Basta frequentare un po' i social e ci si accorge subito che sotto a un post i commenti si dividono in schieramenti. I social permettono di dire la propria attraverso uno schermo, sembra quasi di non avere costrizioni.
Talune persone si sentono più libere... ma la cosa interessante, è vedere come la gente si schiera nei vari argomenti di politica, di spiritualità, di religione: non lasciano spazio alla comprensione, non vogliono avere uno sguardo critico sano. Avere uno sguardo critico, non significa scagliarsi contro gli altri e sostenere la propria idea ad oltranza. Al contrario, significa avere un proprio giudizio riconoscendo le difficoltà reali che ci sono ed essere pronti a capire il punto di vista dell'altro.
Constato che i social, proprio perché le persone hanno meno freni, fomentano l'odio, aumentano la faziosità. I social potrebbero fare tanto bene, ma anche per questo bisogna avere tanta capacità di giudizio critico. Nelle Indicazioni Nazionali della scuola, avere uno spirito critico è uno degli obiettivi fondamentali per la formazione dell'individuo... e avevano visto lontano... perché se tu entri nei social e fanno una fotografia a un pavimento che è sporco, stai pur sicuro che troverai qualcuno che dice che è pulito. Sarebbe bello in tutti i campi fare trasparenza, riconoscere le fragilità effettive che esistono, perché solamente così, si cresce davvero: in politica si cerca il vero bene di un Paese, in spiritualità si prende il bello degli altri e ci si arricchisce, negli hobby si possono scoprire mondi non conosciuti che ci permettono di allargare i nostri orizzonti.
