domenica 30 novembre 2025

Avvento

 Ogni anno ci ritroviamo a vivere le cosiddette feste comandate: Pasqua, Natale. La Chiesa è sapiente e sa bene che per comprendere un mistero della vita di Gesù che ha un'incidenza importante nella nostra vita, abbiamo bisogno di riviverlo e approfondirlo ogni anno... e, direi, non basta nemmeno. Qui conosciamo e vediamo tutto attraverso il velo della fede. Abbiamo inoltre bisogno di prepararci alle varie solennità che ci ricordano una verità fondamentale della nostra fede. Nel caso di Pasqua e di Natale, non bastano le novene, ma c'è un tempo apposta più o meno lungo, dedicato alla preparazione. Per la Pasqua è la Quaresima e per il Natale è l'Avvento. In questo caso, visto che ci riguarda più da vicino nel tempo, soffermiamoci sull'Avvento. L'etimologia della parola ci ricorda che andiamo verso un arrivo, in questo caso è quello del Signore. Il Natale ci riporta al momento della nascita di Gesù e non importa che un tempo questa festività era pagana e dedicata all'arrivo della luce dopo un tempo di buio o che festeggiasse l'inverno o chicchessia. Oltre a festeggiare la nascita di Gesù, potremmo pensare alla venuta ultima del Salvatore, quando ci chiamerà alla vita vera con Lui, alla vita eterna. Per entrare sempre di più nel mistero della vita di Cristo, dobbiamo prepararci, lasciare tutto ciò che è di peso e ci intralcia nella nostra vita quotidiana e, poi, renderci capaci di incarnare il mistero del Natale. Gesù, durante la sua vita terrena, ci aveva ordinato di imitarlo, di diventare come Lui. Durante l'Avvento dovremmo sentire la gioia dell'amore di Dio che ha scelto di lasciare il cielo per venire a redimerci con la sua vita, morte e resurrezione. Quale grande amore ci ha dato, ci ha mostrato! È l'amore di Dio che s'inchina nuovamente sull'uomo, che redige la Nuova Alleanza firmata con il sangue non di capri e agnelli, ma con il Suo stesso sangue... è l'amore di Dio che dice all'uomo che è possibile ripristinare l'amicizia, riconquistare la pace... e noi, assassini, adulteri, immersi nel peccato, meritevoli d'ira, siamo stati oggetto dell'amore infinito di Dio che ci ha accolti nuovamente nel suo Giardino, non quello terrestre, ma quello infinito, della vita eterna. 



La buona notizia è che Dio ci ama nonostante siamo dei grandi peccatori, immersi nelle nostre tenebre e solamente nel suo immenso amore e non per i nostri meriti, ci ha visti degni di redenzione. Non dobbiamo quindi scoraggiarci se, guardandoci allo specchio, ritrovandoci nella nostra melma, siamo sempre più peccatori! L'amore di Dio è immenso e ci ama così come siamo e per noi ha lasciato il cielo per condividere con noi le fatiche, le sofferenze e le gioie della terra e redimerci...

Aspettiamo con gioia l'arrivo del Signore, è Lui il nostro Capo e Padre che ci guiderà alla salvezza eterna!

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