi fra le due sorelle. In una non c'era competizione e prendeva le decisioni in modo libero, anche quelle che avrebbero potuto metterla in pericolo, mentre l'altra agiva sempre per competizione. In realtà non amava il suo ragazzo, lei voleva avere o essere qualcosa di più rispetto alla sorella minore per apparire più in gamba agli occhi dei genitori. Questo si evince nel dialogo tenutosi prima di andare a divertirsi e conoscere i due ragazzi. "I nostri genitori sanno che vi siete separati?" "No, non gliel'ho ancora detto, non ne faccio una giusta!".
Lisa era ingabbiata nel suo egoismo, nella sua paura, paura che alla fine le salverà la vita. Salvarsi la vita non sempre è sinonimo di successo. Tante volte ci si salva per egoismo, perché una situazione ci è comoda anche se inconsciamente non ci rende felici. Si agisce per competizione che porta gli altri alla morte... Nel film quella di Kate. Era solamente Lisa che viveva in competizione, perché Kate vedeva le cose in maniera totalmente differente. 
Vivere in competizione vuole dire far morire gli altri, toglier loro l'ossigeno per vivere, rimanere in una gabbia che protegge, ma che
avvilisce l'animo... è capire che alla fine si rimane soli, che le persone si scostano da noi perché dentro di noi non vi è armonia...

venerdì 5 giugno 2020

Fare verità, dire la verità, essere veritieri

Il cristiano deve essere trasparente a cominciare da se stesso. Senza fare verità dentro di sé, dire la verità, essere veritieri, non si può essere cristiani. Lo dice il vangelo stesso: Gesù dice di essere  tre cose fondamentali. Alla dichiarazione di Dio nell'Antico Testamento  di essere "Io sono", Gesù afferma senza remora: "Io sono la Via, la Verità e la Vita". Da questo ne consegue necessariamente che chi vuole essere discepolo di Gesù, deve cercare la Verità e la Vita in tutto. In altre pericopi del Vangelo si ripete spesso che il demonio, il diavolo è il padre della menzogna. Filosoficamente parlando, possiamo dire che Gesù è il bene e il diavolo il male: la Verità coincide con il bene e la menzogna con il male. Verità e menzogna sono opposti.
Prima di tutto il cammino spirituale, ma anche quello psicologico, esige inderogabilmente il "fare verità" dentro di sé, senza puntare il dito o responsabilizzare gli altri, le situazioni, le occasioni, del nostro modo di essere: dobbiamo essere perfetti a prescindere dalle situazioni, dagli altri, proprio per godere della vera libertà di spirito... che non è ovviamente il fare tutto ciò che si vuole. Essere perfetti non significa non sbagliare mai, anche il più santo di questa terra è imperfetto davanti a Dio. Ritorniamo al concetto da concretizzare nella propria vita di fare verità dentro di sé. Si deve prendere distanza dagli altri, dalle situazioni e analizzare se stessi e le proprie reazioni davanti a queste, per aggiustare il tiro, per essere capaci di rimanere saldi nella serenità anche di fronte alle cose o persone che temiamo di più. Ci vuole molto coraggio e discernimento, ma anche tanta fede. Se ci immergiamo in noi stessi e siamo veramente leali, vedremmo davvero che nel nostro spirito tutto è in disordine e che  avrebbe bisogno di una bella pulizia, una pulizia a fondo... È una pulizia molto faticosa... facciamo un esempio concreto.
L'emozione che spesso sente una persona quando si accosta agli altri, in modo particolare alle persone a cui è più legata, è la gelosia. La gelosia è infida, lo sappiamo tutti, spesso è l'anticamera dell'invidia ed è generata dalla menzogna! Sì, perché la gelosia distorce la realtà, ci fa vedere tutte le cose negative, senza captare quelle positive, spinge le persone una contro l'altra e se non è corretta, può portare anche a diffamare una persona, togliendole la dignità, la possibilità di vivere, fino ad arrivare a casi estremi come l'omicidio.
Dobbiamo conoscere e saper dare un nome alle emozioni. Tutti le proviamo, anche quelle più negative, ma vanno assolutamente riconosciute e analizzate, cercando la strategia migliore per superarle o canalizzarle verso il bene, senza cadere nel tranello del responsabilizzare gli altri dando loro la colpa e creando la nostra verità. Tale spirale è pericolosissima: agli inizi sentiremo ancora il dolore di questa emozione negativa e quindi aborriremo ogni cattiva azione che ci spinge a far soffrire gli altri, ma se la giustificheremo autoconvincendoci che sono gli altri che fanno preferenze o ci tradiscono, non riusciremo più a vedere la verità perché l'acqua della nostra anima è diventata talmente torbida da creare una realtà assurda e soggettiva.
Se si sente spesso la gelosia, pensiamo che gli altri siano trattati meglio o preferiti rispetto a noi e questo ci spinge addirittura a diffamare questa persona...ahimé se siamo a questo punto, forse siamo già quasi arrivati al punto di non ritorno: non siamo più capaci di fare verità in noi e abbiamo creato la nostra verità soggettiva fasulla.
Bisogna chiedersi a prescindere dalle situazioni che SECONDO NOI ce lo confermano, perché sentiamo questa emozione, questo sentimento. Quasi sempre la gelosia nasconde una grande insicurezza interiore: abbiamo bisogno di continue conferme da parte degli altri, di complimenti,di sicurezza, perché siamo fondamentalmente molto insicuri. Non ci apprezziamo davvero per quello che siamo e abbiamo paura che gli altri non vedano le nostre qualità e ci possano mettere da parte, non amarci. Da qui nasce la percezione che preferiscano gli altri a noi: ci sentiamo inferiori... Anche il lodarci troppo o sottolineare i nostri successi, che sembrano appartenere a una troppa sicurezza, possono nascondere la nostra insicurezza: dobbiamo convincere gli altri delle nostre qualità di cui forse non si sono accorti! Il grosso problema è che, arrivati al punto di separare per questo motivo delle persone parlando male di loro, non ce ne accorgeremo più... non saremo più in grado di fare chiarezza!
Questo non vale solamente per la gelosia, ho preso questo ad esempio perché l'abbiamo sentita tutti almeno una volta nella vita nel nostro cuore. 
Fare verità dentro di sé è importantissimo perché ci porta al secondo punto che ho già toccato facendo l'esempio concreto: "dire la verità". La bocca parla dalla pienezza del cuore e se nel nostro cuore c'è la menzogna, diremo solamente bugie (o diremmo la verità secondo il nostro punto di vista) e saremo capaci di far del male indiscriminatamente con la nostra lingua, ma non solo, a coloro che ci sono vicini.
Ammettiamo i nostri sentimenti o emozioni peggiori, non nascondiamoci mai dietro delle verità soggettive! Quando sentiamo muoversi qualcosa di negativo dentro di noi, dobbiamo fermarci e capirne la provenienza.... perché le emozioni possono essere catalogate in negative e positive, lo si insegna anche ai bambini. Se anche ci sembrasse giustificato il sentimento della gelosia (riprendiamo l'esempio di prima), dobbiamo rendercene superiori: ci saranno delle motivazioni per cui gli altri hanno agito così, quali sono? Tale esercizio fa parte della nostra intelligenza emotiva che prende spunto dalle altre, da quella linguistica, scientifica...etc.... In poche parole deve essere l'intelligenza a guidarci, a CAPIRE IL PUNTO DI VISTA DELL'ALTRO. Quest'abilità è molto importante nei rapporti sociali, ci aiuta a non fare del male, a non accusare, a vedere la realtà da tanti punti di vista differenti e a non esasperarne un aspetto. Ci vuole intelligenza per farlo, come la ebbero i grandi scienziati che hanno fatto scoperte importanti, come ad esempio Einstein: tanto più scoprivano le regole dell'universo, più prendevano consapevolezza di non sapere. È l'umiltà che caratterizza i grandi, il sapere di non sapere e che spinge sempre di più alla scoperta di cose nuove.
Da qui, dal dire la verità, scaturisce l' "essere veritieri". Sì, non recitare una parte. Ai giorni nostri, nei rapporti sociali, si finge molto: si finge di essere altruisti, generosi, aperti..... In realtà non lo si è: dobbiamo analizzare cosa ci spinge: avere un tornaconto di qualsiasi genere? essere rimunerati? apparire più bravi degli altri?
Dico solamente quest'ultima cosa e poi chiudo. A volte dobbiamo imparare davvero a dire "no". Una persona che non sa dire "no", ha paura di essere abbandonata, di essere giudicata male, di mostrare le sue debolezze. Una persona che sa dire "no" è libera!