mercoledì 18 febbraio 2026

Quaresima, dove tutto ha inizio

 Quando dobbiamo affrontare qualcosa d'importante, abbiamo bisogno di concentrarci, di raccogliere le nostre idee per essere pronti per l'evento. Anche la Chiesa, che conosce il cuore dell'umanità, ha stabilito dei tempi speciali per ricordare e meditare sui cardini della fede cattolica. La Quaresima è il momento per eccellenza che ci dovrebbe preparare al meglio per la solennità della Pasqua. È il momento propizio per riflettere sul motivo per cui crediamo e se davvero crediamo. Nella Messa si commemora la passione e la morte di Gesù Cristo: la Quaresima è un tempo dilatato che ci consente di prepararci a meditare e fare veramente nostro ogni singolo momento della vita di Gesù che ha portato alla nostra salvezza. Se pensiamo di aver capito tutto della Sua vita, ci sbagliamo. Nella morte e Risurrezione Egli ci spiega il senso intrinseco della nostra vita. La nostra meditazione deve cominciare dalla Sua costanza nel predicare il Vangelo. Aveva tutti contro, soprattutto chi si proclamava religioso ed era a capo della società ebraica del tempo che era Teocratica e sotto il dominio dell'Impero Romano. Gesù sfidò la mentalità dei religiosi del tempo che predicavano una perfezione esterna, un legame con un Dio che premiava solamente chi seguiva alla lettera le innumerevoli leggi e tradizioni da loro imposte. A determinare tale tipo di religiosità era il fatto che gli Ebrei erano un popolo spesso sottomesso, deportato, soggetto alla diaspora e, di conseguenza,  l'esigenza più urgente rimaneva quella di ricordare le proprie origini per non smarrirsi.  Non so se sia stato l'attaccamento alle proprie tradizioni a far sì che gli Ebrei conservassero la loro religiosità e quindi perpetuato l'attesa del Messia... fatto sta che proprio quando gli Ebrei cercavano disperatamente di mantenere le proprie origini sotto un dominio romano che tollerava la varietà di Credo, nacque il Messia che predicava un Regno che non

apparteneva a questo mondo e nello stesso tempo rivoluzionava la mentalità ebraica che attendeva una liberazione dal punto di vista politico. L'ansia della liberazione del popolo ebraico è da capire: sempre vissuto sotto la dominazione di altre potenze, anelava alla libertà.  Quando Gesù si proclamò Messia, la delusione fu immensa: la libertà che Egli proclamava era spirituale e anziché aiutare a dare forza militare a un popolo vessato, invitava a porgere l'altra guancia davanti al nemico. Solamente chi lo seguiva da vicino sentiva che quell'Uomo predicava qualcosa di profondo che non capivano, ma che li attirava profondamente.  Egli solo poteva rispondere ai grandi interrogativi del proprio cuore. Sicuramente attendevano un colpo di scena finale che sarebbe sfociato con la liberazione politica del Popolo, ma si erano lasciati guidare dalle sue Parole e solamente al momento della Risurrezione, hanno davvero capito che ciò che la prigione che li teneva incatenati, non era i Popoli che li opprimevano politicamente,  ma il peccato. Quando ricevettero lo Spirito Santo capirono la portata della predicazione di Gesù e che erano stati davvero liberati, ma non nel senso che intendevano loro. 
L'atteggiamento dei Farisei e Sadducei era da comprendere, ma avevano sbagliato davvero bersaglio e modalità di approcciarsi a Dio. Gesù predicò un Dio che non era contabile, ma un Padre che amava, che perdonava... il legame dell'umanità con Dio non era decretato dalle varie tradizioni,  ma dall'amore verso Dio e i fratelli. La sostanza della religiosità è questa ed è quella che la Quaresima ci insegna.

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