giovedì 19 agosto 2021

Cosa sta accadendo?


Non sono abituata a non riflettere sulle cose, nonostante le risposte a certe domande siano complesse. Non desidero trovare sempre una certezza o una verità assoluta, ma mi piacerebbe trovare la chiave del momento presente, per comprendere... o cercare di comprendere... la storia contemporanea, quella che stiamo scrivendo noi. 

Non nascondo che da una parte sono costernata, dall'altra cerco di immedesimarmi nel prossimo per essere sempre più prossima ed evitare di scartare ogni opinione senza vagliarla.

Mi sto riferendo alla questione "Covid - Vaccini". Ho una memoria buona e spesso ricordo ogni mio sentimento e pensiero anche di tanti anni fa. La mia mente è andata al febbraio del 2020. Sembra sia passato un secolo, ma non è così. Forse è stato l'anno più lungo della nostra vita perché oscillava tra restrizioni, paure, speranze, gioie e dolori. Ricordo perfettamente che quando parlarono dei primi casi in Cina e sulla letalità del Virus, molti di noi alzavano le spalle, adducendo la mortalità del Covid ad alcune condizioni nazionali dell'Oriente. Proclamavamo con orgoglio di andare ugualmente nei negozi o ristoranti cinesi perché non saremmo stati contagiati... Adesso sappiamo bene che le cose importate dai Paesi in cui c'è il Covid non ci infettano, ma all'epoca cominciavamo a rimanere costernati da ciò che accadeva, non capendo assolutamente nulla, ignorando che ciò che dovevamo assolutamente evitare erano gli assembramenti e l'andare in giro senza alcuna protezione. Suscitava la nostra ilarità quando ci raccomandavano di lavarci le mani spesso, come se noi non fossimo avvezzi a tale abitudine. Pensavamo verosimilmente che i Cinesi ingrandissero le cose, sebbene avessimo  più elementi per credere l'esatto contrario, visto che le notizie dalla Cina escono con molta fatica. Molto probabilmente non potevano più nascondere una cosa del genere visto l'aggressività e l'ignoranza nel debellare il Covid. 

Quando cominciarono i primi casi in Lombardia, non ci preoccupammo più di tanto perché la situazione non era chiara. Ci fu davvero pochissimo tempo per capirlo. In men che non si dica i casi dilagarono, cominciarono le morti assurde, l'incapacità di gestire la cosa perché troppo grande per qualsiasi sistema sanitario, cominciammo a sentire il rumore assordante delle sirene riempire le nostre strade svuotate in sole due settimane. Iniziò il cosiddetto lockdown, cioè la chiusura di tutto, nella speranza che il virus circolasse di meno. Apparvero le mascherine... e così via...

Impauriti, chiusi nelle nostre case osservavamo attoniti, con sgomento, ciò che accadeva a Bergamo... Erano cose vere perché proprio a marzo del 2020 aprirono un gruppo su Facebook a cui sono ancora iscritta, aperto dai parenti delle vittime del Covid, in cui si raccontavano tutte le esperienze drammatiche, il dolore immenso. Aprimmo i nostri cuori a questa immensa schiera di corpi che venivano smistati nelle varie città per essere cremati. Chi non è stato a Bergamo, non sa come sono tenuti bene i cimiteri. Se hanno portato via le bare, vuol dire che davvero non riuscivano a gestire la cosa... erano troppe. Sicuro! Abbiamo fatto tutti i nostri sbagli, anche i medici, chi aveva la responsabilità di gestire la cosa, perché era la prima volta che accadeva una cosa del genere! 

E adesso???

Adesso c'è gente che nega che il Covid sia mai esistito. Per tanto tempo i medici cercavano cure, alcune erano totalmente inefficaci, altre parzialmente. Tutti hanno lavorato a cercare un vaccino, nell'emergenza si pensava soprattutto a qualcosa che facesse scomparire la malattia per sempre. Aspettavamo con ansia una soluzione... Ma quando è arrivata e la morsa del Covid si è fatta in modo naturale più debole, abbiamo dimenticato le nostre speranze, i nostri desideri e il dolore immenso.

Negare il Covid è "ragionevole", c'è qualcuno che ha negato addirittura la strage del Ponte Morandi. Rimane un modo per difendersi quando la realtà è troppo gravida di dolore e pesante da accettare, ma non è la soluzione perché oggigiorno può essere deleterio per la lotta stessa che abbiamo ingaggiato contro il virus... e sì, per qualcuno sarà solo un'influenza, perché ha delle difese immunitarie straordinarie, ma perché non pensiamo che possiamo trasmettere "questa semplice influenza" a qualcuno per cui non è una semplice influenza e può diventare motivo di sofferenza tremenda o addirittura di morte? E tu, che sei entrato in contatto con lui, che lo voglia o no, gli hai portato la morte. 

sabato 6 febbraio 2021

Il vero cristianesimo

 Che periodo strano! Non è strano solamente per il fatto della pandemia, ma per tutto ciò che ne è conseguito. Sono momenti estremamente difficili in cui anche il concetto di cristianesimo è stravolto. Quante polemiche riguardo a come si riceve l'Eucaristia! Quanta poca verità si ha nel cuore e desiderio di cercarla!

É chiaro ed è giusto dare a Dio tutto l'onore che si deve, inginocchiarsi davanti a Lui nelle specie dell'Eucaristia, ma questo è un periodo straordinario e, come tale, esige delle misure straordinarie. La Chiesa propone di ricevere l'Eucaristia in mano... non è la prima volta! Durante altre epidemie si sono adottate queste misure, non è davvero la prima volta! È vero che, ricevendo il Corpo del Signore, dobbiamo avere fede, ma la Chiesa ha bisogno di salvaguardare la vita dei fedeli e dei suoi Ministri. Ricordiamo che Gesù si è incarnato, ha preso un corpo che possiede dei limiti... "Non hai chiesto sacrifici e offerta, un corpo mi hai dato... e allora ho detto, ecco io vengo".

La misura adottata è temporanea. Mi viene da chiedermi... Ma coloro che fanno tanta polemica, hanno poi la fede dentro il cuore? L'obbedienza vale più di tutti i sacrifici: se c'è qualche sbaglio, la responsabilità è di chi è a capo della Chiesa. Nostra responsabilità è invece quella di obbedire.

Dimentichiamo troppo spesso che Dio non è rigido, ma è amore e l'amore è anche apertura. Chi parla di ricevere l'Eucaristia in bocca, poi non sa davvero che cos'è il perdono, rimane senza amici veri e non virtuali, non sa che cos'è l'amore... 

Alcuni hanno idea che, per rimanere puri, non bisogna frequentare persone di diverso pensiero. Mi dispiace dirlo, ma i Farisei facevano proprio così. Se leggiamo il Vangelo e, soprattutto lo meditiamo e lo facciamo nostro, notiamo che Gesù non ha paura di contaminarsi: perdona e alza da terra l' adultera, pranza con chi è ladro (i pubblicani), parla con gli stranieri all'epoca considerati empi e non appartenenti al popolo di elezione. Sarà difficile praticare il Vangelo, perché spesso ci chiede un'inversione di rotta. È difficile per tutti, ma non impossibile per chi ha fede. Dio donerà lo Spirito Santo a chi crede: "Nulla è impossibile a Dio!". Questa è la vera fede e nasce dall'amore, dalla carità vera. 

Dobbiamo avere coraggio di fare luce dentro di noi, di fare verità. Se noi non pratichiamo la carità, non abbiamo lo Spirito di Dio. Se noi chiudiamo le porte del nostro cuore, se buttiamo fuori dalla nostra vita le persone che pensiamo ci abbiano fatto del male, non sappiamo cosa sia il perdono...

Strane davvero quelle persone che ricevono l'Eucaristia in bocca e in ginocchio, che dicono di perdonare, ma di fatto bloccano le persone, non le vogliono più sentire e non hanno nemmeno la forza di nominarle... Strane davvero! Il fatto è che sono convinte di saper perdonare, di saper amare... 

Se aprissero il loro cuore agli altri, a costo di  esporsi alle sofferenze... se invece di azzuffarsi ore ed ore su twitter o facebook, stessero di più davanti a Dio con il cuore in ginocchio anziché le ginocchia, conoscerebbero davvero la grandezza di Dio! Pregare e ricevere Gesù nel proprio cuore, significa soprattutto avere il suo pensiero ed imitarlo nelle azioni.

mercoledì 20 gennaio 2021

Natale 2020... un Natale un po' speciale..


 Anche quest'anno è arrivato Natale, in modo diverso dagli altri anni, purtuttavia non meno autentico. Il Natale 2020 è severo, ci vuole riportare alle origini. Tante sedie delle nostre case sono libere, non a causa delle restrizioni, ma perché purtroppo quella persona non c'è più. Ed è davvero un Natale diverso per chi quest'anno ha dovuto salutare qualche caro, senza poterlo nemmeno comporre nella bara, per chi ha visto il lungo triste corteo di bare con i corpi che sarebbero stati cremati lontano dalla propria città e regione. Nessuno di noi può dimenticare questa tragedia che come una scure si è abbattuta su di noi generando paura, talvolta terrore... 

Il 2020 ci ha cambiato in modo definitivo, ci ha riportato a riflettere sulla veridicità del fatto che tutti siamo interconnessi e che ogni nostro atteggiamento può avere una conseguenza terribile sugli altri... Ci ha riportato a capire che ognuno di noi deve avere cura dell'altro anche a costo di sacrifici enormi. Non siamo mai stati  combattuti in questo modo da una contraddizione così strana e sconcertante che ci chiede la lontananza anziché la vicinanza per dimostrare il nostro affetto...

Eppure, nonostante questo, è un Natale vero. Se ci riflettiamo è la tradizione che ha trasformato il Natale in festa della famiglia, in un momento in cui ci si ritrova tutti insieme nella convivialità... ed è una cosa bella e giusta, ma il senso vero del Natale, ci riporta alla stalla dove Gesù è nato, alla sua solitudine, al suo disagio. Dobbiamo ricordare che Egli è Dio e che viveva nel seno del Padre, quindi nella comunione piena con Lui, nella felicità intramontabile. Gesù, infinita carità, ha detto il suo sì e si è separato dal Padre lasciando quella felicità immensa per abbracciare una vita fatta di restrizioni dovute all'assunzione di un corpo umano con tutto ciò che ne consegue e che noi conosciamo bene. Essendo Dio Forte, Gesù ha avuto una croce pesantissima da portare. Ha sperimentato il tradimento, l'ignominia, la solitudine, l'abbandono, la sofferenza fisica, per noi, per redimerci dal peccato e il Natale era pensato in previsione della morte e risurrezione di Cristo. 

Quella del 2020, ripeto, è stata una lezione durissima per noi che sembra voler ribadire: "Tornate all'essenziale!"... Tradotto in parole povere: tornate a Me, a Dio... che sta al di sopra dei nostri affetti, di tutti gli affetti. I nostri affetti più grandi esistono perché li ha chiamati alla vita Dio stesso. 

Non è stato bello e non è bello ancora vedere la lunga processione di bare ed è concesso chiedersi il perché ed inquietarsi, rimanere sbigottiti davanti a tale sofferenza e bufera e soprattutto è giusto desiderare e pregare che tutto finisca presto... ma questa immane sciagura ha fatto emergere la durezza di alcuni cuori che hanno preferito nascondere sotto la sabbia e minimizzare ciò che è accaduto, negando parzialmente o totalmente l'esistenza del Coronavirus. Per dissipare i dubbi della sua esistenza, basterebbe, in realtà, avere un contatto umano vero con le persone vicine e lontane, sentire i loro racconti e le loro esperienze e non gettarsi e nascondersi nei social dove sempre più spesso il vero incontro si spegne, si mira a far branco e a far morire la vera capacità di dialogo fra di noi e... lasciatemelo dire... a bloccare coloro che non la pensano come noi, perché la diversità genera una crisi dentro di noi che ci mette in discussione. Tante volte è meglio bloccare per avere l'illusione di essere nel giusto.

mercoledì 21 ottobre 2020

Bisogna che io diminuisca...

 Non riusciamo mai a convincerci di questo: per arrivare al tripudio di colori, profumi e sapori della primavera, dobbiamo passare attraverso il freddo dell'inverno. Solamente in questo modo ci sarà la rinascita... e il freddo dell'inverno passa attraverso vari disagi, per noi molto spesso inaspettati e non desiderati, eppure necessari. A volte si desidera apparire, essere  lodati o accettati. D'altro canto è normale e anche giusto desiderare essere accettati, ma qualche volta bisogna spogliarsi anche di questo desiderio o bisogno. Come l'albero abbandona le foglie durante l'inverno per custodire la vita, così anche noi dobbiamo abbandonare questi orpelli per cercare ciò che nella vita vale veramente. Bisogna seccare, permettere agli altri di apparire, farsi da parte, accettare di vivere nell'ombra sebbene il nostro spirito e la nostra mente scalpitino... perché dal nostro orgoglio calpestato nasceranno dei fiori profumati dei quali gli altri si beeranno. Già, perché tutto questo deve accadere per il bene degli altri... Lasciamo quindi spazio agli altri, accettando il nascondimento e l'incomprensione, perché di certo raccoglieremo la nostra ricompensa..

Guardiamo al tempo difficile che tutti stiamo vivendo, un periodo da cui dovremmo cogliere insegnamenti, nonostante la paura ci possa travolgere. A volte mi viene da ripetere: "Non abbiamo imparato nulla, siamo punto e a capo". Non so se in effetti siamo usciti migliori dalla prima ondata della pandemia, negare la sua esistenza e il pericolo che può essere per tutti noi è infantile. Nelle nostre mani, nella prevenzione, è la nostra salute, ma anche quella degli altri...

Mi ricorda tanto la storia di Caino e Abele. Caino uccide Abele per gelosia. Dio sa bene che Caino ha ucciso Abele, eppur fa un gesto sorprendente che vuole farci comprendere come tutti siamo responsabili gli uni degli altri: chiede a Caino dov'è suo fratello Abele... Egli risponde che non è certo il custode del fratello. Tutti dobbiamo custodire il prossimo, tutti siamo responsabili...




giovedì 13 agosto 2020

Il deserto

 Agli inizi il rapporto con Dio coinvolge i sentimenti. Sembra di vivere la primavera del cuore,  come se la vita esplodesse dopo un lungo e rigido inverno. I fiori cominciano a crescere e a sbocciare e la loro dolce fragranza si espande attorno donandoci serenità e pace del cuore. Questa è la gioia della Sposa del Cantico dei Cantici che ama con tutta se stessa il suo Sposo, contraccambiata in modo passionale.

Con l'avvento delle difficoltà, i primi freddi rallentano i sentimenti e attorno a noi potrebbe crearsi il deserto. La sete potrebbe tormentare le nostre viscere.... Non sentiamo e non vediamo più l'amato del nostro cuore. Allora, come la sposa del Cantico usciamo quando ancora tutto è avvolto dal buio, affrontando la  paura, la vergogna e il pericolo. Dio è il nostro bene più grande, tutto potrebbe essere avvolto dal buio, senza la sua presenza... potremo essere preda facili delle tentazioni che, lì per lì placano la nostra sete, ma poi ci lasciano nell'aridità più completa.

In questi momenti, quando le cose non vanno bene, quando non sentiamo più nulla, entra in gioco la volontà, il desiderio di arrivare all'unica Fonte, quella che disseta in eterno... perché chi berrà di quest'acqua non avrà più sete. Quando si rimane fedeli nonostante le fitte tenebre, agisce la volontà ed è vero amore: i sentimenti sono caduchi, è la volontà che alimenta l'amore e che non permette che l'abitudine soffochi il nostro cuore...

È nel deserto, in questa solitudine in cui tutto sembra tacere, che Dio parla all'anima in cerca di lui....

domenica 2 agosto 2020

Oltre quella porta...

Questa vita terrena è proprio un soffio, eppure tanta gente non ci riflette abbastanza. 
Alcuni avvenimenti mi hanno riportato alla mente un libro che avevo letto tanto tempo fa, "Ciao Don!", che racconta la storia vera di un ragazzo morto a 19 anni appena compiuti, a causa di un melanoma... proprio come suo padre. 
Egli cercava di dare un senso a quegli ultimi giorni, di capire ciò che gli stava succedendo, dove sarebbe andato oltre la vita e si voleva preparare davvero bene. Fu attorniato da persone meravigliose, a partire da sua mamma, che gli indicarono il cammino da percorrere. Era un'anima straordinaria, aveva già metà del suo cuore in cielo. La mamma ebbe un ruolo ponderante, la sua eroica serenità e fortezza assomigliavano a quelle della Madonna che offriva suo Figlio al Padre. Superato lo smarrimento, il dolore che comunque le lacerò il cuore, la mamma lo condusse al cielo, lo esortò a gustare già su questa terra le bellezze del paradiso. Importante fu il sostegno del suo caro Don che lo preparò con dedizione e affetto a quel grande passo... Lui stesso sentì il cuore schiantarsi.
Mi appassionò molto la lettura di questo libro e la vita di questo giovane eroe. Ci sono ancora tanti giovani eroi che hanno conseguito con coraggio questa meta fondamentale, oltre a Mario Filippo Bagliani.
Una notte sognai la sua anima. Mi ritrovai davanti ad una porta pesante e appena appoggiai la mano si aprì. Non potei andare oltre la soglia, ma un'anima vestita di bianco mi venne incontro dicendo che glielo avevano concesso. Spesso quando si parla di anime che si rivelano ai vivi si parla di "concessione" di un "concedere" da parte di Dio. Espressi il desiderio di andare con lui, di andare oltre, ma lui mi disse che non era ancora la mia ora. Dopo questo avemmo un dialogo personale che non riporto.
Oltre quella porta vi era il paradiso. Io non potevo ancora vederlo, ma sapevo che c'era il paradiso...
Questo dovrebbe aiutarci nel cammino terreno, a dare priorità alle cose che contano. So che anche questa è una grazia del Signore, tutto è dono, ma vorrei che tanti arrivassero al punto da riflettere sul vero senso della vita, di questo soffio di vita che NON  ci appartiene. Possiamo fare mille progetti, scalare mille montagne, ma ciò che conta è quanto abbiamo amato in questo mondo per ritrovarlo nell'altro, quello vero, quello eterno...

domenica 26 luglio 2020

Le persone possono cambiare...

Anche in questo post mi ispiro ad un episodio della serie del dott. House.
In questa puntata una sua paziente aveva cambiato totalmente vita: da musicista pop, drogata di eroina, era diventata un'ebrea chassidica, quindi di quelle osservanti. 
Il cambiamento è possibile, tutti cambiamo: non possiamo rimanere statici. Metamorfosi così drastiche sono ottenibili quando nella propria vita avviene un incontro tangibile con Dio. Esistono anche coloro che hanno incontrato realmente Dio, un po' come il giovane ricco del Vangelo, ma non si sono sentiti di lasciare la propria vita di sempre intuendo che seguire Gesù era una scelta esigente e radicale. Ci sono però persone che davanti all'incontro straordinario con Dio hanno cambiato radicalmente vita, hanno compreso che Lui solo è l'unico Bene Vero su cui si basa l'intera esistenza.
Tutto è in divenire. Basti pensare al nostro mondo. Tutto è regolato da leggi di cui ne vediamo solo l'effetto, in modo particolare dal Chronos, cioè dal tempo. Tutto si trasforma, nulla si distrugge, affermava Lavoisier. Ciò vale anche per il nostro spirito: nel cammino si può andare avanti o tornare indietro... ma fermi, non si starà mai.
Il cambiamento della vita è possibile e assolutamente reale. Piano piano, andando avanti nel nostro cammino, discerniamo ciò che va bene ed è giusto per noi, ciò che è essenziale per la nostra vita e che ci regala l'eternità. Più si sfiora l'eternità nella vita, più è tangibile la prospettiva di una scelta di far entrare nella nostra esistenza valori che non hanno un inizio e una fine. Tali valori molto spesso sono intangibili e per questo motivo soggetti a dubbi e scetticismo, ma non per questo meno reali o meno importanti. Prendiamo ad esempio l'amore. Nessuno vede l'amore, è astratto... eppure è una cosa essenziale per la vita dell'uomo, quanto il cibo e l'aria. 
Anna Freud osservò come i bimbi che ricevevano amore tramite il contatto fisico crescessero molto di più rispetto a quelli che, pur essendo nutriti, ricevevano poche coccole. Questo è reale, verissimo ed è confermato anche nel regno animale, non solo nell'uomo! Le persone, quindi, possono cambiare... speriamo sempre in meglio.

giovedì 25 giugno 2020

Il linguaggio corporeo

A volte i doni del Signore hanno un prezzo da pagare. Come doni sono gratuiti, è chiaro che non li abbiamo meritati, ma spesso portano con sé come conseguenza una certa sofferenza. Dio ci dà sicuramente la grazia di sopportarla, ma bisogna essere dei buoni amministratori e saperla gestire in modo che sia a servizio degli altri. 
Padre Pio, ad esempio, aveva il dono di saper leggere nei cuori. Egli lo amministrò ammirevolmente e lo mise a servizio degli altri... Ma riflettiamo su alcuni doni più piccoli, che molti di noi possono avere... Prendiamo ad esempio l'intuizione e l'empatia.
Queste due qualità vanno a braccetto, fanno parte dell'intelligenza emotiva. Chi le possiede sa bene che non è così semplice gestirle: dietro ad esse si può nascondere la sofferenza e bisogna essere forti e saperla gestire.
Facciamo un esempio che tocca anche i bimbi e i giovani, oltre che gli adulti.
La persona intuitiva è attenta ad ogni dettaglio, ogni parola, spesso possiede una buona memoria. Su questo la donna ha una marcia in più, l'intuizione fa parte della sua natura. Passiamo all'esempio concreto, un esempio che calza a pennello con il periodo d'emergenza sanitaria, ma che si può trasporre nella realtà di tutti i giorni. 
Durante l'emergenza sono andate molto le video chiamate e le video conferenze. Mettiamo che durante una di queste, dopo aver parlato notiamo una reazione sospetta, uno scatto di riso da presa in giro, ucciso sul nascere per il semplice fatto dell'osservanza dell'etichetta. Di fatto la video chiamata/ conferenza continua normalmente, ma sai bene che c'è stata una presa in giro.
È un esempio banale, molto probabilmente anche chi non possiede l'intuizione se ne sarebbe accorto. Quel piccolo movimento di labbra è un chiaro messaggio, in questo caso soffocato per convenienza. A volte purtroppo può capitare anche con i parenti. La conseguenza è che si ci deve mordere la lingua: ti sei accorto di tutto, ma per non scendere al loro livello, non rispondi, fai finta di nulla, passando per scemo o scema. Scegli di passare per scemo/scema per non fare polemiche, su questo ci vuole tanta diplomazia, perché la natura umana ti suggerisce di mandarli a quel paese, di sbattergli in faccia la loro stupidità.
Questo esempio si può applicare anche alla realtà no – covid, cioè quando gli incontri avvengono di persona. In questo caso è ancor più facile intuire i pensieri delle persone. Come ben sappiamo, la maggior parte della comunicazione fra le persone avviene in modo non verbale. Mentre le parole possono mentire, distorcere la realtà, il nostro corpo non riesce.
Che brutta cosa quando si criticano le persone, quando si prendono in giro! È grassa, è magra, non sa parlare, è brutta... Questi commenti fanno emergere la meschinità e superficialità delle persone!... talvolta anche la cattiveria.
Fra i nostri giovani purtroppo si possono instaurare queste relazioni sbagliate, in cui l'ironia non c'entra nulla, relazioni che portano anche al bullismo.

sabato 20 giugno 2020

I fratelli mafiosi in corsia con dottor House

Chi non conosce lo "scorbutico", l'intuitivo dottor House? Qualche sera fa, in un episodio, dottor House era alle prese con due fratelli mafiosi, prepotenti, autoritari. Uno di loro aveva avuto dei sintomi terrificanti che sembravano il preludio di una morte imminente. Il team di House non riusciva a capire quale fosse la malattia che generava tutte quelle sofferenze, ma, come sempre avviene in questa serie, House arriva alla soluzione che salverà il paziente.
La soluzione nasconde il grande segreto del malato: la sua omosessualità. Per i mafiosi questo non era ammissibile e il fratello del malato non lo accetta proprio. Dopo molti stratagemmi e intuizioni, House riesce a tirare fuori il meglio dal fratello del malato. Il malato infatti sarebbe potuto entrare in un programma di protezione in seguito alla sua testimonianza contro la mafia, che lo avrebbe portato fuori dalla sua città, lontano dal fratello (non voleva allontanarsi da lui), ma che gli avrebbe permesso di vivere lo stile di vita che avrebbe desiderato.
Non voglio entrare nel merito di questa decisione, ma riflettere sugli atteggiamenti del fratello del malato. Dapprima non accettava l'omosessualità del fratello e la non accettazione lo aveva portato a schiaffeggiare il medico che gli aveva dato questa notizia. Sapeva molto bene che la mafia non avrebbe tollerato quella diversità e in fondo temeva per il fratello. Piano piano ha fatto emergere l'affetto sincero che aveva per il fratello accettando il suo allontanamento definitivo e la possibilità di vivere la vita che aveva sempre sognato.
A prescindere dal contesto e dai soggetti, come il film "47 metri" di cui ho parlato nel post precedente, l'amore vero lascia le persone libere, non soggioga nessuno, anche se questa libertà porterà lontano fisicamente la persona che si ama. I due film, "47 metri" e l'episodio di dottor House, trattavano rispettivamente  di due sorelle e di due fratelli, aventi un legame di sangue, ma sappiamo bene che spesso si creano con altre persone legami più stretti di quelli di sangue e quindi le riflessioni scaturite valgono per tutte le relazioni amicali. 

giovedì 18 giugno 2020

47 metri

"47 metri " è un film thriller che non tratta di omicidi e di cattiverie umane, ma racconta la vicenda di due sorelle completamente diverse fra loro come carattere che si trovano ad affrontare una situazione drammatica. 
Durante un'immersione nelle acque del Messico, qualcosa non va: la gabbia di sicurezza che avrebbe dovuto proteggerle dagli squali, precipita fino a 47 metri, diventa una trappola. Le ragazze sono immerse in acque infestate dagli squali e hanno una limitata riserva di ossigeno.
La cosa su cui vorrei riflettere è il contesto in cui si svolge questa drammatica vicenda. Il film lascia davvero lo spettatore costantemente con il fiato sospeso perché le probabilità di salvezza per le ragazze sono esigue.
La sorella maggiore, Lisa, è un carattere tranquillo, ama l'ordinarietà della vita e disdegna ogni rischio che la getta nella paura.
Kate, la sorella minore, al contrario, fa scelte fuori dall'ordinario, rischiose, è generosa e supera la paura.
Nel film la descrizione è veloce e avviene attraverso alcune scene che portano subito alla situazione dell'immersione.
Fanno vedere Kate che trascina la sorella in mille divertimenti dopo aver saputo che era stata lasciata dal suo ragazzo perché la trovava noiosa. In una discoteca incontrano due ragazzi del posto che propongono loro un'immersione per vedere gli squali.
Kate accetta con entusiasmo e supera la sua paura, mentre Lisa entra quasi nel panico. Alla fine Lisa accetta ed entra in acqua nella gabbia. Il cavo di sostegno della gabbia si spezza proprio nel momento in cui la stanno tirando su e la gabbia precipita nel fondo del mare. La gamba di Lisa rimane incastrata sotto la gabbia, mentre Kate, in riserva d'aria,  esce da essa per recuperare le bombole d'ossigeno gettate dai ragazzi. Al ritorno sarà attaccata da uno squalo e scompare. Nel tempo in cui le due ragazze si ritrovano intrappolate nell'attesa di una decisione risolutiva, si scambiano dei pensieri che delineano la vera natura del loro rapporto. Lisa dice a Kate che il ragazzo con cui aveva una relazione era l'unica cosa giusta, in più, rispetto a lei. Kate rimane interdetta da questa frase e risponde che fra loro non c'era mai stata competizione. La risposta di Lisa è disarmante: "Forse in te non c'è competizione!". 
Vorrei riflettere proprio su questo brevissimo dialogo svoltosi fra le due sorelle. In una non c'era competizione e prendeva le decisioni in modo libero, anche quelle che avrebbero potuto metterla in pericolo, mentre l'altra agiva sempre per competizione. In realtà non amava il suo ragazzo, lei voleva avere o essere qualcosa di più rispetto alla sorella minore per apparire più in gamba agli occhi dei genitori. Questo si evince nel dialogo tenutosi prima di andare a divertirsi e conoscere i due ragazzi. "I nostri genitori sanno che vi siete separati?" "No, non gliel'ho ancora detto, non ne faccio una giusta!".
Lisa era ingabbiata nel suo egoismo, nella sua paura, paura che alla fine le salverà la vita. Salvarsi la vita non sempre è sinonimo di successo. Tante volte ci si salva per egoismo, perché una situazione ci è comoda anche se inconsciamente non ci rende felici. Si agisce per competizione che porta gli altri alla morte... Nel film quella di Kate. Era solamente Lisa che viveva in competizione, perché Kate vedeva le cose in maniera totalmente differente. 
Vivere in competizione vuole dire far morire gli altri, toglier loro l'ossigeno per vivere, rimanere in una gabbia che protegge, ma che
avvilisce l'animo... è capire che alla fine si rimane soli, che le persone si scostano da noi perché dentro di noi non vi è armonia...