giovedì 9 aprile 2009

Grazie agli Abruzzesi


Mentre ancora si succedono alla televisione immagini strazianti, di gente senza più nulla, privata dell'essenziale e soprattutto degli affetti più cari, la terra continua a tremare senza quasi lasciare il tempo di piangere le proprie vittime.
Non si succedono solo immagini di distruzione, ma anche di persone che sanno vivere con dignità il loro dolore.
Grazie a voi, fratelli italiani che siete stati colpiti da una immane tragedia, per i vostri volti che sanno contenere il grande dolore con straordinaria dignità...Grazie a voi, per il vostro esempio...che pure avreste il diritto di urlare il vostro dolore...

martedì 7 aprile 2009

Dio Onnipotente...


Bollettino drammatico


Il telegiornale continua a snocciolare notizie drammatiche ed il numero dei morti ad aumentare. Cominciano a trapelare le prime esperienze di chi si è salvato...Commento amaro, ma molto profondo della cronista, mentre la televisione presenta immagini di distruzione: "Quando la forza della natura si scatena, ci fa comprendere qual è la nostra realtà"

L'Italia guarda sgomenta il dolore dei suoi figli, di coloro che nel fior fiore degli anni si è dovuto presentare proprio agli inizi di questa settimana di Passione, di fronte a Dio.

Oh Gesù, attraverso le parole del Vangelo scorgo la tua grande umanità, mentre di fronte alla morte del tuo amico Lazzaro scoppi in un pianto dirotto...Anche noi di fronte al dolore di questi nostri fratelli piangiamo impotenti comprendendo che la vita è nelle mani di Dio. Piangiamo, siamo scoppiati in pianto, mentre i vigili del fuoco rovistavano nelle macerie febbrilmente, perché il dolore e la morte fanno comprendere la grandezza della vita, in cerca di qualcuno ancora vivo. Siamo scoppiati in pianto, desiderosi di affondare le mani tra le pietre dei palazzi distrutti e salvare qualche vita.

Oh Gesù, tu hai sperimentato pienamente il dolore umano quando sudasti sangue nell'orto degli ulivi ed il peso dei nostri peccati gravò sì pesantemente sulle tue spalle...Sperimentasti l'abbandno totale da parte di coloro che si professavano tuoi amici...anzi, tuoi discepoli.

Oh Gesù, tu hai spermentato il dolore immenso delle tue carni dilaniate dai flagelli, umiliata dagli sputi, traforata dai chiodi.

Oh Gesù, nonostante questo affiora timidamente una domanda che rimarrà in sospeso, senza alcuna risposta: perché?

Sì, perché se io potrò vivere una Pasqua (almeno fino ad adesso) sotto un tetto, tranquillamente, non mi do pace che, invece, tanti non avranno più nemmeno un tetto sotto il quale dormire...


Mentre chiamo mamma per aver notizie di mio cugino che vive verso le zone terremotate, anch'io ricevo una nostizia drammatica che accresce la mia croce: mio padre sembra che abbia avuto un terzo ictus e questa volta lo sta "menomando" fisicamente. E ' una croce grande, non penso ad altro che a giugno, quando finalmente tornerò a casa per dare sollievo a mia mamma. Nonostante questo, penso che la mia croce sia minore rispetto a quella di chi ha subito il terremoto. Offro anche questo per loro. No, non perdo la speranza, sebbene abbia domandato la grazia della sua guarigione a don Orione, e abbia ottenuto un peggioramento...

lunedì 6 aprile 2009

Ore 3.32


Ore 3.32, mi sembra che la testa giri ed il cuore scoppi. Forse sono io che sto male, ma tutto si muove e non accenna a fermarsi...Accendo la lucetta dell'abat - journ e vedo che l'anta dell'armadio che non avevo chiuso a chiave, si apre lentamente...Mi accorgo che non sono io a stare male, ma è la terra che trema. Scuote la palazzina ritmicamente...E' il terremoto...Mi sembra impossibile che capiti a me..e non sento nemmeno paura. Passa qualche minuto la terra si ferma. Sono scattati tutti gli allarmi delle auto, sento parlare al piano di sotto, scendo anch'io..Noi scherziamo su questo..Ma a me sono venute in mente le zone colpite...Roma non è mai stata l'epicentro ...ragiono così...in quel momento. Tutto si cheta, le macchine smettono di lamentarsi e piomba nuovamente il silenzio della notte. Ore quattro, mi infilo rabbrividendo sotto le coperte. Altra scossa...Mi sembra di nuovo la mia testa...Poi piombo nel sonno che si popola anche di sogni...

Al mattino, verso le 6.30, ecco che vengo a sapere della tragedia. L'Aquila distrutta, famiglie gettate nella disperazione. Mio Dio, viene anche a me da piangere, non posso fare nulla. L'Italia piange nuovamente in lutto i suoi figli. Le immagini che la televisione propone sono drammatiche...Ancora fratelli nel pianto, morti, feriti...Non posso fare nulla...Vorrei essere là...Povera gente...

Andiamo con Lei ai piedi della Croce


Andiamo quindi con Lei, al Calvario e STIAMO ai piedi della Sua croce...

Il libro della Passione del Signore di Anna Emerick, narra i tormenti che il Signore subì. La Madonna assisté alla dolorosissima flagellazione, lo seguì lungo la strada che conduceva al Calvario mentre i soldati dileggiavano il Figlio. Scrivendo questo, mi viene in mente l'obbedienza della Madonna...Non sono madre, ma ho visto la mia che avrebbe donato la sua vita pur di vedermi risparmiata dalla sofferenza. Penso che anche Maria, in quei momenti di angoscia e sofferenza, avrebbe desiderato morire con il Figlio. Sarebbe stato facile provocare la propria morte, ma non lo fece perché la volontà di Dio era un'altra: che la Sua anima fosse trapassata da una spada.

Allora buona Settimana Santa a tutti...ricordando che dopo il Venerdì Santo c'è sempre la Resurrezione!

domenica 5 aprile 2009

Madonna della Guardia


Anche don Orione fu molto devoto della Madonna e la venerava con l'appellativo della Guardia. Chiaro...Ha tanti appellativi ma è la stessa Madonna! Partendo da questo presupposto, l'atmosfera che respirai al Santuario della Guardia non l'ho trovata in alcun altro santuario. Quante volte feci la strada a piedi percorrendo sentieri che serpeggiavano tra il verde degli alberi e dei prati! Ne ho già parlato...Ogni pellegrinaggio mi ha suscitato sentimenti diversi. Ciò che me li ha resi speciali è la preghiera che ha scandito i nostri passi (già perché non ero sola). La mia fede viene alimentata dalle varie testimonianze dei miracoli avvenuti soprattutto a Lourdes, testificati da un'equipe di medici, credenti e non. La recente lettura della vita di Alessandra di Rudinì, mi ha rinfrancato: la sua conversione avvenne a Lourdes. Lei si recò a Lourdes in preda a dubbi che parevano insormontabili..Non ci andò piena di fede, portò i suoi ragionamenti contro la Chiesa, il suo scetticismo, oltre al fallimento che tutti conoscono della sua relazione con D'Annunzio. A Lourdes, di fronte ai suoi occhi avvenne un miracolo: una cieca tornò a vedere. Anche dal suo spirito cadde il velo che opacizzava la sua vista e umilmente riconobbe i suoi sbagli e il suo orgoglio si abbatté, vinto dalla fede che sgorgò come una sorgente tra le rocce. La Madonna è davvero potente...

O uomo...


Oh uomo, piccolo come sei, ti sei presentato sinceramente dinanzi ai tuoi occhi? O ti sei raccontato tante bugie? Chi sei, o uomo? Hai immaginato la tua morte, tu che neghi la verità di Dio? Polvere sei, la tua carne è costretta a diventare polvere, sparsa forse nel vento...Sei contento che di fronte al tuo sguardo ci sia il nulla? Come ti sei spiegato la sofferenza che dilania il tuo corpo o il tuo spirito? Tu, o uomo, che ti sei lasciato scivolare dentro il baratro del tuo non credere, del tuo nulla dopo la morte, non hai mai riflettuto che forse il nulla della tua depressione, del tuo vagare senza senso, è lo stesso burrone del tuo ateismo? Non posso credere che il tuo cuore sia privo di desideri e sia appagato dai mille affari da cui sei sommerso, dalle cose che possiedi. E una domanda affiora chiara e limpida e altrettanto accusatrice: perché vivi?
Non rispondere che vivi solo per il lavoro perché il lavoro non appaga l'uomo totalmente e se giungerai alla vecchiaia anche sano, come riempirai i tuoi giorni? Se non rispondi alle domande fondamentali della tua vita, precipiterai in quell'abisso scuro di cui non scorgi il fondo di depressione e solitudine, così minaccioso...E non dire che non hai timore della morte...non ci credo. Solo chi davvero è distaccato da sé o chi è disperato fin da esserne travolto, non ha paura della morte. Il destino o il fato...o come tu lo vuoi chiamare, potrebbe toglierti tutto ciò che ami di più in questa vita...Le cose e persino le persone non sono e non possono essere i punti fermi della tua vita...

O uomo, se ti accorgerai della tua piccolezza, solo allora, vedrai il baratro che hai di fronte e da cui cerchi di stornare la mente riempendo la vita di vanità e cose fugaci. Ma se il tuo baratro è così profondo, sappi che l'amore di Dio è un abisso di cui non riuscirai a scorgere il fondo. Solo i santi hanno intravisto parte del fondo di quell'abisso e di fronte ad esso hanno compreso che nient'altro possiede valore. L'essenza di Dio è l'amore e ciò che ci tiene in vita è proprio questo.

Sacra Sindone

Rispondo al tuo commento Marco. No, la fede c'era già altrimenti non avrei donato la mia vita in modo totale a Gesù. Voglio dire che non baso la mia fede sulla Sacra Sindone ma sulla storia testata dei Vangeli. Anche se dicessero che la Sindone fosse un falso, la mia fede non verrebbe senz'altro meno. Sai, nel 1998 sono andata a vedere l'ostensione di Essa a Torino...ma dirti che la mia vita spirituale si basi su questo è troppo. La fede è un dono e la presenza di Cristo è soprattutto nell'Eucarestia, cioé dove Gesù ha detto di essere presente ed io ti assicuro ci passo delle ore (non certo di fronte alla Sindone). In ogni modo grazie del commento che non ho rifiutato, dobbiamo essere capaci anche di reggere le critiche se non sono volgari e mi piacerebbe parlare con te...anche se sei anonimo penso di aver visitato il tuo blog su cui hai scritto, se non sbaglio, un post proprio sulla Sindone...Mi piacerebbe scambiare qualche idea, abbi il coraggio di non essere anonimo. Ti ricorderò nelle mie preghiere. Ciao, buona giornata!

sabato 4 aprile 2009

Sacra Sindone


Credere, credere a tutti i costi...alla vita eterna...che Gesù è risorto...Questa vita è solo un specchio di quella eterna. A volte si legge il Vangelo superficialmente, si "crede" al Gesù dei miracoli...si "crede" che Gesù morto in croce. Ma la fede nella risurrezione, fin dove arriva?

No, Signore, so di non credere fino in fondo. Aiutami a credere...Credere vuol dire essere distaccati dalle contingenze della vita e proiettarsi nella dimensione di una vita oltre la morte. Tutto assume una parvenza diversa, la realtà si trasforma, si trasfigura come Gesù sul Tabor, perché si ha la percezione della propria anima e quindi importa maggiormente la salute di questa rispetto a quella del corpo...No, vita e fede non possono andare separate. Ho letto un articolo sulla Sacra Sindone e i vari dibattiti su di essa...Mi ha risvegliato la fede...non nell'uomo della Sindone, ma nel Crocifisso per eccellenza...Allora il mio cuore si è riempito di pace, di gioia e di speranza nella vita eterna...E' come se il mio spirito si librasse tra le verità eterne e non anelasse ad altro se non a raggiungere il proprio Dio.

Settimana di Passione


Da domani inizierà la settimana di Passione. Anche oggi il tempo è incerto, i veli dorati del sole ricoprono le facciate dei palazzi i quali spuntano tra il verde degli alberi.
Da ieri, dopo aver letto la vita per me nuova di Alessandra di Rudinì, ho cominciato quella di don Orione. Non è nuova, già la conosco, ma è così entusiasmante, così piena di esempi di fede, che mi affascina scorrere nuovamente gli avvenimenti della sua vita e meditare su di essi. Leggere quelle pagine mi riporta a rivivere uno scorcio del mio passato, a gettarci uno sguardo di ammirazione e nostalgia, a rivedere nella mia mente alcuni volti e posti a me cari che mi hanno segnato in quel periodo.
Ho fatto il volontariato al Piccolo Cottolengo, mi sono accostata al capezzale di alcuni malati senz'alcuna speranza, sformati dal destino...Parafulmini della società, qualcuno li chiamava. Dalle piccole finestre dell'edificio munite di sbarre verniciate di bianco, si potevano vedere i monti coperti del verde fitto degli alberi. Quel palazzo giallino doveva contenere solo infelicità ed invece vi si scopriva che serpeggiava una gioia intensa data sicuramente dalla fede vissuta di chi lavorava là dentro, dalle suore, dai preti, dagli stessi ricoverati. Un piccolo sole nell'oscurità della sofferenza... E non erano sofferenze da poco...Allora raffiorano nomi che rievocano le nebbie del mio passato: Gianna...Giuseppina...Chiara...Elisa...
Poi ancora a Tortona la Madonna interamente d'oro voluta da don Orione...Il caro Piemonte con i suoi colori, i suoi riflessi, mi dona la sua pace...