domenica 8 maggio 2011

All'aurora ti cerco, di te ha sete l'anima mia...


E' una ricerca continua, quella dell'anima. Cerca di appigliarsi a quei ricordi che l'hanno condotta all'incontro con Dio, a quel mare infinito e grigio che mormorava la sua nenia schizzando sugli scogli, a quella pace infinita che, come un velo, si adagiava sugli alberi e sui monti... All'aurora ti cerco... In ogni istante, appena il mio cuore si desta. Sei l'acqua che mi disseta, fresca, di sorgente. Ho sete di te, Signore. Sei l'acqua che purifica, l'unica acqua che allontana la mia sete, che dona la pace dei sensi e il ristoro alle membra. Di te ha sete l'anima mia, come un'eterna assetata: ti cerca nella preghiera costante, nell'Eucarestia, cerca di vederti nelle persone che le sono accanto, negli avvenimenti... "Di te ha sete l'anima mia, come terra arida, senz'acqua..." Sono come terra del deserto. Quando ti nascondi, il mio cuore si vena, si spezza. Sente una nostalgia profonda di te e si strugge, si fende... Ma quando l'acqua della tua sorgente cristallina penetra nelle fenditure e scorre sulla terra arida, ecco che tutto fiorisce, si veste di colori sgargianti, mentre l'aria si profuma di aromi nuovi, primaverili.

La vita fiorisce, si rinnova...
"A te anela la mia carne". Tutto il mio essere anela a te, anche la mia carne. Anela a starti vicino, a immergermi nella tua Presenza e trasfigurarsi, in essa. 
"La tua grazia vale più della mia vita". La tua grazia è più importante della mia vita, perché, in realtà, essa è la vita stessa, quella eterna...

sabato 7 maggio 2011

O Dio, tu sei il mio Dio

O Dio, tu sei il mio Dio... Sì, sei il mio Dio... Sei il mio Padre celeste a cui appartiene la mia vita. Sei la Persona più importante della mia vita e, posso affermare, di avertelo dimostrato. A volte nell' anima cala un buio molto fitto che vuole nascondere ai nostri occhi ciò per cui si vive e che è importante: la vita eterna. Entrare nel buio è desiderare ancor di più vedere la vita eterna. Quanto possono confondere il cuore di un uomo queste tenebre! Ti instillano il timore che dopo questa vita terrena non ci sia nulla e che esse abbiano ingoiato i nostri cari nel loro abisso senza fondo. Sei il mio Dio, il Dio di mio padre, sei tu che unisci i nostri cuori in un vincolo più forte del sangue. Ho anelato sempre a te, nonostante le mie imperfezioni che ho cercato di gettare nel mare della tua misericordia...
"Hai gettato in fondo al mare tutti i miei peccati"...

venerdì 6 maggio 2011

Maria, una madre amorevole

Ma chi è Maria?
Maria appare pochissime volte nel Vangelo ma la Sua figura è sempre decisiva. La vediamo ragazzetta accogliere l'annuncio dell'Incarnazione nel suo grembo del Verbo di Dio e pronunciare il suo "sì"; la vediamo cercare Gesù rimasto fra i dottori nel Tempio, ormai dodicenne; la vediamo alle nozze di Cana domandare a Gesù di mutare l'acqua in vino ed infine, sotto la Croce, quando le viene affidata l'Umanità come figlia adottiva.
Maria è una Madre premurosa e amorevole, sempre sollecita dei bisogni altrui. Pensate ad una madre come provvede ai propri figli! Eppure è una Creatura imperfetta! Ella si sacrifica, ama il figlio più della stessa vita, vorrebbe sempre il meglio per lui. Tanto più il discorso vale per Maria, Creatura preservata dal peccato originale! Chissà come penserà al vero bene delle nostre anime!

mercoledì 4 maggio 2011

La santità... nella comunione dei Santi

Non ci si può far santi da soli, non si può bastare a se stessi. A volte si può travisare il concetto di santità, pensare cioé che essa sia un "non aver difetti"... Non è così. 
Un po' di tempo fa pensavo ad alcune parole di san Paolo: se crediamo a Cristo ma non alla Resurrezione, siamo da compiangere più degli altri uomini della terra. Verissimo! Talvolta si crede "troppo" alla vita terrena di Gesù fino alla sua Passione... ma poi, al momento della Resurrezione, inconsciamente, si storce il naso. Credi veramente nella Resurrezione di Cristo? Non so quanti di noi risponderebbero un sì deciso, visto il terrore che si ha di fronte alla morte. San Paolo vedeva lontano. Paura sì, ma non troppa: bisogna aver fede in quella comunione dei santi di cui parla il catechismo e concretizzarla. In pratica ciò vorrebbe dire che abbiamo in cielo dei protettori potenti che ci elargiscono i loro doni... Ma non solo. Vale anche per noi che siamo sulla terra, anche se il discorso si complica un po'.
C'è un proverbio italiano affermante che una mela guasta rovina anche le altre. E' vero pure questo. E' più facile essere contenti accanto ad una persona felice: il suo buon umore ci contagia. Lo stesso vale per il cattivo umore: non possiamo mostrarci più di tanto gai se l'altro se ne sta immusonito, trincerato nei suoi malumori.
Un esempio, forse banale questo, ma che rende l'idea di come ci contagiamo a vicenda nella strada della santità. Non possiamo pensare di conquistare l'aureola da soli, credendo che la santità sia una perfezione tutta esterna. La santità è molto diversa da quel 9 in condotta che i professori davano sulla pagella scolastica: è un sapersi innalzare con le ali di Dio...Un lasciarsi amare da Lui.
Allora si può comprendere come è importante essere santi, in modo da portare altri a desiderarlo, ad avere quella santa invidia....

lunedì 2 maggio 2011

Giovanni Paolo II, un uomo eccezionale!

Toccanti le immagini trasmesse da San Pietro per la beatificazione del Servo di Dio Giovanni Paolo II...
La piazza traboccava di gente, ogni angolo era affollato. Una folla trepidante ed entusiasta, giunta a Roma da ogni parte del mondo si è immersa nel silenzio della preghiera... E la suora miracolata, emozionata, ancora in perfetta salute. Anche Radio Maria ha trasmesso indefessamente gli aggiornamenti sul grande evento, commentando senza sosta come si è evoluta la storia nel lungo pontificato di Giovanni Paolo II. ERa un uomo autentico, capace di ridere, semplice, con la battuta pronta, un papa che sembrava un amico. Di fronte ai Santi, anche le persone non credenti s'inchinano, credono, hanno rispetto. Fu così che seppe conquistarsi la stima di tante persone lontane dalla Chiesa. La santità attira, perché è ciò che tutti si aspettano dalla Chiesa. Giovanni Paolo II parlava con forza e franchezza. Non temeva alcun potere umano: esortava gli altri a "non aver paura" e questo lavoro lo aveva già fatto su se stesso. Non aveva timore di fronte ai mafiosi, ai dittatori: Egli proclamava ed esigeva verità sempre. Anche lui fu molto criticato. Era un Papa che usciva dagli schemi di protocollo troppo spesso. Era un Papa che viaggiava troppo... Scherzosamente, ma nei video lo fa notare. I giornalisti hanno parlato troppo, anche di Lui. In realtà non era considerato santo, criticavano anzi il fatto che viaggiasse tanto e che quindi il Vaticano aveva soldi a palate. Penso che lo facesse per portare la gioia di Cristo, in tutto il mondo, per far comprendere che la Chiesa non se ne stava comodamente chiusa in Vaticano, ma che andava incontro alla gente, sperimentava la loro stessa vita. Un Santo tra noi... E credeva nell'impossibile. L'impossibile si avverava: ecco spalancarsi le porte del cuore di alcuni politici, il carisma del Grande Papa li magnetizzava: egli predicava la pace, perché la viveva in prima persona. Ecco la sua autorevolezza, il suo "potere" nel cuore delle persone. L'essere Papa non gli impediva di sbattere i piedi per terra o piangere dal gran ridere! La santità non è l'essere seriosi o cambiare carattere secondo una precisa etichetta, è un amare, un andare incontro alla gente, come fece Gesù.

mercoledì 27 aprile 2011

Finalmente Pasqua

Questi giorni sono stati ricolmi della benedizione del Signore...Quante prediche belle, toccanti... Perché in fondo il mistero più profondo dell'uomo è la morte, quel salto nel "buio" che solo la fede con la sua luce può illuminare. Tra le tante cose ascoltate, ne riporto qualcuna che mi ha segnato più profondamente. E' vero, spesso e volentieri non si accetta la sofferenza, non si vuole pensare alla morte. E' da stolti! Infatti, come possiamo cancellare un avvenimento così certo nella nostra vita come lo è la morte? Possiamo non pensarci, crederci eterni, ma prima o poi bussera alla porta del nostro cuore, e non chiederà nemmeno il permesso...entrerà e ci troverà così come siamo. E' vero, per quanto siamo malati, comunque la morte ci traghetterà all'altra sponda quando meno ce lo aspettiamo. Mai lasciare conti in sospeso perché non sappiamo se il Signore ci accorderà il tempo di regolarli su questa terra.
La morte è il dramma umano più sconvolgente, che appassiona e ripugna. Si dice che il grande poeta Leopardi, sebbene abbia desiderato e decantato le meraviglie della morte, ne avesse una paura matta. La morte c'insegna, però, tante cose, è una maestra di vita. Nella sua crudezza ci comunica la nostra precarietà in questo mondo e ci esorta a cercare ciò che è veramente importante nella nostra vita.
E' vero che per adesso aspettiamo ancora la Resurrezione dei nostri corpi e quindi viviamo una pasqua parziale... ma è pur sempre una pasqua!
Oggi, navigando per internet, mi sono imbattuta in alcune presentazioni di Power Point sulla morte. Là ho letto una frase che, mai come adesso, comprendo pienamente. L'amore è più forte della morte. La morte rafforza i vincoli. Dio che ci ama immensamente, cosa farà per non spezzare i vincoli che ci tengono a Lui legati!
Inoltre la Croce... Strumento infamante di tortura per coloro che hanno compiuto i più efferati delitti... Ci siamo un po' abituati a vedere la Croce, il prete diceva che è diventata persino una moda fra i giovani: croci belle, dorate, di ogni forma e colore ma... una croce senza Gesù, non ha senso.
Da questa constatazione del Celebrante, sono scaturite tante riflessioni importanti. Luca ci fa notare che accanto a Gesù furono crocifissi due ladroni che vissero differentemente la sofferenza della Croce. Uno morì tra i più atroci dolori maledicendo Dio, unendosi ai carnefici, l'altro morì riconoscendo i suoi delitti e quindi accettando il supplizio come espiazione e riparazione delle sue malefatte, inoltre riconobbe Gesù come Salvatore e Re del Suo Regno. Ciò gli garantì il Paradiso. La croce è la stessa, le sofferenze sono le medesime, è il modo con cui si vive il dolore che cambia.
E finalmente Pasqua! La Resurrezione. Sembra tutto finito. Sicuramente gli Apostoli avranno ripercorso con il pensiero tutte le tappe fino alla Passione di Gesù. Sfiducia, sofferenza, speranza? Quali sono i sentimenti degli Apostoli in quei tragici momenti?
Non si sa. Fatto sta che le donne quando videro Cristo Risorto, non stavano più nella pelle; corsero quanto più potevano per annunciare che Gesù era vivo senza curarsi di ciò che avrebbero pensato. Ed infatti le presero quasi per matte. Pietro e Giovanni corsero al sepolcro per accertarsi che non stessero vaneggiando. Dopo un lutto si pensa spesso che forse non è vero ciò che è accaduto, ma quando ormai il corpo è affidato alla terra, la speranza si spezza... Ecco perché Gesù ha aspettato ad essere deposto dalla croce e sepolto. Altrimenti l'avrebbero presa per morte apparente. Che gioia sapere che quella persona vive ancora! Ci crediamo sì o no? Spesso anche la Resurrezione di Cristo è diventata una bellissima filosofia.
La Resurrezione è un fatto concreto che avverrà anche al nostro corpo.
Auguro quindi a tutti una vera Santa Pasqua di fede e gioia autentiche!


venerdì 22 aprile 2011

Ancora....con amore di padre....

Carissimo papà, ti scrivo proprio il venerdì santo. Certo, non è così strano ricordarti con più intensità proprio oggi, ricordare il tuo calvario...
Come esprimere l'amore che gonfia il mio cuore? Ora ti sento più vicino che mai. Hai riempito il mio cuore di pace dinanzi a te, ancora, con amore di padre. Adesso puoi sapere meglio l'amore che mi ha spinto a scegliere Cristo. La mia fede dinanzi al tuo corpo esanime, è cresciuta, si è rafforzata. E' stato Dio a chiamarti, ma, ancora, con amore di padre, hai voluto percorrere prima di me la via dolorosa del Calvario fino alla morte, come facevi quando volevi a tutti i costi insegnarmi a nuotare. Ti buttavi prima tu nell'acqua trasparente e poi m'incitavi a seguirti... Io, però, ho imparato da sola.... Siamo poi giunti allo stesso punto, per strade diverse. Anch'io giungerò al tuo punto, al tuo stesso punto, ma, forse, per strade diverse... nonostante anche il nostro calvario ci abbia accomunato... per di più nello stesso periodo...
Ti sei tuffato nell'eternità prima di me e subito mi hai comunicato: "Non avere paura" ... E a me avevi affidato nella parte terminale, più dolorosa del tuo calvario, una frase fatidica che non avevi detto a nessuno, ma che mi si ripresentava ogni qualvolta la tua salute peggiorava: "Non credo che questa volta ce la farò".
Avevi ragione! Chissà cos'hai sentito... Te ne sei andato con il tuo solito riserbo, in punta di piedi, senza un'agonia lunga, come quando tacevi i tuoi dolori e tutto ti sembrava nulla... Quante volte mi hai abbracciato! Ma nonostante questo, il tuo trapasso è stata una "festa", come una vera Pasqua, un tuffo nell'eternità. Se amo profondamente l'eternità, non posso pensare che ti sia accaduta una cosa brutta! Ti ha liberato da tante umiliazioni anche!
Allora arrivederci, in paradiso...

domenica 17 aprile 2011

Il cuore nell'eternità

Sì, sento la pace intensa dell'eternità. Anelo fortemente all'eternità. Il fatto che la morte, sulla quale in passato ho tanto meditato, ha visitato veramente la cerchia stretta dei miei familiari più cari, non mi sgomenta affatto, anzi, ci sono momenti in cui mi sembra di varcare con il mio spirito la soglia dell'eternità. Non abbiate dubbi, la vita oltre la tomba esiste veramente!
Noi cristiani non possiamo e non dobbiamo fermarci alla morte, dobbiamo avere una fede forte nella vita eterna, in quel dies natalis a cui anelavano i primi cristiani per poter incontrare nuovamente Gesù. 
Mai come adesso sono certa che oltre questa vita ce n'è un'altra, meravigliosa, che ci attende... che vale la pena vivere tutti i propri venerdì santi personali perchè questa vita presente, così bella, è il preludio di quella eterna!
L'amore è più forte della morte. I legami d'affetto terreni non si spezzano, ma continuano a vivere più forti che mai. Cambiano semplicemente impostazione... Ma quanto è bello e meraviglioso, vivere quest'esperienza! Anche perché, se uno non si tormenta, crogiolandosi nel lutto, seppur doloroso, Dio può permettere anche che non s'interrompa quel contatto fisico che, in teoria, con la morte si spezza per sempre...
Abbiate fede, la vita cambia, non ci è tolta.... Quindi, affrettiamoci a convertirci per essere degni di comparire alla Sua presenza...
No, Signore, non ho più paura della morte...

venerdì 15 aprile 2011

Siamo nati per l'eternità

Esperienza dura quella della morte che prova profondamente la fede di una persona. Avvenuto il trapasso si ripercorre con accenti dolorosi il Calvario della persona amata e inevitabilmente si medita sulla fragilità umana. Si ci domanda se avrà sofferto, se in quel momento era cosciente.... Le fondamenta della fede tremano e se la casa è costruita sulla roccia, ecco che essa rimane in piedi. Ma poi ci si apre alla luce di Cristo che ha insegnato a credere che la morte è solo un passaggio, forse molto stretto, eppur necessario e sente che l'anima che ha lasciato quel corpo, ora, ha abbandonato il suo Calvario ed anela solamente a raggiungere la luce di Dio. Coloro che stanno accanto a quel corpo senza vita sentono la pace e la presenza tangibile di quella persona cara che ha varcato le porte dell'eternità. Allora anche i loro cuori vorrebbero immergersi nell'eternità perché si accorgono che siamo creati solo per quella, per vivere in comunione piena con Dio.
Mi consola anche il pensiero che papà sia ancora in Purgatorio perché le anime sono visitate dalla Madonna che dà loro consolazione.
Ciò che le anime dei nostri cari trapassati desiderano da noi, sono delle S. Messe, ma soprattutto una vera conversione, desiderano che i nostri cuori comprendano che l'essenziale è ricercare il Regno di Dio.