martedì 13 gennaio 2026

La fede

 La fede è un dono, come spesso è stato detto. Dio, però, è sempre in ricerca delle anime e si fa sentire solamente da quelle che lo cercano realmente. Altrimenti, se non fosse così, la fede sarebbe una cosa di élite, riservata a pochi. Non è così. La disposizione del nostro cuore fa la differenza, non dipende dai peccati che facciamo: troviamo Dio se davvero vogliamo trovarlo, se ci spogliamo delle nostre resistenze e del nostro Io... e soprattutto se siamo disposti a cambiare veramente vita. Il giovane ricco fu chiamato a una vita di santità, ma rifiutò perché aveva il cuore attaccato al denaro. Possiamo non essere attaccati al denaro, ma al nostro io, ai beni interiori, alla nostra mentalità, alla nostra durezza di cuore e alla nostra infelicità. 



Ricordiamo l'esperienza di Zaccheo. Zaccheo non conosceva Gesù, ma fece di tutto per poterlo vedere: si arrampicò su un sicomoro e fu allora che l'attenzione di Gesù fu attirata in modo definitivo: "Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua!".

L'evangelista sottolinea che era capo dei pubblicani e ricco, una combo incredibile visto che era ricco e pubblicano cioè un peccatore rinomato. I pubblicani, infatti speculavano sulla gente, esigevano tributi ed erano attaccati al denaro. Ciò che importava a Gesù era la disposizione del cuore: Zaccheo, nel suo peccato, cercava veramente Gesù, non era lì per curiosità, era davvero affascinato e, soprattutto, era disposto a cambiare vita.

martedì 6 gennaio 2026

Una grandissima gioia

 "E al vedere la stella, provarono una grandissima gioia". Così i Magi vengono guidati dalla stella e quella stella donava al loro cuore una gioia indicibile. Si fidarono di quella stella che li portava ad adorare un re, non avevano timore come Erode che quel Re fosse più potente di loro, perché i loro cuori erano in ricerca sincera della Verità. La ricerca di Dio, il desiderio di trovarlo non possono che provocare gioia. Tutto ciò che non dà gioia, non viene da Dio. 



Così, i Magi si misero in cammino, perché sapevano che ne valeva la pena, che bisognava rischiare, che c'era qualcosa di grande che stava per accadere. Dopo il loro viaggio incontrarono il Signore, così com'era, non come avrebbero voluto che fosse: piccolo, nudo, piangente, assonnato... 

Anche noi, nella nostra piccolezza, dobbiamo diventare stelle che guidano gli altri verso il Signore e, come i Magi, non aspettarci un Dio diverso, potente, imbattibile, che fa solamente miracoli, incontriamo Dio così com'è, nascosto nella quotidianità che a volte pesa tantissimo, nascosto in quella persona che ci chiede tanto, nascosto in quella fatica fisica che ci impedisce di vedere oltre...