domenica 1 marzo 2026

Noi, dispersi nel mondo

Tempi di smarrimento, tempi di sofferenza, tempi di inquietudine, tempi di ateismo, tempi di insicurezza, tempi di liquidità sociale... insomma i nostri tempi. Alzi la mano chi di noi non si guarda attonito,  incapace di trovare un senso o di provare inquietudine e un po' di smarrimento! Se riflettiamo sul tempo presente ci accorgiamo subito della sua emergente complessità e facciamo fatica a tenerci a galla in mezzo ai marosi della tempesta che potrebbe travolgerci. Tante ideologie, tanti pensieri contrastanti, tanti punti di vista potrebbero portare davvero il nostro cuore a smarrirci. Al contrario non arrocchiamoci nelle nostre ideologie per timore che il pensiero altrui possa travolgere le nostre certezze, ma mettiamoci umilmente in ascolto di ciò che Dio ci dice. Dio parla attraverso la Parola della Bibbia e ancor meglio nel Vangelo e in ciò dobbiamo rimanere ancorati a tutti i costi. L'atteggiamento di alcuni è proprio quello di aver paura di perdere la propria identità nazionale e cristiana. Non è una paura infondata. Guardiamo alla vita personale. Una persona che non conosce le proprie origini e quindi la propria identità ha problemi con se stessa e nelle relazioni interpersonali. È importante quindi identificarsi in un preciso gruppo e rimanere "ancorato" in quello. Esso parla di noi, della parte più profonda di noi stessi. Dobbiamo essenzialmente aver chiaro chi siamo, ma anche dove andiamo. 


A volte si rischia di scusare qualsiasi atteggiamento, pur essendo gravissimo. Un tempo Sant'Agostino aveva detto: "Bisogna condannare il peccato, non il peccatore". La differenza sostanziale del vero cristiano è qui: il peccato va condannato e abbiamo assolutamente avere in mente ciò che è tendenzialmente il peccato, anche per dirigere bene la nostra condotta, ma non la persona che pecca. Lei deve avere sempre una possibilità sebbene abbia commesso tanta crudeltà... e bisogna che anche il peccatore prenda coscienza che ciò che ha fatto è veramente grave, per non commetterlo più e quindi salvarsi. Non è tutto relativo: il peccato rimane peccato. Quindi siamo fermi nella nostra fede e non accettiamo altre ideologie in nome di una tolleranza che tolleranza non è. Cristo è lo stesso ieri, oggi, sempre.

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