Sebbene "l'uomo sia capace di Dio" e quindi capace di relazionarsi con Lui, è difficile entrare nel Suo modo di ragionare e assumere la Sua mentalità. In un passo della Bibbia si dice: I Suoi pensieri sovrastano i nostri pensieri. Certamente: è lo Spirito Santo che ci fa entrare in piena comunione con Dio. È un periodo molto difficile quello che stiamo attraversando, troppe teorie, troppe opinioni... ed essendo libere e diffondendosi rapidamente tramite i social, creano tanta più confusione che chiarezza. Chi non è abbastanza fermo, stabile nella fede, si lascia influenzare e sempre più facilmente si perde.
La prima lettura di oggi spiega proprio un lato delicato di Dio, quello che unisce giustizia e misericordia.
"Non c'è Dio fuori di te, che abbia cura di tutte le cose... La tua forza infatti è il principio della giustizia... Tu, padrone della forza, giudichi con mitezza e ci governi con molta indulgenza... Con queste opere hai insegnato al tuo popolo che il giusto deve amare gli uomini e hai dato ai tuoi figli la buona speranza che, dopo i peccati, tu concedi il pentimento."
Dio non è un sovrano distante e capriccioso e non deve dimostrare a nessuno di essere potente, perché è Lui il Signore di tutte le cose. Sappiamo infatti che Dio è il Dio dei vivi e non dei morti. Lui entra nella storia di ognuno di noi, usando un linguaggio suo, nascondendosi dietro quella parola, dietro quell'avvenimento semplice. Solamente un'anima attenta, desiderosa di capire la volontà di Dio, riesce a sentire la Sua voce.
La Sua forza è principio della giustizia. La sua forza non equivale al suo imporsi nella vita della gente, ma al contrario si manifesta nel saper attendere, nel dare sempre una possibilità. Non vuole creare dei seguaci a tutti i costi, sebbene, desiderando il bene degli altri, abbia sete di anime. Dio non si manifesta nel rumore, nella palese regalità, ma nel silenzio e nell'umiltà di una stalla.
La frase più sorprendente di questa lettura è "giudichi con mitezza".
Dio è giudice, nel Vangelo Gesù lo dice più volte, ma è un giudice che non ha bisogno di punire, il suo è un giudizio che tenta di salvare. Questo non vuol dire che il male sia indifferente, ma la misericordia di Dio è più grande del nostro peccato se ci lasciamo raggiungere da Lui.
"Hai dato ai tuoi figli la buona speranza" Dio non si arrende davanti al peccato dell'uomo, lascia sempre aperta la porta del pentimento e della conversione.
Difficile da capire, ma bisogna entrare nel cuore di Dio per comprenderlo veramente. Un genitore che vede allontanarsi suo figlio, trattarlo male e rendersi sempre più distante, spera sempre che ritorni. Il figlio troverà le braccia del genitore sempre aperte, sarà sempre speranzoso di vederlo tornare al suo amore...
La logica di Dio non è la nostra. Lui non ha paura delle opinioni diverse, degli insulti o di perdere adepti. Lui ama e basta, è stabile, perciò con il suo cuore ama sia la zizzania che il grano e aspetterà fino all'ultimo che l'uomo che ha abbandonato la retta via torni a lui ravveduto.