giovedì 19 maggio 2011

Far sentire al fratello che gli si vuole bene

E' importantissimo far sentire al proprio fratello di amarlo per renderlo capace di amore. Solo chi sa ricevere amore sa anche darlo... Nel campo dell'educazione è fondamentale far comprendere al giovane che è amato. Solamente così lo si potrà condurre per le strade del bene.

L'amore di Dio santifica

Se pensiamo che siano tutti i nostri sforzi che mettiamo nel migliorarci a farci santi, ci sbagliamo di grosso. Nessuno di noi può dirsi perfetto. "A chi è stato perdonato molto, molto ama". Chi sa infatti che gli è stato perdonato, apre il suo cuore alla gratitudine e quindi all'amore. Semplicemente, si sente amato e quindi tenderà ad amare gli altri. Un cuore, che non ha mai conosciuto l'amore, difficilmente riuscirà a donarlo agli altri. E' la misericordia di Dio che santifica l'anima, non è la somma di tanti atti perfetti e meritevoli di lode.

mercoledì 18 maggio 2011

Nel Cuore di Maria

Entrare nel cuore di Maria significa entrare nell'intimità con Dio, imparare a pregare, a meditare, a stare in silenzio, ad amare.
Perché temere se si ha come Madre, Maria? Ella è la Madre che pazientemente ascolta, asciuga le lacrime e ti consola. Reclina il capo sul cuore di Maria, ascolta il suo battito. Il Suo Cuore Immacolato, ardente d'amore, trasformerà le tue colpe e le presenterà al Cuore di Gesù. Gesù non negherà nulla alla Sua cara Madre e così come un tempo mutò l'acqua in vino, brucerà tutte le nostre colpe. Stando nel Cuore di Maria s' impara a stare in preghiera. nella sua stanza Maria meditava ed ascoltava la Parola di Dio; ecco che un angelo, mandato da Dio, entrò e le rivolse un saluto che la sconvolse perché di tipo messianico: "Rallegrati, Maria".
Il cuore di Maria, turbato, si pose in ascolto ed infine accettò la sua missione di Madre di Dio e dell'Umanità.
Accolse il Verbo di Dio con umiltà, nel silenzio del suo cuore, senza ragionare sulle difficoltà che ne sarebbero derivate, si getto a capofitto nell'adempimento del progetto di Dio.
Quale esempio di fede e di umiltà! Chiediamole di assomigliare a lei, che diventi davvero nostra Madre....

martedì 17 maggio 2011

Il vero amore...non è nell'individualismo

E' arduo perdonarsi alcuni sbagli! In psicologia si parla di accettazione di se stessi, di autostima... Ma... un'altra contraddizione: più si parla di autostima, più l'uomo sembra andare alla deriva sballottato dalle onde delle sue passioni che, mugghiando, lo portano sempre più lontano, senz'alcun punto di riferimento. Infatti l'amore umano, anche verso la propria persona, non è capace di massima espressione, cioè del perdono illimitato. Bisogna, perciò, lasciarsi amare da Dio. Solo Lui è la massima espressione dell'amore, del perdono illimitato. Rientriamo in noi stessi, ma lasciamo il posto vuoto per Dio, affinché si sieda accanto a noi e ci leghi saldamente, riconciliandoci con il nostro "io", quello che non vorremmo ma che è la nostra realtà. Lasciamoci amare da Dio, così come siamo. Non siamo un individuo nemmeno per noi stessi! Un giorno, in una di quelle presentazioni di power point, vi erano delle riflessioni sulla concezione moderna dell'amore rispetto a quella del passato. Una di queste frasi che mi è rimasta impressa è questa: l'amore adesso è più autentico rispetto al passato perché è l'unione di due individui ben distinti, mentre in passato era una dipendenza reciproca. Riflessione assai enigmatica e non del tutto autentica. In passato la donna si occupava prettamente della famiglia, ma ha dimostrato di saper assumersi l'impegno del lavoro in caso di necessità, forse lavori umili (come l'intendiamo noi) e non da manager. 
Le mamme erano capaci di sacrificio e, questo, non voleva dire annientarsi, ma sublimare quella oblatività insita nella donna.
E' vero che san Paolo aveva scritto che le donne dovevano sottomettersi ai loro mariti, ma ha anche aggiunto che i mariti dovevano rispettare le loro mogli. Sembra naturale a noi, ma non in una società dei tempi di san Paolo in cui la donna valeva nulla ed era usata davvero come un oggetto. Nella psicologia l'individuo è rappresentato come un cerchio. Com'è possibile unire i due cerchi?Rimarranno tali e quali, separati senz'alcun punto d'incontro, chiusi nel loro mondo. Sono d'accordo nell'affermare che due persone non devono dipendere affettivamente l'una dall'altra e quindi che devono trovare un proprio equilibrio interiore che nemmeno una solitudine forzata possa scalfire... Non è giusta in alcun caso la dipendenza psicologica.L'uomo e la donna sono indipendenti solamente economicamente e tutti e due rimangono due linee cure ben chiuse, senza possibilità di potersi unire. L'amore non fa perdere l'identità di una persona!
Nella comprensione di questo, possiamo prendere spunto dalla costruzione di un puzzle. Tutti i tasselli vanno incastrati uno con l'altro: nessun tassello è più importante degli altri, ma è essenziale affinché il puzzle sia completo senza mancare di nulla. Se ne mancasse uno, nessuno potrebbe prenderne il posto, esso rimane vuoto e tutto il puzzle perderebbe la sua bellezza ed eleganza. Vanno ad incastro! Talune volte dobbiamo far spazio per accogliere l'altro, tal'altre dobbiamo prevalere e farci accogliere dal prossimo... Ma l'individualismo non genera mai l'amore, al contrario, egocentrismo.

lunedì 16 maggio 2011

Dialogo con se stessi

Sembra strano ma il dialogo più difficile è con se stessi, soprattutto al giorno d'oggi. Difficilmente si trova il tempo di stare con se stessi, si ha timore di conoscere alcune cose. La vita è piena di rumori e in mezzo al caos, non si può riflettere. E' un mare che travolge tutto con il suo impeto.
E' opportuno mettersi a tavolino, con il nostro "io" davanti, quello autentico e non quello che vorremmo e che spesso raccontiamo agli altri e chiedergli: "Raccontami la tua storia, quella vera, senza maschere di sorta, le tue aspettative ma pure i tuoi fallimenti che bruciano nel tuo cuore come vampe".
Il dialogo esige la verità. E dopo aver ascoltato la sua storia, interloquisci con il tuo "io" esponendogli il punto in cui vorresti arrivare, accettando però i suoi limiti e tracciando un cammino adatto e graduale. C'è un ma....Deve avvenire ciò che accade nella Trinità: deve esserci un'altra persona che leghi, senza la quale è quai impossibile vedersi in modo sereno...  questa Persona è Gesù. Non possiamo compiere l'introspezione da soli. Egli c'insegna ad amarci.

domenica 15 maggio 2011

Il vento del dialogo

Oserei dire che in ogni settore non si parla altro che di dialogo: nella famiglia, nella politica, nella società, nella Chiesa... ma poi, concretamente, siamo più incapaci di dialogo di qualsiasi altro. Scaturiscono azioni violente e despote, incapacità di accettare l'altro nella sua interezza, facendo prevalere l'individualismo e i propri bisogni, con effetti disastrosi: sfaldamento delle famiglie, indifferenza.
Come ho già fatto notare, la mentalità di un popolo, o addirittura mondiale, emerge in seguito ad alcuni eventi storici che hanno scosso interi popoli.
L'Italia e tutta l'Europa usciva da un periodo scuro, privo di libertà e di diritti, nel quale si poteva morire per una sola parola o per pura fatalità dovuta magari all'umore di quel soldato. E' naturale che, cascati il nazismo e il fascismo e, in qualche nazione, il comunismo, l'Europa si sia aperta al dialogo e abbia fatto di esso il suo slogan principale.
Ironia della sorte, il dialogo è diventato la cosa più difficile da concretizzare, a cominciare da quello con se stessi, poi nelle famiglie, infine nella società intera.
Ecco allora, che appaiono come funghi gli psicologi, persone addette all'ascolto. Ebbene, non si riesce a parlare con i propri familiari, quindi si va da una persona addetta all'ascolto, che non può dire di no, perché l'inchioda uno stipendio. Forse, mentre il paziente parla delle sue paturnie, lo psicologo pensa alla squadra del cuore o al prossimo sciopero da fare, però il paziente si è sfogato.

Qualcuno intende come dialogo la capacità di lasciare l'opinione per abbracciare quella dell'altro....Non è propriamente così, allora tutti non avremmo ideali e valori...

Dopo la seconda guerra mondiale è anche vero che il mondo intero è stato percorso dal brivido della ripresa e quindi del boom economico. Anni '60...La concezione della famiglia viene stravolta dal femminismo, giustamente per alcuni versi, per altri no, perché ha avviato una vera e propria cultura della morte.
Il benessere e la libertà hanno travolto il concetto di sacrificio, gettandolo nel dimenticatoio e hanno spinto l'uomo a combattere con sempre più forza, ogni forma di sofferenza. Battaglia impossibile, giacché l'uomo nasce nella sofferenza! Sacrificio ed umiltà sono stati sepolti per sempre, oppure ostentati nel mitico museo della mentalità del passato come dinosauri imbalsamati ma ormai estinti.
Ma... ops.... ecco la più grande contraddizione! Il dialogo non può reggersi senza umiltà e sacrificio!

Al mio caro papà


Ho composto questo video in ricordo di mio papà... Alcune foto mi toccano il cuore. Sono state scattate recentemente. Il suo Calvario vero e proprio è cominciato il 15 ottobre (onomastico di mia nonna paterna) 2008....

La cultura dell'efficientismo


Alcuni periodi della storia hanno assunto una caratteristica particolare che hanno dato loro il nome: ad esempio il Rinascimento, l'Illuminismo....

Nascono in seguito ad eventi storici che hanno segnato profondamente la mentalità e il pensiero dell'uomo. Il pensiero dell'uomo, tuttavia, può determinare alcuni eventi storici, o almeno esserne causa indiretta. L'arte è l'espressione più intrinseca del pensiero dell'uomo. Interpretare l'età in cui viviamo non è così facile, tuttavia nemmeno impossibile. Essa, pur nella sua confusione sta mostrando i suoi tratti principali. E' l'era della tecnologia. Nel settore terziario si è sviluppata, in modo più consistente, l'informatica. Tutto è a portata di un clic. Oltre che ad essere un calcolatore elettronico, il computer è diventato un mezzo di comunicazione e di informazione. Per fare una ricerca scolastica, non c'è più bisogno di andare nelle biblioteche, basta andare su internet (anche se le informazioni vanno selezionate e vagliate) e il gioco è fatto.
Poi ci sono i telefoni cellulari che hanno la funzione di computer. Con essi posso comunicare con chiunque subito. E' l'era della comunicazione mediatica. Saper comunicare è un'arte vera e propria che coinvolge l'uomo totalmente. Quella di oggi non è una comunicazione diretta, è mediatica. Tutti i mezzi mediatici possono provocare dipendenza e favorire una fuga psicologica dalla realtà.

lunedì 9 maggio 2011

La riparazione e la purificazione

Il peccato non è mai personale ma collettivo. Il peccato personale crea nelle varie comunità e, quindi anche nella società, effetti disastrosi. Anche la più piccola noncuranza, si può mutare in una mancanza grave con ripercussioni spaventose che nemmeno immagineremmo. Dico questo non per voler spaventare qualcuno, ma per indurre a riflettere prima di compiere qualsiasi azione, anche la più banale che sembra non ledere nessuno. Ad esempio può accadere che io mangi una banana per strada e getti la buccia per terra. Apparentemente esso è una trascuratezza ecologica, quindi un peccato strettamente legato all'ambiente. Non è solo così: esso può tramutarsi in un atto di trascuratezza anche nei confronti del porssimo. Qualcuno potrebbe mettere il piede sulla buccia di banana, scivolare e quindi farsi male seriamente... Forse chi si rompe una gamba non ha alcuno che possa accudirlo... con tutte le conseguenze del caso.
Ho accenntato che il peccato è contagioso ed è vero Se ad esempio, abbiamo persone accanto che non sono proprio modello di virtù, è molto più difficile perseverare nel bene. Talvolta il vizio è più contagioso della virtù perché esso produce un benessere fisico immediato, è invitante e piacevole, mentre la virtù è frutto di sacrificio e quindi non è allettante.
Se noi siamo in una comunità di qualsiasi tipo, dobbiamo stare ben attenti: il nostro comportamento contagia gli altri e ne dovremo rendere conto al momento del giudizio. Ecco come il peccato personale può diventare collettivo, senza contare le prese in giro, le formazioni di gang vere e proprie. Il peccato di una persona ha effetto macchia di olio. Da questo si deduce che, in realtà, anche la riparazione diventa collettiva.
E' la purificazione di interi gruppi, religiosi o nazionali,  a causa del loro lassismo o la loro mancanza di carità. La preghiera e la conversione personale possono trattenere la mano di Dio ed ottenere il mitigamento della riparazione, magari convogliandola ad una sola persona generosa. La riparazione deve esserci, l'umanità è fortemente debitrice nei confronti di Dio.

domenica 8 maggio 2011

Il ritorno degli alberi perduti

Riflesso della mentalità moderna è un breve romanzo di Silvano Ambrogio, "Il ritorno degli alberi perduti", rivolto ai giovani. Attraverso la narrazione di una storia fantastica, l'autore tratteggia perfettamente la mentalità odierna e i suoi desideri e paure più profondi.
L'uomo, nel ricercare il benessere, meccanizza tutto, scaccia la natura affermando così di non avere più bisogno di essa. Nei loro discorsi i terrestri allontanano invariabilmente il loro passato e il ricordo della natura che rimane confuso nella loro mente, come un quadro sbiadito e nascosto dietro la crosta del tempo. Il concetto della morte è stato cancellato o allontanato inesorabilmente anche nel termine con cui viene indicata: "non - vita".
Mediamente gli uomini vivono 200 anni scordandosi persino che esiste la morte, pur subendo una sorta di noia che li costringe a vivere lottando contro i sentimenti, soffocati e trattati come malattie con farmaci. Anche il cibo è stato sostituito da pillole aromatiche. Le distanze sono abolite da mezzi di trasporto velocissimi. Tutto ruota attorno al benessere dell'uomo, al salutismo esasperato. Gli uomini hanno disimparato a ridere e lo fanno solamente per dimagrire.
Protagonista di questa storia è Robinia, ragazza che possiede un ricordo vivo e una mordente nostalgia del passato.

Sulla Terra, un giorno, atterrano degli alieni, i Vegeticoli, considerati dai terrestri una popolazione arretrata in quanto legata alla Natura e non alla Scienza, come lo sono loro. I Vegeticoli, apparentemente, sono venuti sulla Terra semplicemente per visitarla, ma hanno una missione segreta da compiere, guidati da Olmo, il loro Capo: sollevare il linoleum che ricopre la superficie della Terra e dimostrare così ai terrestri che non erano riusciti a sopprimere la natura e che essa era pronta ad esplodere con tutta la sua vitalità se solo glielo avessero permesso. Robinia, dopo tante peripezie e contrasti generati dai terrestri, riesce ad incontrarsi con Olmo, e quindi, rafforzare le sue conoscenze sulla natura. Fra i due nasce un amore puro, ostacolato e reso difficile dai terrestri che vedono in esso un pericolo per la loro fede nella Scienza. Tutto è dominato dalla tecnologia: l'uomo non sa più ridere e se lo fa, è solo per la sua salute.

Il romanzo è molto istruttivo ed invita a riflettere sul modo di vivere dell'uomo strettamente correlato alla natura anche nelle cose più sofferte, come possono essere la morte e le emozioni "negative". Esso ci fa notare che eliminando queste, la condizione dell'uomo peggiora; al contrario, chi sa godere degli aspetti imprevedibili della natura stessa, vive in pienezza.