Perché l'amore è segno di santità? Proviamo ad avviare sull'argomento una meditazione libera, ma difficilissima. È nostro retaggio pensare e credere che ciò che rende santo/a un uomo e una donna, è l'amore... ma perché? Al di là del fatto che esista un Dio Santo, che ama, perché l'uomo pensa che l'amore sia sinonimo di santità? Capite bene che questa meditazione tocca argomenti filosofici e, da una parte, ha pretese scientifiche, cioè dimostrare che ciò che il cristiano crede, abbia valide e fondate ragioni.
Torniamo agli albori dell'umanità. Ammettiamo che l'uomo e la donna si siano uniti per conservare la propria specie e che l'atto sessuale fosse destinato soltanto a questo. In fondo anche tra gli animali è così, non si può parlare di vero innamoramento, ma di un istinto alla conservazione della specie. Nonostante questo, la donna e l'animale sentono verso i piccoli un amore che spesso li porta a sacrificare la loro vita per la loro. Oserei affermare, però, che se fosse solamente questo, non avrebbe senso il loro atto se raffrontato con l'istinto di sopravvivenza insito in ogni umano e animale. Questi due conflitti porterebbero la persona a non sapere cosa fare. In situazioni normali, la donna e l'uomo sono portati a proteggere il figlio/a, fino al caso estremo di sacrificare la propria vita, morendo. Sappiamo da numerosi casi di cronaca nera che capita invece che la madre o il padre uccidano i figli anche a prezzo inferiore di quello che avrebbero speso in situazione di pericolo di vita: talvolta hanno ucciso per cattiveria, per egoismo... ecco che queste eccezioni confermano la regola, secondo cui non è così scontato che il papà e la mamma amino i loro figli. Così accade anche negli animali. C'è una legge insita nel cuore dell'uomo che desidera il bene, quindi il volere bene ai propri figli, amore e difesa estesi ai membri del clan. Abbiamo ereditato tale amore da qualcuno, non è dettato semplicemente dal nostro cervello, dalla nostra mente, perché sappiamo bene che fare del male agli altri è una deviazione, è cattiveria. È la coscienza umana che ci comanda di non fare del male, c'è una legge suprema che governa tutto, che apre il nostro cuore all'amore.
L'espressione più grande dell'amore è "creare, dare vita". E l'Autore, il Datore di vita per eccellenza è proprio Dio.
Un altro bisogno che l'uomo ha manifestato fin dall'inizio è proprio quello di Dio. Attraverso i secoli, attraverso le varie vicende della storia, l'uomo ha manifestato il suo ardente desiderio di entrare in relazione con Dio. Anche su questo, l'agnosticismo e l'ateismo sarebbero proprio le eccezioni che confermano la regola. Nonostante l'umanità si sia "evoluta " dal punto di vista del progresso e la qualità della vita sia migliorata, sente ugualmente la necessità di unirsi a Dio, ad entrare in relazione con Qualcuno di più grande. L'uomo riconosce che c'è un Essere trascendente che lo ha creato, così come ha creato tutto ciò che ci circonda.
Nel medesimo contesto s'innesta il bisogno, il desiderio di eternità.
Quando amare diventa il criterio di ogni scelta, applicato indistintamente in ogni situazione per complessa che sia, si diventa santi. Amare è tornare alle proprie origini, è rendere sacra la nostra vita.
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