venerdì 27 maggio 2011

Il linguaggio della fede

L'amore verso una persona si esprime pure con i gesti. Se io dicessi a qualcuno di volergli bene e poi, in concreto lo picchiassi senz'alcuna ragione, non gli dimostrerei di certo quel grande amore che asserisco di avere. Decisamente, i gesti sottolineano le parole e i concetti se non in talune volte, li sostituiscono totalmente. Anche la fede ha il suo linguaggio che dovrebbe essere quello dell'amore. Di fronte ad una persona ragguardevole si usano tanti accorgimenti per dimostrarle che la teniamo in considerazione e che per noi è importante.
Tempo fa ho ascoltato a tale proposito una trasmissione su Radio Maria.
Certo, non bisogna osservare tali regole rigidamente, tanto meno per giudicare l'altro. Tuttavia hanno una certa valenza. La trasmissione radiofonica affermava con forza che l'atteggiamento dell'adorazione è stare in ginocchio e che bisognerebbe rispettare quanto più si può l'alternarsi dello stare in ginocchio, in piedi e seduti durante la Messa, perché la posizione che assume il fedele ha un significato importante.  Faceva notare inoltre che sarebbe bene, stare in ginocchio durante la Consacrazione, o almeno in piedi, ma, evitare di stare seduti.
A volte si fa per abitudine, ma è importante risvegliare in quel momento il proprio sentimento d'amore e di fede.
Se non facciamo la genuflessione o ci mettiamo seduti per pigrizia e non tanto per non -  fede, non facciamo altro che evidenziare che diamo la priorità al nostro io e non a Dio.
Nel mio cuore è scolpita l'esperienza di una ragazza, approvata dalla Chiesa, divulgata con l'imprimatur, della visione dell'anima dannata di una sua amica. Tra tante altre cose, l'anima dannata disse che non curava più la genuflessione perché in realtà, non credeva più in Gesù Sacramentato. 

Non a caso questo Papa sta cercando di ripristinare il modo di ricevere la Comunione: in bocca e in ginocchio. E' vero che tante volte la testa quando si hanno atteggiamenti anche seri, può vagare... ma vi dico una mia piccola esperienza. Una volta, il venerdì santo, tutte le persone davanti a me, adoravano la Croce con un bacio solo, senza genuflettersi. Ho sentito che il mio spirito adorava Dio e si genufletteva davanti al Crocifisso. Se fossi stata sul Golgota avrei abbracciato quel legno, mi sarei fatta inondare del suo sangue. Così, ho trovato naturale spezzare la lunga fila di non - genuflessioni e la mia genuflessione è stata espressione di ciò che avevo nel mio cuore.

Riguardo anche al fatto di ricevere la Comunione in piedi ho qualche perplessità... rimedio stando in ginocchio dopo... Anche su questo vorrei affidarvi una mia piccola esperienza. L'estate del 2010, mia mamma mi ha domandato se potevo tagliare le unghie a mio padre. Mi sono ritrovata in ginocchio davanti a lui. Non è che mi sono messa in ginocchio per adorarlo come avrei fatto dopo la Comunione... mi ci sono ritrovata eppure questo mio atteggiamento ha richiamato fortemente un ricordo di devozione filiale e ringraziamento. Quante volte da piccola lui mi ha accudito e mi ha tagliato le unghie dopo che mi era volato dalle mani il tagliaunghie mentre cercavo invano di farlo da sola... Di fronte al suo dolore dovevo inginocchiarmi... Mio padre era un uomo... figurarsi cosa dovremmo fare nei confronti di Dio! Invece... come tanti soldatini, in piedi, andiamo a ricevere la Comunione...

giovedì 26 maggio 2011

Sindel, lo zingaro di Carlo Sgorlon

Mi è sempre piaciuto leggere... avevo la fama di divorare i libri... Infatti pensarono di darmi un premio quando, non so cosa mi saltò in mente, riuscii a leggere i Malavoglia di Verga, in soli tre giorni!!!Nell'anno propedeutico di quinta magistrale, lessi in un solo boccone "Il vento nel vigneto" di Carlo Sgorlon, libro che ci fece leggere l'insegnante d'italiano. Me la rivedo davanti, magra, poco più alta di me, con quegli occhietti castani sfuggenti, parlare questo Sgooorlooon. Quando parla va di Carlo Sgooorlooon, gli occhietti si illuminavano d'immenso quasi come quando parlava di "Roooma, città aperta", di "Ladri di bicicletta" e di De Sssica... Quando non c'erano le "o" da triplicare, c'erano le "S"... Sgooorlooon non era altro che Carlo Sgorlon, lo scrittore friulano. Di lui ho letto anche "Il calderas", romanzo su cui riflettere... soprattutto in questi tempi così diffidenti, rasentanti il razzismo. In una cittadina slava, Novigora, si scatenò una moria di cui dapprima non si conoscevano le cause. Il sospetto, dettato per lo più da pregiudizi, cade, superstiziosamente, sugli zingari accampati nei pressi della cittadina. Il virus sospetto, che poi si rivelòcome un avvelenamento del pane da parte di un'erba, la segale cornuta, penetrò anche tra i nomadi. Vissalòm, un uomo anziano, portò con sé Sindel, un bimbo scampato alla sciagura, rimasto, però, orfano. Vissalòm voleva fuggire dalla guerra che incombeva sull'Europa e recarsi in Italia, patria del sole e della fratellanza. Riuscirono a varcare il confine dell'impero Asburgico, a fatica. I gagé, ovvero il popolo "non-nomade", stavano cominciando ad imporre le loro leggi pure agli zingari che fino ad allora non avevano avuto mai costrizioni in qualità di popolo nomade e privo di una patria specifica.
Gli Austriaci li fecero passare dopo aver loro diretto parole arroganti e facendo loro notare che non sarebbero più potuti entrare nell'Impero Asburgico. Vissalòm ebbe un attimo di esitazione perché intuì che non avrebbe più varcato il confine dell'Impero entro il quale ha vissuto gli anni della sua vita. A Sindel non fu detto della morte dei suoi genitori e gli si fece intuire che la fuga aveva come obiettivo principale portarsi il più possibile lontano dalla guerra (la I° guerra mondiale) e che lungo il cammino li avrebbe incontrati nuovametùnte. Sindel era curioso e intelligente: voleva sapere tutto sul suo popolo, ma ritiene di doversi discostare da esso per quanto riguarda l'ignoranza. Imparò a leggere e a scrivere, avrebbe voluto farsi portavoce del suo popolo.
I due nomadi fermarono il loro wurdon, carrozzone, presso Fajet, un paesino friulano, dove svolgono mestieri manuali, utili alla comunità. Vissalòm morì e Sindel decise di fermarsi definitivamente a Fajet. Purtroppo accadde che la storia del pane si ripeté con il vino. Sindel venne visto da un uomo mentre beveva del vino e, quindi viene accusato da questo di veneficio. Sindel temeva la prigione, così contraria alle sue origini di nomade, e decise di fuggire, ma, una notte, fu visto dal vecchio che, riconoscendolo, lo aggredì. L'accusatore aveva una bicicletta ed era ubriaco fradicio. Sindel si difese e, nella collutazione il vecchio cadde. Si rialzò subito e Sindel riuscì a fuggire. Venne però acciuffato dalla polizia e, la cosa che temeva di più si avverò: venne gettato in prigione. In questo episodio hanno trovato corpo le mie riflessioni. Sindel era un nomade, abituato a non fermarsi mai, temeva i luoghi chiusi. Agli inizi gli sembrava d'impazzire ma poi comprese che un uomo poteva essere libero anche in un carcere. Sviluppò la sua dimensione interiore e riuscì ad accettare una condizione che, tempo fa, lo turbava enormemente. 
Forse Sindel aveva trovato un modo di evadere da una situazione altrimenti insostenibile, sviluppando la sua interiorità.
Anche noi dobbiamo riuscire a sviluppare il nostro mondo interiore nella fede in Dio, in modo che la realtà si trasfiguri.

martedì 24 maggio 2011

La morte? un capolinea?


Ma no! La morte non può essere un capolinea! Non è nemmeno un punto di arrivo; esso è il punto di partenza di una nuova vita, una vita immersa nella presenza di Dio. L'impostazione di questa vita dipende dal sapere dove andiamo. Sapere dove si va è fondamentale! La morte dei nostri cari al di là del nostro dolore umano, dovrebbe stimolarci ad affrettarci ad entrare nel luogo del riposo! E non inasprirci e gettarci nella disperazione più assoluta. Eloquenti le parole di Mario Filippo Bagliani riguardo alla sua morte: "Non pensate alla mia morte come ad una fine, ma ad un inizio, l'inizio di una nuova vita!"

lunedì 23 maggio 2011

L'uomo comunica anche con il suo corpo

Come spesso ho già detto, l'uomo comunica con tutto se stesso, con la sua gestualità e il suo modo di porsi... spesso anche come starnutisce e tossisce! Chiaro che non posso di certo reprimere lo starnuto! Ma se lo rende più esplosivo per un motivo o per l'altro, è perché si vuole porre all'attenzione dell'altro! Niente da fare! L'uomo è un essere emozionale!

Elena, la bambina dimenticata nell'auto

Fa scalpore la morte di Elena, 2 anni appena, dimenticata nell'auto per cinque ore in un parcheggio rovente di Teramo. Non è la prima volta. 
Si è consumato un dramma che è di tutta la famiglia... Chissà che sensi di colpa ha il padre!

Questo fatto induce a riflettere sui ritmi della vita moderna che stordiscono l'uomo con la sua frenesia.

Creano vuoti di memoria che, in taluni casi possono trasformarsi in veri e propri omicidi. L'uomo non ha più tempo per riflettere su se stesso, di mettersi a tavolino e parlarsi francamente. Non si è più capaci, appunto, di dialogare! Ciò fa comprendere benissimo come tanta gente smarrisce il senso della vita e rimane svuotata dei valori più importanti. Tutto è un frenetico andare e venire e, quando subentra qualcosa che a maggior ragione ferma la corsa, ecco che l'uomo, senza fede rimane disorientato, preso alla sprovvista.
Una malattia... un lutto... arrestano la corsa, svuotano di senso quell'operare frenetico, perché, finché si sta bene, si possono sorbire i frutti, ma quando il corpo o la psiche non è in grado, non abbiamo più risposte.

domenica 22 maggio 2011

Le sette sataniche

L'Avvenire, giornale cattolico, nel 2006, lamentava un diffondersi allarmante, anche a Roma, delle sette sataniche. Ma che cosa ci trovano? Non saprei rispondere chiaramente, ma ho riflettuto sul fenomeno lungamente. C'è gente che compie le opere di satana pur non facendo parte di alcuna setta. Viene attirato tramite il peccato, per essere poi gettato definitivamente nella voragine, una voragine senza fondo che spinge ad uccidere, ad abbruttirsi maggiormente con il peccato.
Ma questi sono i "pesci piccoli", coloro che diventano schiavi senza saperlo, non pensano di servire il male divinizzandolo, anche se poi, in concreto lo fanno: schiavi di satana inconsapevoli.
Satana è una presenza tangibile, rumorosa e spaventosa. Coloro che stanno ai vertici di queste sette, credono fermamente in lui... Ma credere nel demonio vuol dire credere anche in Dio. Quando, infatti, il demonio si manifesta con i suoi rumori, in modo così evidente non è difficile giungere a credere nella presenza di Dio. Tanto che ha pensato bene, in questo mondo ateo e di cristiani disorientati, di agire in modo silenzioso e subdolo, facendo credere che è solamente invenzione di qualche prete retrogrado o di qualche cattolico che crede alle favole. 
Se esiste il male, infatti, deve esserci anche il bene! Quindi, coloro che stanno al vertice delle sette, sanno che esiste Dio! Durante un esorcismo fatto da Gesù, narrato nel Vangelo, il demonio, uscendo dalla persona, afferma di conoscere Gesù come Figlio di Dio.
Perché scelgono tali sette, non saprei! Purtroppo ai vertici stanno persone importanti, quali politici, attori avvocati, medici. Non si sa se sono giunti al potere perché si sono consacrati a satana. Egli, infatti promette potere, carriera, successo, salute.
Non è affatto gente malata come tanti pensano o dicono, tanto da spiegarsi un fatto straordinario e raccapricciante. E' gente che si è venduta consapevolmente al demonio, intelligente... e meno male che non sappiamo chi è implicato. Una ragazza che si è chiamata Michela, uno pseudonimo per coprire la sua vera identità, ha raccontato la sua storia. Ha affidato i ricordi che le facevano più male a delle pagine bianche poi pubblicate, smentite da tanti satanisti... Potevate avere dubbi? Il demonio è padre della menzogna. La ragazza era stata mandata dai capi ad uccidere Chiara Amirante, fondatrice della comunità "Nuovi Orizzonti" che opera a Roma, presso la stazione Termini. Dava loro tanto fastidio, visto il bene che fa. La ragazza, però, dopo tale incontro, si convertì.
Ha affermato che in queste sette, purtroppo, fanno parte persone di spicco, molto importanti! Ciò che fanno in queste sette è orribile! Tutto si basa sul sesso, soprattutto sui bambini, vittime innocenti che ne usciranno segnati per sempre (se ne escono). Satana, infatti, sa bene che chi è pedofilo e violenta, ha subito la medesima cosa da piccolo! Negli Stati Uniti questo fenomeno è molto più espanso, ma pure in Italia ha vari esponenti. Compiono sacrifici umani, estraggono i feti dal seno delle proprie madri, oppure le fanno partorire normalmente e poi sacrificano i bambini, violentandoli e, poi, facendoli a pezzi...Vivi! E' chiaro che il demonio si scarica principalmente sull'innocenza dei bambini e sull'atto "creativo", di dare vita della donna. Terribile! Si racconta di tanti medici e ostetriche sataniste che consacrano i bambini sul nascere....
Un fatto accaduto negli Stati Uniti d'America è particolarmente eloquente. Si racconta di un tizio, oltretutto con un cognome di origine italiana, che, finito in prigione, ha confessato di far parte di una setta satanica e che ne sarebbe voluto uscire. Incredibile il resto... Quando la polizia cominciò le indagini e quindi gl' interrogatori, tutti coloro che potevano testimoniare credibilmente, subirono vari incidenti mortali: alcuni persero la vita uccisi da un proiettile di pistola, un altro fu trovato morto (32 anni) in seguito ad un attacco di diabete, episodio decisivo che fece arenare tutte le indagini della polizia....
Il problema è sottovalutato purtroppo pure da molti preti, tanto che i veri esorcisti stanno ormai scomparendo dalla circolazione. Pensano siano cose antiquate, tradizioni di moralisti che volevano spaventare i loro bambini per indurli al bene... Non è così.... Satana agisce indisturbato anche fuori dalle sette: i numerosi aborti ne sono un testimonio. Sacrifici umani, di bambini.... di vite umane, perpetrati fuori dalle sette... ma che importa a satana se comunque raggiunge il suo scopo? I giovani vogliono essere anticonformisti, uscire dalla noia del quotidiano che non riescono più a superare perché diventati troppo fragili, senza fede né ideali, si gettano a capofitto attirati dalla curiosità, in queste sette... e ne rimangono intrappolati...
Oppure sono spinti da una forza occulta perché forse nella loro famiglia hanno qualche dannato....
In effetti le cause possono essere molteplici.
Dal giornale del Riformista è stato, inoltre, scritto un articolo riguardo alla Comunione in mano. Riporto il brano originale:

Che per le sette sataniche «il permesso ai fedeli di ricevere la comunione sulla mano ha rappresentato un punto di svolta» è cosa facilmente credibile.
Lo scrive Michela - il nome è volutamente inventato per mantenere l'anonimato dell'autrice - nell'affascinante quanto terribile racconto (a ruba nelle librerie) edito da Piemme, "Fuggita da Satana. La mia lotta per scappare dall'inferno" (165 pagine, 10 euro), ed è logico comprendere come per coloro che intendano impossessarsi della sacra ostia per profanarla, questa sia più facilmente trafugabile se la si riceve sulla mano che non direttamente in bocca. Ma che dietro questa scelta, divenuta prassi

in Italia nel 1989, ci sia lo zampino di Satana è cosa più discutibile anche se, per chi ha fede, non del tutto peregrina.

Vengono in mente le parole di Paolo VI inerenti quel fumo di Satana che si sarebbe insinuato nella Chiesa. Viene in mente il pronunciamento (spesso disatteso) dello stesso papa Montini nel 1969 a favore della comunione sulla lingua con qualche rara eccezione concessa esclusivamente in quei paesi (sostanzialmente l'Olanda e il Belgio) dove l'uso della distribuzione sulla mano era già in uso.

E viene in mente quell'ostinata e tenace battaglia mossa dal cardinale Siri contro la comunione sulla mano, battaglia che consentì alla Cei di non cambiare la prassi in auge da sempre della comunione sulla lingua, almeno fino a quel - per alcuni - famigerato 15-19 maggio 1989, quando, proprio pochi giorni dopo la scomparsa dell'ex arcivescovo di Genova (morì il 2 del mese), l'assemblea generale dei vescovi italiani, con un solo voto di scarto e «approfittando» dell'assenza di molti presuli, cambiò le regole e concesse che nelle diocesi italiane chi voleva potesse ricevere la comunione sulla mano.

Un cambiamento notevole, che secondo alcuni andrebbe addirittura contro un'istituzione apostolica della comunione sulla lingua - san Tommaso, nona caso, parlava di una consuetudine «antica come la Chiesa» -, il tutto, si dice, per assecondare una prassi propria delle eresie ariane, nestoriane e pelagiane, ripresa poi nel mondo protestante e diffusa largamente in alcuni circoli cattolici olandesi dai quali, tra l'altro, è uscito quel «catechismo olandese» poi giudicato come eretico.

Satana ha fatto ancor meglio. Fa credere che prenderla in bocca sia la stessa cosa: si può togliere dalla bocca... Non è così. E' terribile come satana si stia infiltrando nella Chiesa, con richieste che sembrano un bene, ma bene non è....


sabato 21 maggio 2011

Gli scandali nella Chiesa

Proprio a Genova, nella mia città, il più grande scandalo della Chiesa Italiana. E' lecito domandarsi come sia potuto accadere, come può un prete condurre una vita così moralmente bassa... Comprendo pienamente le parole del Cardinal Bagnasco, parole così accorate. Fa male sentire che satana s'infiltra nella Chiesa colpendola al cuore. Don Seppia stava fuori tutta la notte e poi dormiva fino a tarda mattinata. Lui che poteva chiamare Gesù dal Cielo, non sentiva il bisogno di celebrare l'Eucarestia.
Molti si sono scandalizzati del segno satanico che il prete aveva inciso sulla schiena, ma, in realtà tutta la sua vita testimoniava la sua appartenenza a satana! Il saluto tipicamente rivolto nell'ambito delle sette e il segno inciso sulla schiena, non facevano altro che confermare, come fosse un sigillo, ciò che lui viveva.
Com'è possibile? Mi ritornano in mente certe frasi. Sicuramente la notizia mi ha fatto male, come se mi avessero amputato una mano, prima come facente parte della Chiesa, poi come nativa di Genova. Capisco pienamente lo sgomento del Cardinal Bagnasco, considerando poi che lui è l'Arcivescovo della città, oltre che esserne nativo. Eppure, dopo questo dolore e il commento a freddo (che orrore!) mi rimane un vuoto dentro il cuore e affermo che la responsabilità è un po' di tutti noi.
E' chiaro dalle testimonianze che don Seppia, fin dall'inizio del suo sacerdozio, acconsentiva ad una vita lassista, più da laico che da prete. Ha cominciato ad acconsentire alle sue passioni e inclinazioni, fino ad appartenere totalmente a satana giungendo persino a divinizzarlo. Tutta l'attività di satana si fonda sui vizi di cui è accusato il "prete", mancano solamente i sacrifici umani tipici delle sette.

Dovevamo pregare prima, sacrificarci per la Chiesa e i suoi sacerdoti. Interessante notare la furbizia di satana. Non è da escludere che questo "prete" appartenesse già a satana, il cui impegno principale è contrastare la Chiesa, gettare fango e scandalo, colpendola al cuore, insinuando dubbi e incertezze.

Si ci domanda: ma come può non essersi accorta la Chiesa? Satana è persino capace di far trovare successo anche nella Chiesa, avanzare nella sua gerarchia, senza nemmeno trovare più di tanto intoppi! Egli, infatti, ai suoi adepti, promette successo, lavoro...pure felicità... ma non la pace!
Le vere vocazioni sono quelle veramente provate in tutti i campi e che, nonostante tutto si mantengono fedeli. Dio lavora in queste anime, sradicandole dalla terra, per immergerne il cuore nell'azzurro del suo cielo.
Quasi tutti i santi sono stati provati nella loro vocazione: santa Teresina di Lisieux; Edith Stein ("il convento non è luogo di rifugio per gli ebrei", così le si erano rivolti i superiori); santa Bertilla Boscardin ("la Congregazione non sa che farsene di te"); santa Bernadette Soubirou ("finge di stare male"); suor Maria Pierina De Micheli, diventata poi delegata della Madre Generale della Sua Congregazione ("non sappiamo che farcene, non ha salute!")
E sono proprio questi (e ce ne sono tantissimi altri) che "scartati" quasi dai superiori, hanno dato gloria alla Chiesa!
Ed è ancor più furbo satana a colpire i punti focali della Chiesa: Genova, Milano...Roma! Interessante, davvero!

Maria, donna libera

Maria è stata capace di dialogo con Dio perché era fondamentalmente una donna libera. Non aveva alcun timore di concretizzare il progetto di Dio, sebbene esso la compromettesse totalmente. E' lo slogan di Giovanni Paolo II: "Non abbiate paura". Se non fosse stata libera, Maria non avrebbe potuto accettare la maternità.

Dove il tempo non c'è..

Dimmi, Anima mia, cosa stai pensando? Il tuo spirito trasportato nel tempo, quando il mare s'infrangeva sugli scogli ed ostentava il suo nitido orizzonte fra lo stupore di nuvole che correvano o stavano incerte scrutando i monti, così statici, sembravano desiderosi di raccontare qualche storia, storie arcane, intrecci di vita, di gioie e dolori, di pace e di guerra.... E il vento stava a sentire... sfiorando le storie rotolando sulle parole, mentre il buio calava, indeciso e sofferto, felice di giocare con i sentimenti. Il tempo scompariva dietro il sipario delle fantasie che scuotevano il cuore e vibravano come foglie sui rami scosse dal vento...

Maria c'insegna a dialogare con Dio

Maria c'insegna a dialogare con Dio, soprattutto nel momento dell'Annunciazione e della Croce. Al saluto dell'Angelo Ella comprende pienamente la Sua condizione di creatura e nello stesso tempo, sonda gli abissi della misericordia di Dio. Maria non si ferma al "non sono degna", ma accetta l'amore di Dio e l'accoglie nel suo cuore.
Quando l'anima scopre la misericordia di Dio, prova un miscuglio di stupore, gioia e timore. E' meraviglioso quando l'immensità di Dio si china sull'imperfezione di un uomo o di una donna.