venerdì 15 maggio 2015

Delusioni

È interessante vedere come alcuni si lamentano delle delusioni subite dagli altri. D'altronde è un ragionare normale: è semplice dare uno sguardo attraverso le finestre del nostro cuore ferito e cominciare a puntare il dito sugli altri, convinti che la nostra serenità dipenda da loro. Non è così: la serenità, la gioia vera, sono due cose profonde che appartengono al nostro cuore... Certamente che non è immediata la cosa! Gli altri non sono perfetti ed è vero che ci fanno soffrir
e, assolutamente, però se guardassimo a noi stessi, noteremmo tante cose che non vanno, tanti atteggiamenti da cambiare e soprattutto, che pure noi facciamo soffrire il nostro prossimo, magari non ce ne accorgiamo ma è così.
Anche riguardo ai grandi peccati, in teoria e... anche in pratica, non siamo sicuri di non perdere la ragione...?

martedì 21 aprile 2015

Il naufragio dei migranti

La tragedia che si sta consumando nel cuore del mar Mediterraneo è immane. La tristezza più grande, però, è la reazione di tanti lettori italiani che lasciano i loro commenti su Facebook, commenti che segnano per la loro durezza, che interloquiscono con uno scontento generale da curare, da analizzare per comprenderne le motivazioni.
È vero che l'Italia è lasciata al suo destino, nessuno Stato dell'Europa interviene e anche noi abbiamo dei grossi problemi economici. L'Unione riguardo solo la parte economica. La disoccupazione, come si può leggere nella cronaca, può portare alla disperazione e quindi al suicidio. Queste morti devono pesare su coloro che governano...

venerdì 17 aprile 2015

La folla

Cosa si aspettava la folla da Gesù? Cosa cercava? Questa è la domanda chiave, la cui risposta determina la veridicità della chiamata del cristiano autentico.
È la domanda che Gesù ha rivolto a due
suoi discepoli; questi hanno risposto che volevano vedere dove lui abitava...Entrare quindi in intimità con Gesù, vedere e condividere il suo stile di vita. Ma la folla? Quella stessa folla che poi lo condannò a morte?
"Visti i prodigi che Gesù compiva, una gran folla lo seguiva"
I prodigi che scaturivano dal suo amore esplosivo, incontenibile, non avevano sortito l'effetto per cui Gesù li compiva: condurre al Padre. La folla desiderava da Lui solamente il sollievo temporaneo dei suoi miracoli per cui la chiamata e l'annuncio dell'amore del Padre non provocava i medesimi effetti.
Tuttavia l'amore di Gesù ha la peculiarità della gratuità e quindi non può rimanere inattivo davanti ai bisogni impellenti della folla, nonostante questa non possedesse le medesime intenzioni.
Su tale modello si può comprendere la chiamata di Giuda: la risposta autentica ma poi la libertà di cambiare idea, la debolezza di cedere alla tentazione. Il Vangelo ci offre tante sfaccettature della chiamata di Dio rivolta all'uomo e la rosa delle risposte.
 

domenica 29 marzo 2015

29 marzo


Carissimo papà, ciao! Oggi è il 29 marzo, un giorno importante, un giorno triste e lieto insieme. Certamente, è screziato di dolore: il ricordo della telefonata ricevuta quella mattina rimbomba, come i battiti accelerati in quell'istante in cui ricevetti la notizia della tua morte. Molti dicono per consolarsi che “la morte fa parte della vita”, ma non è propriamente vero. Non sei mai preparato a ricevere una tale notizia e ti accorgi palesemente che la morte non fa parte della vita. Il ricordo di quella telefonata è come l'onda sulla rena: agli inizi spumeggia, sembra scompigliare la sabbia, ma poi la sua melodia e l'ordine che ha lasciato, riportano alla pace e alla tranquillità che rivela l'essenza profonda di questo passaggio che l'anima è costretta a fare: la morte o meglio, trapasso.

Già, ricordo oltre a quei momenti e alla sofferenza della notizia dolorosa, il tempo della pace, la gioia e la certezza di una vita eterna che ti aveva accolto. Avevi fatto quel passo importante... Oh tu sai, papà, la paura degli anni precedenti solamente all'idea che perdessi un genitore! Era una paura forte che in seguito mi ha assolutamente convinto, quando ho vissuto i momenti di pace che sono successi dopo la tua dipartita, che veramente esisteva una vita eterna e che per misericordia di Dio, avevo la forza, la tranquillità e la gioia di superare quei momenti. Ancora una volta, tu hai voluto superare il burrone prima di me, per poi potermi tendere la mano e sorridermi dicendomi di non aver timore che le braccia di Dio erano paterne e misericordiose...

La tua vicinanza che seguì il tuo trapasso fu veramente impressionante e mi facesti capire che solo chi ha fede può sperimentare questo legame con le persone care e che la morte era solamente un passaggio, il passaggio ad un'eternità che contava più di tutto il resto. So di per certo che sei passato per il Purgatorio, però la tua anima era salva! Il tuo abbraccio superava il tempo e lo spazio, dimostrandomi che solo l'amore contava. Hai squarciato i cieli per me, mi hai fatto intravedere la vita eterna e la desidero, ogni giorno di più...

Allora papà, arrivederci, questo è stato il tuo dies natalis: aspettami, e quando giungerà il mio momento, stammi vicino e tendimi la mano... come hai sempre fatto in vita...

Arrivederci...


martedì 17 marzo 2015

La salvezza

Gesù è la salvezza dell'Umanità, Dio non usa più altri strumenti, la piscina di Siloe, come ci ha raccontato il Vangelo di oggi... O meglio, li usa in modo diverso, questi strumenti devono passare attraverso la persona di Gesù.
È Dio la nostra salvezza e ci è stata donata solo attraverso Gesù. Ci stiamo ormai avvicinando a grandi passi alla festa meravigliosa della Pasqua, in cui ci vengono mostrati prodigi ben più strabilianti della divisione del mar Rosso... Ovvero, la Resurrezione da morte!

Rapporti umani

Si sa, i rapporti umani sono molto complicati, bisogna chiedere la sapienza del discernimento. Bisognerebbe avere la delicatezza del chirurgo. Se infatti analizziamo il comportamento di Gesù, vediamo che possiede mille sfaccettature. Egli ama tutti quanti, questo è indiscusso, persino i farisei e i dottori della Legge che tanto bacchetta. Tuttavia non possiamo celare che Gesù si comporta differentemente, talvolta con severità e altre con "furbizia" e prudenza. Non con tutti aveva la stessa confidenza. Un esempio evidente è quello riguardante i dottori della Legge quando questi lo interrogano astutamente per farlo cadere e quindi accusare: "È lecito o no pagare il tributo a Cesare?".
Con chi ti può ferire profondamente, l'atteggiamento deve diventare molto prudente...

lunedì 16 marzo 2015

Vita eterna


Ancorati nell'idea e "idolatria" di questa vita terrena, non pensiamo abbastanza che la nostra vera vita, quella certa, è proprio quella eterna e che questa, terrena, è solo uno scorcio, come uno spiraglio, un soffio di tempo da spendere per conquistare quella vera, eterna. Questo è il secolo dello sciupio: si sciupa tutto, dal cibo fino al tempo. Pensiamo che le cose preziose che abbiamo, siano ben altre e non ci accorgiamo che in realtà la cosa più preziosa è il tempo, perché il tempo è unico, non ritornerà più! E si sciupa, senza assaporarne la bellezza, senza comprenderne la portata, perché il tempo è colui che genera la corruzione, che muta le cose...
È il tiranno per eccellenza! Mentre gli altri agenti atmosferici generano la correzione, però possono variare l'intensità, il tempo la fa da padrone, non si ferma mai, non rallenta né accelera, semplicemente è costante. Perché quindi non valutiamo abbastanza il tempo e non lo riempiamo di gioia? Bisogna volerlo, la gioia è una conquista, frutto di lotta e non di ignavia!

sabato 14 marzo 2015

La carità


"E al di sopra di tutto, poi, vi sia la carità" esclama San Paolo, un cuore ardente, votato al servizio di Dio. È proprio così: il pilastro della propria vita dovrebbe essere esclusivamente la carità, tutto il resto è un di più. Essa apre il cuore, lo fa sbocciare come un fiore in primavera. È vero che il cuore di Cristo è stato aperto da una lancia e quindi è necessario il sacrificio doloroso di sé, però è anche vero che quando ci si abbandona in Dio, tutto il resto viene di conseguenza, dono di Dio e non come cosa dovuta e quindi se non l'abbiamo ci indispettisce. Se tutto è dono, niente ci è dovuto.

martedì 10 marzo 2015

Perdono


Perdonare fino a 70 volte 7... Sempre, anche nelle situazioni più difficili in cui ci sembra di subire un'ingiustizia. D'altronde anche noi abbisogniamo di perdono. Quanto spesso siamo soggetti ad errori di valutazione e com'è difficile discernere la strada da percorrere! Dovremmo sentire in ogni istante il bisogno di ricevere l'aiuto di Dio, semplicemente per il fatto che siamo fortemente fallibili. Si dovrebbe sentire il peso di compiere una missione, di trovare sempre la strada giusta da percorrere. Spesso ci lasciamo condurre dai nostri sentimenti che variano a seconda delle situazioni.

domenica 8 marzo 2015

Messaggio d'amore

Il Gesù che ci viene presentato dal Vangelo oggi, potrebbe apparire un po' ostico: inquieto, scaccia in modo deciso i mercanti dal Tempio. La figura di questo Gesù esula dalla tradizione “zeffirelliana”, dolce, commovente, che muore senza perdere troppo sangue, eppure è sempre Lui. “Lo zelo per la tua casa mi divora”. Tutto ciò che riguarda il culto di Dio Padre, sia interiore che esteriore, è oggetto di attenzione da parte di Gesù. Ma non volevo soffermarmi particolarmente su questo, ma su un altro punto: la sua affermazione finale, “distruggete questo tempio e io lo farò risorgere in tre giorni, e parlava del Tempio del suo corpo”. Tale affermazione è importantissima. Tanti santi l'hanno vissuta in pienezza. Quando si ama una persona grande come Dio, si fa silenzio nel proprio cuore, le parole non bastano più, anzi, si comprende benissimo che le parole sono come un vestito troppo stretto, non possono contenere se non l'ombra di certi sentimenti. Si desidera avere la pienezza della comunione con Dio Padre, e questa si può avere solamente con la condivisione dei suoi sentimenti... Sì, è importantissimo incontrarlo nell'Eucaristia, ma la pienezza interiore si raggiunge solamente quando si vive in piena comunione di sentimenti e amore con Lui. Abbiamo bisogno di segni, quindi di incontrare Gesù nell'Eucaristia, però i veri santi hanno sperimentato una dimensione differente. San Massimiliano Kolbe, chiuso nella prigione del campo di concentramento tedesco, non poteva di certo ricevere o celebrare l'Eucaristia, ma l'ha vissuta pienamente, concretamente, quando ha offerto la sua vita al posto di quella di un padre di famiglia.

Santa Teresina del Gesù Bambino, non poteva più ricevere Gesù a causa delle frequenti emottisi, ma si era fatta lei stessa Eucaristia.
Esempi così ce ne sono molti... La vera comunione con Dio è quando si vive pienamente il suo messaggio d'amore.